Le punture di insetto

dott.ssa Maya El Hachem

Punture di insettoSono molto frequenti, soprattutto in estate. Un decalogo per differenziarle, per trattarle in modo corretto e per proteggere i bambini.


I meccanismi alla base dell'insorgenza delle lesioni cutanee da punture d'insetto sono molteplici.

I più frequenti derivano dall'inoculazione diretta di sostanze irritanti contenute nella saliva dell'insetto, ma possono anche essere la conseguenza di una sensibilizzazione allergica ad uno dei componenti della saliva stessa. Ci sono anche lesioni dovute a morsi velenosi dell'insetto (api, vespe, calabrone).

Le manifestazioni cliniche più frequenti sono:
- l'orticaria papulosa;
- lo strofulo;
- la prurigo nodulare.

Questo tipo di manifestazione viene causata da ripetuti contatti con l'insetto, i quali inducono una sensibilizzazione nel bambino.

Inoltre, generalmente c'è una reattività crociata tra i vari insetti, per cui una ipersensibilità causata da alcune punture di artropodi possono rendere l'organismo ipersensibile anche alla puntura di insetti che non hanno ancora punto.

Si tratta di lesioni rilevate e arrossate a volte sormontate da una vescicola agli arti inferiori accompagnate da numerose lesioni da grattamento.

La sua caratteristica è quella di presentare una disposizione in raggruppamenti ben determinati.

Si tratta di una cronicizzazione delle lesioni cutanee, le quali sottoposte a un continuo grattamento vengono mantenute attive indipendentemente dalla puntura iniziale.

In realtà si tratta quindi di una dermatite autoprovocata dal grattamento  che inizialmente viene indotto dal prurito legato alla reazione allergica, ma che in seguito si automantiene e assume connotati anche di tipo psicologico (via di scappamento per le tensioni emotive).

L'orticaria papulosa si manifesta raramente prima del secondo anno di vita poiché è difficile che si sviluppi precedentemente l'ipersensibilità alle punture di insetto.

Ciò è dovuto a fattori immunologici del bambino e alla scarsa possibilità di contatto con gli artropodi.

Dopo l'età di 7-8 anni queste manifestazioni tendono a scomparire poiché si instaura una desensibilizzazione naturale indotta dal frequente contatto con l'antigene.

Le punture di insetto provocano una rilevatezza di dimensioni variabili della cute che si presenta infiammata, arrossata e generalmente è possibile riscontrare al centro di ogni lesione una crosticina puntiforme che corrisponde alla punto di inoculazione.

In alcuni casi si potrebbe osservare anche una bolla sierosa centrale.

Gli insetti che non volano pungono generalmente più volte ma sempre nella stessa regione del corpo (le cimici ad esempio nelle zone a contatto con gli effetti letterecci), mentre gli insetti che volano colpiscono le zone scoperte anche distanti.

Gli insetti in grado di aggredire l'uomo sono numerosissimi.

I più comuni, soprattutto in un contesto urbano, sono le zanzare, ma non bisogna trascurare anche quelli che non volano. Tra questi le cimici, le pulci e le zecche

Generalmente nel periodo estivo e autunnale, ma negli ultimi anni, con la comparsa di nuove specie di insetti, si assiste alla presenza di artropodi anche in altri periodi dell'anno e in habitat solitamente non adatti a questi insetti (zanzare tigre ad esempio).

La distribuzione delle lesioni è fondamentale per confermare la diagnosi di punture di artropodi e per indirizzarsi su quale tipo di insetto possa essere responsabile.

Le punture generalmente si verificano sulle zone scoperte (viso, braccia, gambe, addome, ma alcuni tipi di insetti possono pungere anche dopo essersi infilati sotto i vestiti del malcapitato. Alcune larve ad esempio (Trombicula) si concentrano caratteristicamente in corrispondenza delle pieghe e cinture.

Il trattamento dipende dall'intensità della reazione e quindi dal grado di sensibilizzazione del bambino alle sostanze inoculate dall'insetto.

In caso di una reazione locale modesta basterà una crema anti-infiammatoria anche non steroidea, mentre in caso di una reazione infiammatoria intensa si devono usare creme al cortisone per un periodo limitato alla fase acuta o anche antiistaminici in compresse.

È assolutamente controindicato l'uso di antiistaminici topici che sono spesso fotosensibilizzanti.
Solo in casi eccezionali con reazioni allergiche generalizzate si deve ricorrere al cortisone per via sistemica.

È molto importante "educare" il bambino a non grattarsi e tagliare regolarmente le unghie corte per prevenire la prurigo e/o sovrainfezioni batteriche (impetigine) frequenti in età pediatrica.

Alcuni insetti, come le zecche, possono trasmettere malattie infettive come la Rickettsiosi o la Borreliosi, ed alcune zanzare, come quelle del genere Lutzomia, possono trasmettere la leishmania, ma solo in determinati habitat adatti all'insetto e non lontani dal livello del mare.

In Italia, altre malattie più gravi trasmesse dagli insetti (tripanosomiasi, malaria, febbre gialla...) sono solamente di importazione ma è buona norma, quando si intraprende un viaggio, informarsi sulle malattie infettive e parassitarie del paese, in particolare se in una regione tropicale. Infatti la facilità con cui si viaggia nel 21° secolo sta determinando un cambiamento dell'epidemiologia su scala mondiale.         

Il modo più semplice per proteggersi avviene tramite barriere fisiche.

Indumenti che coprono gli arti, soprattutto se si effettuano passeggiate in campagna o comunque dove l'erba è alta. Sono consigliabili inoltre delle zanzariere nelle zone infestate da questi insetti.

Bisogna fare attenzione invece ai repellenti, i quali sono di breve efficacia e quindi dovrebbero essere applicati più volte nel corso della giornata, ma sono costosi e spesso mescolati a profumi o altre sostanze potenzialmente allergizzanti, o fotosensibilizzanti.