Sindrome di Pfeiffer

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07 maggio 2018

CHE COSA È

La sindrome di Pfeiffer è una sindrome malformativa di origine genetica caratterizzata da anomalie della forma del cranio per precoce chiusura delle suture craniche (craniostenosi), pollici e alluci slargati e variabile fusione cutanea delle dita delle mani e dei piedi (sindattilia).  

Si tratta di una malattia rara presente in un neonato su 100.000

QUALI SONO LE CAUSE

La sindrome di Pfeiffer è una malattia genetica dovuta a mutazioni dei geni FGFR1 o FGFR2 che determinano la precoce chiusura delle suture craniche e la fusione delle dita di mani e piedi. Le mutazioni nel gene FGFR2 sono associate a una manifestazione clinica della malattia più grave. La mutazione del gene FGFR1 è rara ed è associata a segni clinici più lievi. 

Nella maggior parte dei casi la mutazione non è ereditaria ma si crea in modo spontaneo (de novo) durante lo sviluppo dell'embrione.    

COME SI MANIFESTA 

La sindrome di Pfeiffer presenta una ampia variabilità clinica

Le anomalie presenti nella sindrome sono:

- Fusione parziale cutanea del 2° e 3° dito (meno frequentemente del 3° e 4° dito) che si associa a volte a dita corte (brachidattilia), alluci e pollici slargati

- Volto caratterizzato da occhi distanti tra loro (ipertelorismo) con rima palpebrale rivolta verso il basso, radice nasale depressa, modesta ipoplasia mascellare con relativa protrusione della mandibola rispetto alla mascella, fronte larga

- Anomalie della forma del cranio; In base al grado di coinvolgimento del cranio si distinguono tre sottotipi:

- Nel tipo 1 i segni clinici sono lievi-moderati e vi rientrano i casi con mutazione del gene FGFR1 in cui il cranio può essere così poco coinvolto che le anomalie dei piedi possono rappresentare l'unica manifestazione clinica della malattia.  

- Nel tipo 2 è presente una grave craniostenosi che determina una trilobatura del cranio (cranio a trifoglio) ed è sempre presente marcata sporgenza dei globi oculari (proptosi) con possibile fuoriuscita più o meno parziale del globo stesso (lussazione oculare). 

- Nel tipo 3, simile al tipo 2, è presente marcata protuberanza oculare, turribrachicefalia (cranio appiattito in senso antero-posteriore e con maggiore sviluppo verso l'alto) senza cranio a trifoglio. 

A questa anomalie possono associarsi complicanze e malformazioni cerebrali (idrocefalo, malformazione Chiari 1), difetti uditivi (ipoacusia trasmissiva), anomalie scheletriche (anchilosi del gomito), problemi odontoiatrici, problemi respiratori (stenosi delle coane, apnee ostruttive nel sonno).

COME SI FA LA DIAGNOSI

Elementi distintivi per la sindrome di Pfeiffer sono le anomalie di mani e piedi (alluci e pollici slargati, sindattilia cutanea) associate ad anomalie del cranio.

Tra gli esami diagnostici principali da eseguire nei primi mesi di vita ci sono la TC cranio-facciale per definire il tipo di craniostenosi e i rapporti anatomici facciali, la RM del cranio per evidenziare eventuali malformazioni cerebrali e segni di ipertensione endocranica, la polisonnografia notturna per evidenziare eventuali apnee ostruttive.

La diagnosi è confermata dalla identificazione di mutazioni a carico dei geni FGFR1 o FGFR2

COME SI CURA

Nella sindrome di Pfeiffer il trattamento chirurgico prevede la correzione delle anomalie del cranio e della faccia. La ricostruzione cranica è prevista tra i 4 e i 12 mesi di vita. Può essere necessario anticipare i tempi nel caso sia presente una ipertensione endocranica e/o eseguire interventi di derivazione liquorale in caso di idrocefalo. Per le anomalie facciali vengono utilizzate metodiche di allungamento delle ossa (distrazione osteogenetica) per ottenere l'avanzamento facciale.

Se sono presenti gravi apnee ostruttive, nell'attesa di poter eseguire l'intervento di avanzamento facciale può essere utilizzata la CPAP, una tecnica di ventilazione meccanica non invasiva da utilizzare durante il sonno.

Nei sottotipi con marcata protrusione dei globi oculari con rischio di lussazione è possibile effettuare interventi chirurgici di parziale chiusura delle palpebre.

QUAL' È LA PROGNOSI

Per il tipo 1, lo sviluppo psicomotorio e la sopravvivenza solitamente sono nella norma. I tipi 2 e 3 si associano invece ad un elevato rischio di morte precoce e ad un importante deficit neurologico.

Associazioni di pazienti e familiari:

Associazione Il Cigno  

AiCRA Associazione craniostenosi onlus 


 

a cura di: Dott.ssa Michela Veronika Gonfiantini  
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute