La riabilitazione del bambino

dott. Enrico Castelli

Si tratta di un processo di soluzione dei problemi e di educazione con la finalità di far raggiungere al paziente il miglior livello di vita sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale e con la minor restrizione possibile di scelte operative.


Che cos'è?

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, "la riabilitazione mira al massimo recupero della persona con disabilità fisiche, mentali e sociali, alla prevenzione delle complicazioni secondarie, alla fruizione delle opportunità socio-lavorative, compatibilmente con i limiti imposti dalla severità delle lesioni".

Quando nasce la medicina riabilitativa?

La strutturazione della medicina riabilitativa si è andata delineando soprattutto dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, in conseguenza dell'imponente numero di mutilati da reinserire nel contesto sociale.

A tale scopo sono stati intensificati gli studi e realizzati subito dopo sorprendenti progressi nel campo delle apparecchiature protesiche, della chirurgia ortopedica e plastica, della fisiocinesiterapia, della ginnastica medica, etc.

Qual è il campo di applicazione?

Il campo di applicazione della medicina riabilitativa, oggi, si è esteso dalle menomazioni dell'apparato locomotore a quelle di altri sistemi e organi e interessa numerosi specialisti non solo del settore medico, ma fisico, matematico ed ingegneristico-medico.

E in ambito pediatrico?

Il processo tende a promuovere nel bambino e nella sua famiglia la migliore qualità di vita possibile. É un procedimento complesso di apprendimento basato sulla mediazione continua e coerente tra bambino e ambiente per compensare la alterazione delle capacità adattive.

 

Come viene realizzata?

L'attivazione del processo riabilitativo richiede l'acquisizione, con strumenti adeguati e nel più breve tempo possibile, della diagnosi di lesione e della diagnosi di funzione e del profilo di disabilità.

La riabilitazione, con azioni dirette ed indirette, si interessa dell'individuo nella sua globalità fisica, mentale, affettiva, comunicativa e relazionale (carattere olistico) e coinvolge il suo contesto familiare, sociale, ed ambientale (carattere ecologico).

Si compone di interventi integrati di:
rieducazione;
- educazione;
- assistenza.

In cosa consiste la rieducazione?

La rieducazione è competenza del personale sanitario e ha per obiettivo lo sviluppo ed il miglioramento delle funzioni adattive. Essa tiene conto della molteplicità delle funzioni alterate (motorie, percettive, cognitive, affettive, comunicative, relazionali), delle loro peculiarità e delle loro interazioni reciproche, nella logica dello sviluppo patologico e nel rispetto dell'individualità e della diversità di ciascun bambino.

La rieducazione si basa infatti su un progetto di cambiamento costruito su misura per ciascun bambino e condiviso per intero dalla sua famiglia. Essa è un processo discontinuo e limitato nel tempo. Deve necessariamente concludersi quando, in relazione alle conoscenze più aggiornate sui processi biologici del recupero, per un tempo ragionevole, non si verifichino cambiamenti significativi n nello sviluppo, nè nell'utilizzo delle funzioni adattive.

A cosa mira l'educazione?

È competenza della famiglia, del personale sanitario e dei professionisti del settore, ha per obiettivo:
- la preparazione del bambino a esercitare il proprio ruolo sociale;
- la formazione della comunità ad accoglierlo e integrarlo.

Perché l'assistenza?

È di competenza del personale sanitario e degli operatori del sociale e ha per obiettivo il benessere del bambino e della sua famiglia. Essa deve accompagnare senza soluzioni di continuità il bambino e la sua famiglia sin dalla diagnosi di disabilità.

 

Gli obiettivi terapeutici e le procedure

Gli obiettivi terapeutici devono basarsi sulla prognosi di recupero, cioè sulla valutazione dei margini di modificabilità di ciascuna funzione in relazione alle risorse possedute dal bambino, alla sua motivazione e alla sua capacità di apprendimento.  Ogni procedura terapeutica adottata deve essere fondata su una sperimentazione attiva favorevole alla propositività del bambino, rispettosa dei suoi bisogni e aperta ai suoi desideri.

La possibile ripetitività dell'esperienza, quando necessaria, per il raggiungimento di vera abilità, non deve risultare in alcun modo afinalistica, stereotipa o oppressiva. Deve basarsi invece su una variazione delle caratteristiche dei compiti e dei contesti in grado di facilitare nel soggetto l'acquisizione delle procedure e delle regole, piuttosto che l'apprendimento delle singole prestazioni motorie.

In cosa consiste il programma?

Il progetto riabilitativo individuale è un insieme di proposizioni elaborate dall'equipe riabilitativa per un determinato paziente.

Nelle sue proposizioni:
- considera in maniera globale i bisogni, le preferenze del paziente, le sue menomazioni, disabilità, handicap ed abilità residue e recuperabili;
- definisce quali siano gli esiti desiderati;
- definisce nelle linee generali i tempi previsti, le azioni e le condizioni necessarie al raggiungimento degli esiti;
- costituisce il riferimento obbligato per ogni intervento svolto dall'equipe riabilitativa.

All'interno del progetto riabilitativo, il programma riabilitativo definisce:
- le aree di intervento specifiche;
- gli obiettivi immediati e a breve termine;
- gli operatori coinvolti;
- i tempi e modalità di erogazione degli interventi;
- la verifica degli interventi.