Sicurezza del Bambino davanti alla tv

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L'Ospedale Bambino Gesù, sensibile alla tutela del bambino ed alla sua integrità fisica, psichica, morale, offre uno spazio di informazione e riflessione curato dalla Struttura di Psicologia Clinica sui rischi di una eccessiva e inadeguata esposizione alle trasmissioni televisive.
Un estratto dal ciclo di conferenze "TV e Minori: medici e psicologi a confronto" promosso dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ed il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e Minori con l'adesione del Comitato Nazionale di Bioetica.

La tv e i minori
L'Ospedale Bambino Gesù è particolarmente attento e sensibile alla tutela del minore ed alla salvaguardia della sua integrità fisica, psichica, morale anche alla luce della Lettera Apostolica "Il rapido sviluppo"
Molte sono le domande che i genitori si pongono: a che età il bambino può cominciare a vedere la televisione? L'esposizione per troppo tempo può procurare danni? Come proteggere il bambino da immagini e programmi inadeguati? 
I minori corrono dei rischi quando sono esposti per troppo tempo e da soli alla visione di trasmissioni e spettacoli che possono turbarli e influenzarli negativamente. E occorre considerare che, comunque, un eccessivo utilizzo della tv, anche indipendentemente dal tipo di programma, riduce il tempo dedicato alla creatività, alla relazione con coetanei ed adulti, alla lettura ed alla attività ludica. 
Non di rado i bambini "subiscono" messaggi, valori, modalità di comunicazione che, per loro età e la situazione ambientale, possono influire in modo negativo sullo sviluppo psico-fisico e, a volte, determinare danni difficilmente riconoscibili nell'immediato ed in seguito difficili da "riparare". 
Dati statistici e casi clinici evidenziano come le famiglie siano scarsamente attente a riconoscere i programmi più adatti all'età dei figli: spesso sottovalutano i rischi ai quali sono esposti i ragazzi, non controllano le trasmissioni che i bambini vedono, non ne discutono con loro, consentendo a quanto trasmesso di influenzare, quando non di invalidare, le dinamiche educative e di comunicazione all'interno della famiglia. 
L'apparecchio televisivo nella camera del bambino o dell'adolescente riduce, ad esempio, in modo rilevante l'ascolto affettivo, partecipato e condiviso, tra i vari componenti del nucleo familiare. La visione individuale della TV impedisce la possibilità del "conoscersi e riconoscersi" che consente ai bambini una importante rassicurazione nel loro itinerario di crescita. 
Il mezzo televisivo, inoltre, proprio per la sua natura, nelle trasmissioni di intrattenimento propone una cultura dove le singole "verità" vengono urlate ed i genitori spesso non sono presenti per rispondere ad eventuali richieste chiarificatrici di dubbi e paure dei minori.

I consigli dello psicologo
Non considerare la TV come un mezzo "per far star buono il bambino".

Tenere presente che il tempo dedicato alla televisione deve essere limitato (come tutte le attività di tipo sedentario) ed intervallato dal gioco, dalla lettura, dallo sport, dal dialogo.
Scegliere trasmissioni di qualità che proteggano il bambino da informazioni e materiali dannosi per il suo sviluppo.
Scoraggiare l'abitudine ad addormentarsi davanti alla tv, in camera o sul divano, favorendo la lettura serale di un libro o, ancor meglio, un momento di dialogo.
Non consentire al bambino/ragazzo di utilizzare la televisione come "sottofondo" allo studio ed alla esecuzione dei compiti, in quanto può ostacolare la concentrazione ed aumentare la sua stancabilità.
Condividere, quando possibile, la visione di spettacoli di intrattenimento, di informazione, di film, che, anche se adatti ai bambini, spesso possono avere bisogno di spiegazioni, rassicurazioni, valutazione.
Considerare che la ripetitività di pubblicità e trasmissioni di intrattenimento induce all'aumento dei desideri, al consumismo, all'imitazione di modelli di comportamento superficiali o del tutto irreali.
Tenere presente che, pur essendo il mezzo televisivo un utile strumento per gli apprendimenti, un uso esclusivo di tale mezzo rischia di non favorire lo sviluppo della concentrazione, delle capacità critiche ed di ostacolare l'apprendimento scolastico, determinando situazioni di confusione.

Come proteggere i bambini da trasmissioni dannose?
Le emittenti televisive si sono impegnate non solo ad uno scrupoloso rispetto della normativa vigente a tutela dei minori (art.31 della Costituzione e art.17 della Convenzione ONU), ma ad adeguarsi ad un codice di autoregolamentazione che possa assicurare contributi positivi allo sviluppo della loro personalità e che eviti messaggi che possano danneggiarla. Il Ministero delle Comunicazioni e le emittenti televisive hanno sottoscritto un Codice rivolto a tutelare i diritti e l'integrità psichica e morale dei minori, con particolare attenzione e riferimento alla fascia di età più debole (0–14 anni) nella fascia oraria dalle 7.00 alle 22.30.

Leggi il Codice di autoregolamentazione TV e minori >>
(fonte: sito Agcom)

Cosa fare se il Codice viene violato?
Rivolgersi al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori. Infatti il Comitato, d'ufficio o su denuncia dei soggetti interessati, verifica, con le modalità stabilite nel Regolamento, le violazioni del Codice ed emana le conseguenti risoluzioni di cui si può prendere atto.Nel Comitato, presieduto dal Dott. Emilio Rossi, sono presenti in ugual numero i rappresentanti delle emittenti, delle Istituzioni e del Consiglio Nazionale degli Utenti presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Cliccando sul sito del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori  è anche possibile scaricare il modulo per la segnalazione delle infrazioni al Codice.
L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù collabora sin dall'inizio alla diffusione e sensibilizzazione di quanto indicato dal Codice di autoregolamentazione e dalla legge n.112.