Simblefaron

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26 ottobre 2018

CHE COS'E'

La superficie interna della palpebra e la superficie anteriore del bulbo oculare sono rivestite da un'unica membrana mucosa sottile, la congiuntiva, che nel passaggio dalla superficie interna della palpebra alla superficie anteriore del bulbo oculare, sia superiormente che inferiormente, forma una specie di "sacco" che prende il nome di fornice congiuntivale.  Il termine simblefaron indica l'aderenza patologica, di estensione variabile, di porzioni della congiuntiva palpebrale e porzioni di congiuntiva del bulbo oculare. 

QUALI SONO LE CAUSE

Il simblefaron può essere congenito ed essere rappresentato anche solo da ponti filiformi estesi tra palpebra inferiore e superiore, così come può risultare talmente esteso da determinare l'impossibilità all'apertura delle palpebre. Più frequentemente è tuttavia acquisito in conseguenza di processi patologici di varia natura  come ferite, ustioni chimiche e termiche, processi infiammatori come la cheratocongiuntivite vernal, patologie autoimmuni e immuno-mediate come nel caso della sindrome di Stevens-Johnson, della sclerodermia e della malattia "graft-versus-host". Anche alcune infezioni come il tracoma e l'herpes zoster possono causare il simblefaron. Tali affezioni determinano lesioni congiuntivali il cui processo cicatriziale è causa di aderenze di estensione variabile tra la congiuntiva che riveste il lato interno delle palpebre e quella che ricopre il bulbo oculare.

COME SI MANIFESTA

Oltre ai sintomi della patologia di base che lo causa, le manifestazioni del simblefaron sono direttamente proporzionali all'estensione delle aderenze: limitazione della motilità oculare per restrizione del fornice (il sacco congiuntivale ovvero lo spazio compreso tra la superficie posteriore della palpebra ed il bulbo oculare), estensione delle aderenze alla superficie corneale con grave limitazione visiva, completa saldatura tra congiuntiva bulbare e palpebrale con conseguente impossibilità di aprire l'occhio. Quando il simblefaron è localizzato vicino agli sbocchi delle ghiandole lacrimali, può causarne l'ostruzione e determinare così una "sindrome da occhio secco". In alcuni casi il simblefaron può provocare limitazioni dell'ammiccamento o della mobilità oculare oppure chiusura incompleta delle palpebre (lagoftalmo).  

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi è clinica.

COME SI CURA 

La terapia iniziale è causale, sintomatica ed antinfiammatoria con colliri cortisonici e lubrificanti. Nelle forme più evolute la terapia è chirurgica ed ha lo scopo di liberare le aderenze, di impedirne la ricomparsa e di ripristinare l'ampiezza del fornice congiuntivale. Esistono speciali dispositivi detti conformatori (gusci di plastica con un foro in corrispondenza della pupilla) che, inseriti tra bulbo oculare e palpebra, evitano il contatto tra le parti facilitando la ricrescita della congiuntiva palpebrale. La congiuntiva bulbare, invece, può essere ripristinata solo chirurgicamente.


a cura di: Gino Catena
Unità Operativa di Oculistica
in collaborazione con: