Sogni spaventosi

Come aiutare i nostri bambini a dormire serenamente e a superare i momenti di crisi che non li fanno dormire
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11 agosto 2014

Incubi e terrore notturno: cosa sono? 
Gli incubi sono sogni spaventosi che in genere provocano il risveglio e vengono ricordati come una esperienza intensa. Spesso contengono sentimenti forti che il bambino ha dentro di sé. L'incubo, in quanto versione spaventosa del sogno, può essere un'opportunità di esprimere ed elaborare i conflitti e le ansie della vita quotidiana. 
Sono frequenti nella prima infanzia e si possono acutizzare nei periodi di stress e nei passaggi evolutivi. Gli incubi sono piuttosto comuni nei bambini tra 1 e 8 anni e si verificano a tarda notte, durante la fase REM del sonno. Improvvisamente il bambino si sveglia perché tormentato da immagini che lo hanno terrorizzato e ha paura che se si riaddormenta, quelle stesse immagini torneranno a tormentarlo. 
È importante che i genitori ascoltino il racconto di un "sogno brutto" aiutando il bambino a sostenere le emozioni da esso provocate, evitando di banalizzarne il contenuto. 
Il terrore notturno è un'esperienza diversa dall'incubo: è un risveglio in preda al panico, accompagnato spesso da grida ed agitazione motoria, di cui il bambino in genere non ha ricordo.
Come un incubo però può essere influenzato da fattori ambientali ed emozionali.

Perché si fanno gli incubi.
Dormire male o in maniera discontinua può essere sintomo di un problema, ma può anche semplicemente rivelare uno stato di eccitazione per le conquiste del giorno appena trascorso.
Dormire fa parte della crescita normale e anche periodi di difficoltà del sonno possono rientrare nella normale maturazione.
Divenire via via più consapevoli di se stessi o della relazione esistente fra i genitori, ad esempio, può provocare stati di ansietà passeggeri che rendono difficile il sonno del bambino o possono provocargli degli incubi.
L'incubo, proprio come il sogno, è una modalità di elaborazione di desideri, paure, frustrazioni. Durante la giornata, il lavoro di un bambino che cresce è molto faticoso e spesso vive un gran numero di conflitti, che vengono poi elaborati inconsciamente durante la notte, attraverso gli incubi, che sono una manifestazione della lotta interiore dovuta alle consapevolezze che acquisisce. 

Cambiamenti e fasi di crescita.
Il bambino fino al 4° anno di vita è incapace di distingue i sogni dalla realtà e quindi può richiedere la presenza di un adulto durante la fase di addormentamento, perché ha bisogno di rassicurazioni. 
È fondamentale aiutarlo, senza strillarlo, per permettergli di crescere sereno. 
I neonati dormono molto, ma ben presto riescono a stare svegli per periodi più lunghi che non saranno solo impegnati ad alimentarsi, ma anche ad essere accarezzati dalla mamma, a guardarsi, sorridersi, a "parlare" con lei.
Anche gli stati di ansia del 2° anno di vita, che provocano in molti bambini incubi e paure, sono segnali del processo di maturazione mentale e della immaginazione creativa del bambino.
Intorno al 3° anno di età i bambini chiamano spesso i genitori dopo essere stati messi a letto o esprimono la paura del buio: è una fase normale nello sviluppo infantile e può essere legata alla consapevolezza della progressiva autonomia rispetto ai genitori.
L'ingresso nella scuola materna, l'affidarsi a figure adulte diverse (la maestra) avvengono infatti in questo periodo; forse andare a letto ed addormentarsi può rappresentare un altro distacco dai genitori.
A quattro anni saranno in grado di distinguere la realtà dal sogno e, se saranno stati tranquillizzati attraverso la trasmissione di un senso di protezione e sicurezza, sapranno dedicarsi al sonno come a un momento sereno indispensabile per affrontare nel migliore dei modi la nuova giornata che inizierà al termine della notte.

Altre cause.
Oltre all'aumentare delle esperienze di autonomia, altri fattori possono influenzare il sonno:
- lo svezzamento;
- la paura dell'estraneo;
- la dentizione.

Quest'ultima può essere un'esperienza significativa non solo per il dolore fisico che comporta, ma anche come sensazione di estraneità rispetto a questi "pezzetti duri" nella bocca che possono anche mordere.

Possono inoltre intervenire esperienze impreviste come:
- malattie in famiglia;
- conflitti fra i genitori;
- eccessiva assenza della mamma durante il giorno.

Cosa possono fare i genitori.
"I genitori sono i guardiani del sonno dei loro figli", afferma Dilys Daws, psicoterapeuta inglese che si è occupata dei problemi del sonno nella prima infanzia. È compito dei genitori, quindi, aiutare i bambini a superare momenti di crisi che rendono il loro sonno tormentato o disturbato.
È opportuno, così come per tutti gli altri aspetti della crescita, accompagnare l'evoluzione del sonno del bambino contenendone i lati emotivamente più forti, ponendosi in una posizione elastica, ma fungendo al tempo stesso da elemento regolatore.
Come per gli altri comportamenti, infatti, fornire un confine e dare una regolarità alle abitudini rispetto al sonno aiuta il bambino a sentirsi contenuto e dà continuità alle sue esperienze (del giorno come della notte). Chiediamoci sempre, di fronte ad una modifica delle abitudini circa il sonno, quale possa essere l'elemento di "disturbo" (un passaggio, una nuova esperienza, un evento inatteso?).
È importante confortare i bambini, non farli sentire soli. E non sottovalutare o svilire le sue paure ma cercare di comprenderle, di esorcizzarle attraverso il dialogo e lo scambio. 

Anche se può essere faticoso, è importate trasmettere al bimbo un pensiero felice e sereno, prima di dormire. Imparerà ad addormentarsi autonomamente, anche senza la presenza di un adulto, non appena capirà che la casa è un posto sicuro e che i mostri dei sogni, nella realtà non esistono.  

Qualora una difficoltà nella sfera dell'addormentamento e del sonno dovesse permanere a lungo nel tempo o assumere dimensioni incontrollabili tanto da ostacolare il sereno svolgersi della vita del bambino e della famiglia, o anche soltanto se i genitori dovessero sentirsi stanchi, confusi e senza risorse, potrà essere utile consultare uno psicologo dell'età evolutiva.

Aiuti esterni. 
Addormentarsi è un passaggio fra due diversi stati: la veglia e il sonno. I bambini possono farsi aiutare ad affrontare questo passaggio da alcuni oggetti.
I giocattoli che portano a letto con loro sono oggetti significativi che danno sicurezza nel momento di lasciarsi andare e "perdere il controllo" della situazione.
La stessa funzione rassicurativa può essere svolta anche dai rituali che spesso accompagnano il momento di andare a letto: la fiaba, la ninna nanna, ma anche il bicchiere d'acqua, una luce accesa, il bacino della buona notte e le rassicurazioni, a volte ripetitive, che i bambini richiedono.