Sindrome di Bardet Biedl

È una malattia rara che si manifesta con obesità, retinite pigmentosa e dita soprannumerarie. La trasmissione genetica è di tipo autosomico recessivo
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29 maggio 2018


CHE COS'È
La sindrome di Bardet Biedl (SBB) è una rara malattia genetica con un quadro clinico caratterizzato dalla presenza contemporanea di obesità, retinite pigmentosa e polidattilia (dita soprannumerarie).
La patologia ha un'incidenza stimata pari a 1/160.000 nelle popolazioni europee anche se esistono aree in cui è nettamente più elevata.

COME SI MANIFESTA
La sindrome di Bardet Biedl è caratterizzata da un interessamento di più organi ed apparati ed in particolare si possono distinguere anomalie maggiori ed anomalie associate. Tra le anomalie maggiori sono presenti:

- Patologia oculare: la quasi totalità dei pazienti affetti (il 96%) ha una distrofia retinica (rod-cone dystrophy) che si sviluppa nel corso degli anni. I primi sintomi costituiti da difficoltà nella visione notturna e serale, sono evidenti alla fine della prima decade di vita, con un'evoluzione verso una grave riduzione dell'acuità visiva (ipovisione) in media intorno ai 15 anni. L'interessamento oculare può anche rendersi evidente attraverso il riscontro di nistagmo (movimento rapido e ripetuto del globo oculare), miopia, atrofia ottica (riduzione anormale delle dimensioni della papilla ottica, zona di emergenza del nervo ottico nel bulbo oculare), distrofia maculare (deterioramento su base genetica della macula, zona centrale della retina deputata alla visione centrale), strabismo, glaucomacataratta. L'esame più specifico per diagnosticare una distrofia retinica oltre la valutazione clinica del fondo dell'occhio è l'elettroretinogramma, registrazione dei potenziali elettrici che si generano nella retina in risposta ad una stimolazione luminosa;
- Estremità: i pazienti con sindrome di Bardet Biedl presentano frequentemente (65-70%) una polidattilia post-assiale cioè la presenza di dita sovrannumerarie oltre il quinto dito delle mani e/o dei piedi. Altrettanto frequente e caratteristica è la presenza di brachidattilia, cioè dita corte, in genere più evidente a carico dei piedi, e di sindattilia cutanea (dita fuse a livello cutaneo), soprattutto a livello del 2°-3°dito dei piedi;
Obesità: circa il 75% dei soggetti mostra un'obesità generalizzata;
- Difficoltà di apprendimento: i pazienti affetti da sindrome di Bardet Biedl presentano frequentemente difficoltà di apprendimento di grado lieve-moderato;
- Anomalie renali e delle vie urinarie: le alterazioni a livello renale possono essere di tipo funzionale o anatomiche. Sul piano funzionale i pazienti affetti possono sviluppare scarsa capacità di concentrare le urine che si manifesta a livello clinico con polidipsia e poliuria, cioè sete patologica e diuresi molto abbondante. Raramente i pazienti sviluppano una insufficienza renale.

I pazienti possono presentare anche: ritardo del linguaggio, diabete mellito, anomalie dei denti, malformazioni cardiache, ridotta o assente capacità di sentire gli odori. 

QUALI SONO LE CAUSE
La sindrome di Bardet Biedl è una malattia genetica che può essere causata dalla mutazione di almeno 12 diversi geni (da BBS1 a BBS12), e nella maggior parte dei casi la trasmissione genetica è di tipo autosomico recessivo, cioè il paziente affetto ha ereditato un gene mutato dal padre e un gene mutato dalla madre.
I geni sono una sorta di libretto di istruzione per le cellule, per la costruzione delle proteine. Ogni gene è rappresentato nell'organismo in doppia copia, uno ereditato dalla madre e uno dal padre. Le mutazioni o delezioni di un gene causano rispettivamente una modifica o una perdita di parte del codice di istruzione e di conseguenza la mancata produzione o la malfunzione della proteina che la cellula costruisce sulla base delle indicazioni di quel determinato gene.
Nel caso delle malattie a trasmissione autosomica recessiva, entrambe i geni, sia quello di origine materna che quello di origine paterna sono alterati. I genitori sono portatori di un gene alterato ma non sono affetti, ma rischiano ad ogni gravidanza, con un 25% di probabilità, di avere un figlio affetto.
Va precisato che la maggior parte ma non la totalità dei casi di sindrome di Bardet Biedl sono a trasmissione autosomica recessiva.
L'assenza o la disfunzione delle proteine BBS causa anomalie delle cilia, organelli che si estendono dalle superfici di cellule presenti in molti organi come il rene o l'occhio.

COME SI CURA
Non esiste un trattamento risolutivo tuttavia le differenti manifestazioni cliniche vanno attentamente seguite e trattate, ove possibile, cercando di evitate le possibili complicanze. Nello specifico:

- Retinopatia: non esiste al momento un trattamento in grado di rallentarne l'evoluzione ma è importante seguire e sostenere il paziente con specifica riabilitazione per affrontare al meglio una vita con ipovisione tramite una specifica educazione e l'acquisizione di ausili;
- Polidattilia: può essere corretta chirurgicamente; 
- Obesità: va impostato un trattamento dietetico precoce associato ad  un trattamento comportamentale. Solo in caso di fallimento di queste strategie può essere presa in considerazione l'ipotesi di una terapia farmacologica;
- Patologia renale: il trattamento chirurgico, medico o dialitico dipende dal tipo di problematica presente;
- Ritardo di sviluppo e di linguaggio, problemi di apprendimento: è molto importante un riconoscimento precoce delle problematiche cognitive in modo da avviare da subito un sostegno specifico;
- Diabete: è di solito ben controllato con ipoglicemizzanti orali.

CONSIGLI PER I GENITORI
Esiste la possibilità di rivolgersi alle associazione di familiari operanti in Italia e a livello internazionale da cui le famiglie dei bambini affetti e i pazienti adulti possono ricevere informazioni e supporto anche grazie al contatto con i centri di riferimenti presenti a livelli nazionali.


a cura di: Marina Macchiaiolo
Unità Operativa di Malattie Rare e Genetica Medica
In collaborazione con: