Sicurezza: ogni 30 secondi nel mondo un bimbo muore per "incidente".

Quelli stradali rappresentano la prima causa di morte. Al pronto soccorso del Bambino Gesù 1 accesso su 10 riguarda incidenti domestici
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Roma, 3 ottobre 2013

Il vademecum per la sicurezza dentro casa elaborato dall'Istituto per la Salute del Bambino e dell'Adolescente. L'altalena il gioco più "pericoloso", ma attenzione anche ai "gonfiabili".

Ogni 30 secondi, nel mondo, un bambino muore per incidente. Quelli stradali rappresentano la principale causa di morte, seguiti dagli annegamenti: possono bastare 5 cm d'acqua per mettere in pericolo i più piccoli.

Gli incidenti domestici causano ogni anno in Europa circa 40mila vittime di ogni età. Tra queste, in Italia, si contano oltre 100 bambini. All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù 1 accesso su 10 al pronto soccorso riguarda proprio gli incidenti che si verificano in casa. Il gioco più pericoloso è l'altalena, mentre aumenta il numero dei traumi da "gonfiabili".

Sono alcuni dei dati emersi nel corso del convegno "Un mondo sicuro per i nostri bambini", prima di una serie di iniziative promosse dall'Istituto per la Salute del Bambino e dell'Adolescente (ISBA) dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il 90% degli incidenti è prevedibile ed evitabile. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità "adeguati interventi di prevenzione potrebbero salvare più di 1.000 bambini al giorno". Basterebbe, talvolta, seguire semplici accorgimenti che gli esperti del Bambino Gesù hanno riassunto in un vademecum dettagliato. Dalla cameretta al bagno, dalla cucina al balcone, prima di tutto massima attenzione agli oggetti potenzialmente pericolosi e occhio sempre vigile sugli spostamenti dei più piccoli.

Prima causa di morte, seconda causa di malattia

Ogni 30 secondi, nel mondo, un bambino muore per un incidente "non intenzionale", vale a dire non provocato o subìto volontariamente. Il dato internazionale è stato fornito nel corso del convegno da Michael Hoellwarth, della Clinica universitaria di chirurgia pediatrica e adolescenziale di Graz – Austria, uno dei maggiori esperti sul tema degli incidenti che coinvolgono giovani e giovanissimi. In età pediatrica (0-17 anni) si perde la vita principalmente a causa di incidenti stradali (22,3%), annegamento (16,8%), ustioni (9,1%), cadute (4,2%), avvelenamento (3,9%).

In generale gli incidenti nell'infanzia e nell'adolescenza rappresentano la più comune causa di morte e la seconda più comune causa di malattia. Per ogni bambino che muore, 4 restano invalidi permanenti, 27 devono essere ricoverati e circa 700 perdono giorni di scuola e ore lavoro.

Europa: 10 milioni di incidenti domestici

I dati epidemiologici raccolti e analizzati da Emanuela Ceriati, chirurgo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, indicano che in Europa ogni 2 minuti si verifica una morte per incidente (tutte le età), mentre un bambino su 10 rimane vittima di incidenti che comportano l'accesso al pronto soccorso. Anche nel continente europeo, come nel resto del mondo, gli incidenti rappresentano la prima causa di morte in bambini di età compresa tra 1 e 14 anni (28% di tutte le morti) e, tra questi, svettano gli incidenti stradali. La seconda causa di morte è l'annegamento. Il decesso avviene in pochi secondi, in silenzio, anche in 5 cm d'acqua. Seguono i traumi da caduta che in molti Paesi europei rappresentano la prima causa di ricovero. Il rischio è maggiore è stato rilevato tra i maschi. Al quarto posto, le ustioni. Il picco si registra tra i bambini di 5 anni; la principale causa è l'incendio domestico. Il rischio di avvelenamento, quinto nella classifica delle cause di morte, è maggiore tra i bambini più piccoli a causa della loro grande curiosità nell'esplorare l'ambiente circostante. Tra gli adolescenti il rischio di avvelenamento è invece legato all'assunzione di alcol. All'ultimo posto il soffocamento, principalmente entro i primi 12 mesi del bambino.

Numeri consistenti anche se si analizzano, in particolare, gli incidenti domestici: ogni anno se ne registrano 10 milioni, le morti correlate sono 40.000, 1 milione i ricoveri.

Tra 0 e 5 anni gli incidenti in casa più frequenti sono le cadute (58% del totale), seguono i traumi (6%), le ustioni (6%) e l'avvelenamento (4%). I bambini europei sono spesso vittime anche di incidenti legati all'attività ludica: il dato annuale europeo indica 139 mila accessi al pronto soccorso per incidenti da attrezzature da gioco (in aree sia pubbliche che private) e 57 mila accessi per problemi legati all'uso di giocattoli.

Nella top ten dei giocattoli/attrezzature potenzialmente pericolosi: l'altalena, lo scivolo, il seggiolone, i fasciatoio, la giostra, la carrozzina, il passeggino, i barattoli di pillole, il triciclo.

I bimbi maschi più esposti a incidenti

In Italia gli incidenti rappresentano la principale causa di morte e di disabilità in età evolutiva dopo il primo anno di vita e la maggior parte di quelli con esito mortale nell'infanzia (circa il 50% del totale), avviene sulla strada.

Secondo le stime (SINIACA) ogni anno gli incidenti domestici coinvolgono circa 3 milioni di persone di tutte le età e costano la vita a oltre 5.000 persone, di cui il 2% tra 0 e 14 anni (circa 100 bambini).

In età pediatrica gli incidenti prevalgono nettamente tra i maschi, per la maggiore predisposizione a fare – sin da piccolissimi – giochi più pericolosi, a esplorare il mondo in maniera diversa rispetto alle femmine.

L'età del bambino incide sul tipo di rischio: fino ai 3 mesi di vita gli incidenti domestici in genere avvengono per disattenzioni dei familiari (cadute da fasciatoio, marsupio, letto, non adeguata somministrazione di alimenti o farmaci). Dai 3 ai 6 mesi aumenta il rischio di cadute per la maggior mobilità del piccolo. Tra i 6 e i 12 mesi la fanno da padrone le cadute, ingestioni e inalazioni di corpi estranei. La fascia di età 1-3 anni è quella di maggior rischio per l'accresciuta autonomia del bambino. Anche in questo caso gli incidenti più frequenti sono intossicazioni, traumi, ustioni, ingestioni ed inalazioni di corpi estranei. Tra i 3 e i 6 anni aumentano i traumi legati all'attività ludica, mentre oltre i 6 anni si registra l'aumento del rischio di traumi legati allo sport.

Lo studio del Bambino Gesù: le cadute il pericolo maggiore. Attenzione ai Gonfiabili

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha realizzato uno studio dettagliato dell'attività del pronto soccorso analizzando gli accessi (22.760) nell'arco di 6 mesi (luglio-dicembre 2011). Dall'indagine è emerso che più di un bambino su 10 (11,02% degli accessi) arriva in ospedale con diagnosi di "incidente". La maggior parte è di sesso maschile (58,2% contro 41,8% femmine).

Tra i codici rossi (il grado più grave su una scala di 4: rosso, giallo, verde e bianco), la maggior parte dei bambini è arrivata in pronto soccorso con trauma cranico (33,3%) o con la frattura del cranio (16,7%). Stesse percentuali per i politraumi (33,3%) e per le intossicazioni (16,7%).

Tra i codici gialli, la percentuale più alta riguarda la frattura di gambe e braccia (arti superiori 37,2%, arti inferiori 4,6%). Percentuali minori per le intossicazioni (6%), ingestione (5,2%) e inalazione (2,5%) di corpi estranei.

La caduta è la modalità di incidente più comune in età pediatrica (circa il 50% dei casi). Si cade da fermi o in movimento; dalle braccia di mamma e papà, ma anche dal letto, dal seggiolone, dalla sedia, dal passeggino, dalle scale; quando si gioca dall'altalena, se si fa sport dai pattini e da cavallo. Alle cadute di qualsiasi tipo seguono gli urti, i traumi sportivi, gli incidenti stradali, le pallonate, gli schiacciamenti, lo scivolamento in piscina o nella vasca e le aggressioni.

Se si considerano complessivamente gli esiti degli incidenti domestici, il 78,6% dei bambini ha riportato un trauma, il 12,4% ferite, il 5,9% ha inalato o ingerito corpi estranei, 1,7% è rimasto vittima di intossicazioni, l'1% di ustioni e lo 0,4% di morsi di animali.

Per 76,9% dei bambini la prognosi e inferiore ai 20 giorni, per il 17,6 superiore a 30 giorni.

Da segnalare un tipo di trauma in grande ascesa tra i bambini negli ultimi anni: quello legato ai momenti di gioco sui gonfiabili. Dagli 8 casi del 2002 si è passati agli 81 registrati nel 2012. I 431 incidenti totali si sono verificati per la maggior parte nella fascia d'età 3-6 anni. La metà dei piccoli ha riportato una frattura e per 2 su 10 è stato necessario il ricovero. 

L'ISBA

L'Istituto per la Salute del Bambino e dell'Adolescente (ISBA) dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è nato dalla volontà dell'Ospedale di ampliare l'offerta di salute, continuando la propria missione di Centro di eccellenza per la presa in carico e la cura delle patologie pediatriche e facendosi promotore di salute. Con l'ISBA si intende costituire un ponte virtuale verso la società, intesa come popolazione, ma anche istituzioni, servizi sociali e aziende, mettendo a loro disposizione competenze ed esperienze in campo sanitario in un'ottica multidisciplinare. L'obiettivo principale è quello di promuovere studi, seminari e iniziative per diffondere il concetto di benessere del bambino e dell'adolescente, con attenzione a tutti i fattori che possano influenzarne lo sviluppo e lo stato di salute: nucleo familiare, sfera socio-economica, identità culturale. Oltre alla sicurezza domestica, l'ISBA promuove iniziative mirate a favore del bambino migrante, per sensibilizzazione sul corretto uso dei farmaci in pediatria e per incentivare la lettura.