Streptococco di gruppo B

Lo streptococco di gruppo B è un batterio che può essere trasmesso durante il parto dalla madre al figlio
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07 agosto 2019

Neonato

CHE COS'È
Lo streptococco di gruppo B o agalactiae (GBS) è un batterio che può causare infezioni a qualsiasi età, particolarmente pericolose nei neonati.

COME SI TRASMETTE
Lo streptococco agalactiae è presente nel tratto gastrointestinale, rettale e uro-genitale del 30% circa degli individui sani, sia di sesso femminile sia di sesso maschile. E' generalmente innocuo, ma come avviene per molti dei microorganismi presenti nella flora batterica umana, può proliferare portando all'insorgenza d'infezioni molto gravi. In base al tipo di antigeni presenti sulla superficie (la capsula), questo battere può essere classificato in dieci sierotipi. Alcuni sierotipi, sembrano essere i maggiori responsabili delle infezioni neonatali che provocano sepsi e meningite.
L'infezione da streptococco di gruppo B può essere trasmessa da madre a figlio durante il parto. La modalità di trasmissione tra individui adulti non è invece nota. Lo streptococco inizialmente invade il sangue attraverso le vie respiratorie, o altre mucose del corpo e, successivamente, si diffonde agli altri tessuti, trasportato dal sangue. In questo modo provoca un'infezione generalizzata senza localizzazione – la sepsi o setticemia - oppure infezioni localizzate ad alcuni organi (infezioni ossee, articolari, dei tessuti molli o delle vie urinarie).

COME SI MANIFESTA
Le donne portatrici di streptococco di gruppo B possono avere bambini perfettamente sani. Tuttavia, esiste un piccolo rischio che il battere venga trasmesso al bambino al momento del parto. Mentre nella maggior parte dei casi la colonizzazione del neonato non dà luogo a malattia, in rari casi lo streptococco di gruppo B può causare nei neonati infezioni con complicazioni gravi, potenzialmente letali. Ancor più raramente, l'infezione da streptococco di gruppo B nel corso della gravidanza può causare aborto spontaneo. Spesso le infezioni da streptococco di gruppo B possono essere asintomatiche.
Al contrario le infezioni gravi possono essere associate a:

- Infezioni del sangue (sepsi);
- Infezione dei tessuti molli;
- Infezioni cutanee;
- Infezioni delle ossa e delle articolazioni.

Nei neonati si possono avere due tipi di infezione.
Nel caso di infezione precoce, la maggior parte dei neonati mostra i primi disturbi già entro 12 ore dalla nascita:

- Scarsa risposta agli stimoli/letargia;
- Irritabilità;
- Frequenza cardiaca troppo bassa o troppo alta;
- Frequenza respiratoria troppo alta o troppo bassa;
- Temperatura alterata (alta o bassa).

L'infezione tardiva (tra il 7° e il 90° giorno di vita) si associa spesso a meningiti, con possibili danni neurologici permanenti. Dopo il 3° mese, questo tipo di infezioni è molto raro. Spesso i sintomi iniziali sono rappresentati da febbre e difficoltà nell'alimentarsi; le convulsioni sono raramente presenti nella fase iniziale, mentre successivamente possono manifestarsi in circa la metà dei casi.

I SOGGETTI A RISCHIO
I soggetti maggiormente a rischio di andare incontro a malattia se infettati dallo streptococco di gruppo B sono i neonati, soprattutto se sottopeso o neonati pretermine (< 37 settimane).

COME SI CURA
Nei neonati con manifestazioni di malattia causate dallo streptococco di gruppo B il trattamento prevede la somministrazione endovenosa di antibiotici.
L'antibiotico più utilizzato è la penicillina; in caso di infezioni delle ossa o dei tessuti molli, possono essere necessarie ulteriori procedure, ad esempio interventi chirurgici. La maggior parte dei neonati che ha l'infezione da streptococco di gruppo B guarisce completamente con la terapia antibiotica.

COME SI PREVIENE
La ricerca dello streptococco di gruppo B nel tampone vaginale e rettale è raccomandata a tutte le donne tra le 35 e le 37 settimane di gravidanza. Le gravide con il test positivo hanno un maggior rischio di trasmettere lo streptococco di gruppo B al neonato durante il parto. Per proteggere il neonato da questo rischio, alle donne con test positivo vengono somministrati antibiotici endovena durante il travaglio.
Quando non è nota la colonizzazione con streptococco di gruppo B della donna al momento del parto, vanno considerate le situazioni di rischio:

- Parto pretermine (<37 settimane di gestazione);
- Febbre della partoriente (>38°C);
- Prolungata rottura delle membrane amniotiche (>18 ore);
- Precedente figlio con infezione neonatale da streptococco di gruppo B;
- Batteriuria (presenza di streptococco di gruppo B nelle urine) durante la gravidanza.

Di fronte ad una di queste situazioni, vengono somministrati antibiotici endovena durante il travaglio anche alle donne che non hanno eseguito il test durante la gravidanza.
Queste indicazioni sono risultate valide nel ridurre le infezioni precoci. Non disponiamo invece di misure preventive pienamente efficaci per prevenire le infezioni a comparsa tardiva.


a cura di: Andrzej Krzysztofiak
Unità Operativa di Pediatria e Malattie Infettive
In collaborazione con: