Smettiamola di fumare!

Il Responsabile di Broncopneumologia ci parla del fumo attivo, passivo, di terza mano. Intervista a RENATO CUTRERA.
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30 maggio 2016

Che cosa ci può dire a proposito del fumo?

L'abitudine al fumo di tabacco è una delle piaghe più significative della nostra società, sia per il fatto di essere la conclamata causa di molte patologie, sia per la caratteristica che accomuna tutte le malattie che determina. Sono infatti tutte malattie prevenibili; basterebbe non fumare per non averle
Il fumo crea dipendenza, e questo era molto evidente già negli anni '60. Questa consapevolezza è stata di fatto ignorata dalle industrie che producono tabacco, che anzi ne hanno incrementato la produzione e divulgato una propaganda per indurre i consumatori ad iniziare prima il consumo di sigarette.
Questi argomenti sono stati la spinta propulsiva per la legislazione italiana ad intervenire negli ultimi anni per limitare un problema così diffuso, sul quale probabilmente non era stata fatta sufficiente campagna di demonizzazione. Per gli effetti immediati che produce sul fumatore e per i danni che il fumo reca ai fumatori "indiretti". 
L'intervento delle istituzioni serve a questo: informare per limitarne il consumo, soprattutto tra i giovani, e per impedire che i fumatori rechino danni ad altri che non fumano.
Soprattutto ai bambini, che vanno protetti.

Quali sono i danni del fumo attivo?

Il più conosciuto è senza dubbio il tumore al polmone. Negli anni '50, in Inghilterra, sono stati pubblicati molti studi che evidenziavano come medici consumatori abituali di tabacco cui erano stati sottoposti dei questionari sull'abitudine al tabacco, dopo 20 anni erano deceduti.
Ma anche la BPCO - broncopneumopatia cronica ostruttiva – è una conseguenza al consumo di tabacco, meno conosciuta ma molto invalidante. Il termine indica due malattie - bronchite cronica ed enfisema polmonare - che spesso coesistono nello stesso paziente. La BPCO è una malattia progressiva che causa un deterioramento della funzionalità respiratoria attraverso un'ostruzione irreversibile delle vie aeree e una distruzione di alcune aree polmonari. Si manifesta clinicamente con tosse e catarro cronici e progressiva mancanza di respiro, prima da sforzo poi nei casi gravi anche a riposo. Impedisce la normale ossigenazione perché distrugge i setti valvolari.
Altri effetti del tabagismo si hanno anche sul sistema cardiovascolare perché i fumatori sono soggetti più a rischio di malattie coronariche come l'infarto e malattie vascolari come l'ictus cerebrale e le vasculopatie periferiche.
Senza dimenticare effetti come l'ipofertilità nelle donne e le impotenze funzionali negli uomini.

Fumo attivo, fumo passivo, fumo di terza mano. Cosa dobbiamo sapere?

Se già tutti conosciamo la differenza tra fumo attivo - quello aspirato direttamente dal soggetto che fuma - e fumo passivo – si respira il fumo aspirato da altri – meno sappiamo sul fumo di terza mano. 
Il fumo di terza mano è quello di cui si impregnano i vestiti, la pelle, i capelli, e i tessuti delle stanze o delle macchine nelle quali si è fumato. Il bambino con un genitore che fumi, respira spesso questo fumo di terzo passaggio. E, per quanto il genitore possa fare attenzione a non fumare in presenza del bambino, le conseguenze sono le stesse del fumo passivo. I figli dei genitori fumatori hanno una funzione respiratoria molto più bassa.
Molto più frequentemente possono incorrere in malattie come la bronchiolite, la bronchite asmatica e l'asma. E c'è un'evidenza che dimostra come anche le otiti nei bambini figli di fumatori, abbiano un'incidenza più elevata rispetto a quella che si registra nei figli di non fumatori. Inoltre il fumo dei genitori è un fattore di rischio per i casidi apnea del lattante e di mortee in culla.

Fumo in gravidanza. Quali conseguenze sul nascituro?

I figli delle donne che fumano durante la gravidanza nascono con i bronchi più piccoli. Il calibro delle vie aeree è più piccolo di quelli dei bambini normali. Se quel bambino, più avanti, dovesse iniziare a fumare, sarà soggetto a bronchite cronica prima degli altri. Un dato certo è che i figli dei fumatori saranno più frequentemente fumatori a loro volta. Con la Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), l'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), la collaborazione della Federazione italiana medici pediatri (FIMP) e dell'Istituto Superiore di Sanità, nella persona della dottoressa Pacifici, abbiamo impostato un programma di dialogo tra i pediatri del territorio e i giovani genitori fumatori. Per scoraggiare il consumo di tabacco e aiutarli a smettere di fumare. La prevenzione va attivata sui giovani. 

Il numero dei fumatori in Italia è globalmente diminuito. Quali problemi restano, tuttavia?

Restano due ordini di problemi: quello che riguarda le donne, e quello che riguarda i giovani. 
E' vero. In Italia si è ridotto il consumo globale di tabacco. Ma mentre dagli anni '60 ad oggi il numero di uomini adulti che fumano si è ridotto di quasi 60 punti percentuali (dall'80% negli anni '60 al 23% del 2015), quello delle donne fumatrici è molto stabile, se non in leggero aumento. Mentre fino a 15 anni fa quasi non esistevano donne con la BPCO, oggi i casi di donne con broncopneumopatia cronica ostruttiva sono aumentati notevolmente. 
Il fumo è in aumento tra i giovani e gli adolescenti. Le sigarette elettroniche, anziché scoraggiare i consumatori abituali di sigarette, sono state spesso lo strumento per iniziare al vizio chi non fumava. Negli Stati Uniti molti giovani iniziano a fumare proprio le sigarette elettroniche, prima di passare alle sigarette normali. Senza parlare delle sostanze che contengono. Di recente è stato pubblicato un lavoro su un eccipiente alla ciliegia che viene utilizzato dentro alle sigarette elettroniche, che è stata riconosciuta sostanza pericolosa.

Ma oggi combattiamo la nostra battaglia contro le sigarette vere. Quelle elettroniche andranno regolamentate e controllate in altra sede.
 

Guarda il video realizzato in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco: