Quando portare il bambino al Pronto Soccorso

Alcune semplici indicazioni per ricorrere al pronto soccorso quando è realmente necessario
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14 febbraio 2020


È raro che il bambino abbia una malattia che diventa grave nel giro di poche ore. Pertanto è sempre opportuno interpellare il pediatra di famiglia, che meglio di tutti conosce il piccolo paziente. Se il pediatra non fosse reperibile in tempi brevi o i genitori fossero preoccupati per lo stato di salute del loro bambino, è sempre opportuno portarlo in Pronto Soccorso.
Di seguito diamo indicazioni di massima sulle situazioni che è bene valutare urgentemente, quindi in pronto soccorso. Queste indicazioni non sostituiscono di certo le conoscenze, le competenze e le indicazioni che solo il pediatra è in grado di fornire.
Ecco le situazioni più frequenti che richiedono una valutazione in pronto soccorso.

In caso di febbre, quando:

- Il bambino ha meno di 3 mesi;
- Il bambino ha un'età compresa tra 3 e 12 mesi e non si riesce a farlo visitare dal proprio pediatra in tempi brevi;
- Il bambino presenta un comportamento diverso da quello usuale: è irritabile o sonnolento, non mangia e non beve, non gioca, non migliora quando la temperatura scende;
- Fa fatica a respirare;
- La pelle è pallida o marezzata e le estremità sono fredde o sono comparse sulla pelle piccole macchie rosse che non scompaiono alla pressione della dita.

In caso di tosse o dolore alla gola, quando:

- Il bambino fa fatica a respirare;
- È presente sangue nel catarro espettorato;
- Ha difficoltà a deglutire;
- La voce è flebile;
- Non è in grado di aprire completamente la bocca;
- È gonfio solo un lato della gola o una sola tonsilla.

In caso di dolore addominale, quando:

- Il bambino è inconsolabile;
- Il dolore addominale è molto forte;
- L'addome è teso al tatto;
- Il dolore si irradia alla schiena;
- Il dolore addominale si accompagna ad uno dei seguenti sintomi: 

- Febbre;
- Vomito;
- Diarrea abbondante o con presenza di sangue;

- Il bambino appare sonnolento.

In caso di cefalea, quando:

- Sono comparse alterazioni della vista;
- Compaiono episodi di vomito, specialmente di mattina;
- Compaiono debolezza muscolare o altri disturbi neurologici;
- Il mal di testa causa risvegli notturni;

In caso di vomito e diarrea, quando:

- Il vomito dura da più di un giorno o se si sono verificati più di tre attacchi di vomito in un'ora;
- Le scariche di diarrea sono numerose e liquide;
- Aumenta il numero di scariche e la quantità di feci in bambini allattati al seno. È importante tener conto che con il latte materno le feci sono normalmente semiliquide e può esserci anche una scarica dopo ogni poppata;
- È presente sangue nel vomito o nelle feci;
- Sono visibili segni di disidratazione

- Labbra aride;
- Lingua asciutta;
- Pelle secca;
- Assenza di lacrime;
- Occhi infossati;

- Il bambino appare debole o sonnolento;
- C'è pianto inconsolabile;
- C'è anche febbre elevata;
- Il bambino non urina da più di otto ore.

In caso di difficoltà respiratoria, quando:

- Gli atti respiratori sono più frequenti del normali;
- La respirazione è rumorosa;
- Durante la respirazione si muove solo metà del torace;
- Labbra, mani o piedi hanno una tonalità bluastra;
- La tosse è sibilante o abbaiante;
- C'è anche febbre elevata.

In caso di trauma cranico, quando:

- Il bambino ha una perdita di coscienza, anche breve;
- Piange in modo inconsolabile o lamenta mal di testa;
- È irritabile o sonnolento;
- In presenza di qualsiasi disturbo neurologico: cammina male e in modo instabile, ha debolezza a un arto, è lento a rispondere a semplici domande o parla in modo confuso, non ricorda gli eventi, presenta disturbi visivi, ha comportamenti anomali;
- Ha avuto più di due episodi di vomito;
- Ha dolore al collo;
- È comparso un gonfiore molle del capo, segno di probabile frattura;
- Il trauma è avvenuto per una caduta da altezza elevata o in seguito a un forte impatto.

In caso di reazioni allergiche, quando:

- È comparso gonfiore del viso o della gola;
- Il bambino fa fatica a respirare;
- Lamenta mal di stomaco e nausea;
- Compare vomito o diarrea;
- Il bambino ha perso coscienza.

In caso di avvelenamento:
In caso di avvelenamento certo o sospetto è sempre preferibile contattare subito il Centro Antiveleni di riferimento per sapere se la sostanza in causa è tossica e se vi sono delle modalità per intervenire subito limitando i danni. Successivamente il bambino andrà sempre portato in Pronto Soccorso.


a cura di: Antonino Reale
Unità Operativa di Pediatria dell'Emergenza
In collaborazione con: