"Sono una ragazza fortunata!"

La nuova vita di Alessandra dopo il trapianto di fegato e pancreas
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La mascherina ospedaliera è ormai un ricordo e Alessandra può mostrare senza timori il suo sorriso, grande come gli orizzonti che si sono spalancati davanti a lei dopo il trapianto al Bambino Gesù. 

"Voglio fare tutto quello che non ho mai potuto fare!" annuncia raggiante. "Le passeggiate in montagna, il mare che è proprio davanti casa – elenca in ordine sparso – l'università, e poi il lavoro, uscire a cena con gli amici e il mio fidanzato, i viaggi e il catechismo con i bambini della parrocchia…" e non le bastano le dita delle mani per contare tutti i progetti che ha.

Alessandra, affetta da fibrosi cistica, è stata sottoposta a un tipo di trapianto piuttosto raro in ambito pediatrico: nel settembre 2017 ha ricevuto in blocco un nuovo fegato e nuovo pancreas. Significa che gli organi sono stati prelevati dal donatore e quindi impiantati senza separarli tra loro. Dal 2009 a oggi sono stati realizzati solo quattro interventi di questo tipo e per l'Ospedale Bambino Gesù è il primo caso. A eseguirlo l'équipe del reparto di Chirurgia Epato-bilio-pancreatica dell'ospedale della Santa Sede.

Il doppio trapianto si è reso necessario perché, come può accadere, a causa della fibrosi cistica, Alessandra aveva sviluppato nel tempo la cirrosi epatica e un'insufficienza pancreatica che la costringeva ad assumere cronicamente insulina. La malattia le è stata diagnosticata, proprio al Bambino Gesù, quando aveva solo 2 mesi. Oggi, a 19 anni, il trapianto, afferma Alessandra senza esitazioni, significa "l'inizio di una nuova vita".

Fino a questo momento la sua quotidianità – a Pescara, la città dove è nata e vive - era molto diversa da quella dei coetanei. "Non so cosa significhi svegliarsi la mattina e non prendere un farmaco o fare l'aerosol. La normalità è la voce dei miei genitori che mi ripetono ‘non correre, non sudare, stai attenta' e hanno timore quando esco di casa. D'altra parte anch'io non avevo molta voglia di uscire. Non riuscivo a fare pace con il mio fisico, gambe magrissime e pancia sporgente per la malattia. Era difficile trovare vestiti che mi stessero bene".

Al Bambino Gesù, però, si è sempre trovata a suo agio. "Per me è una seconda casa dove mi accoglie una seconda famiglia. Sia il reparto di Fibrosi cistica che i medici di Epatogastro, le infermiere, i terapisti… Ci sono sempre per me e sempre disponibili con un sorriso".
Alessandra considera i medici che l'hanno avuta in cura da quando era piccolissima, la responsabile del reparto di Fibrosi cistica e un suo collaboratore, in particolare, come dei genitori bis che l'hanno vista crescere. Anche il suo fidanzato è dovuto passare per la loro approvazione, oltre che per quella di mamma e papà.

Non sempre tutto è stato facile e non sono mancati i giorni duri. Per tirarsi su di morale, Alessandra scriveva sui post-it frasi delle sue canzoni preferite e le regalava a medici e infermieri.
Il più gettonato era Jovanotti. "Mi piacevano ‘Sono un ragazzo fortunato' e ‘La bella vita'. Ci sono ancora in giro per il reparto alcuni dei miei bigliettini: pensavo che dopo un po' sarebbero stati gettati via, invece sono stati conservati con cura. Mi fanno pensare al tempo passato qui".

Adesso però il mondo ha come steso un tappeto rosso di opportunità davanti ad Alessandra. Non vede l'ora di seguire le lezioni all'università. Dopo le magistrali, ha scelto di studiare Criminologia, a Chieti, ma non ha potuto frequentare a causa del trapianto e della fase successiva in cui doveva stare molto attenta a possibili infezioni. Potrà seguire psicologia criminale, la sua passione.
Il suo sogno è diventare un profiler, l'esperto nell'individuare le caratteristiche di un criminale, "come nella serie tv di Criminal Minds". E se questa professione in Italia non c'è ancora, non importa: tutto diventa possibile nella nuova vita di Alessandra.

Un consiglio ai ragazzi e alle ragazze che si trovano oggi a dover affrontare i suoi stessi problemi? "Stringi i denti: la vita è bella!".

E sfodera un nuovo, irresistibile sorriso.