Trapianto di cuore: le sei cose da sapere

È un intervento chirurgico che si esegue solo dopo aver provato altre terapie mediche e chirurgiche
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Il trapianto di cuore è un intervento chirurgico con il quale si sostituisce un cuore malato con uno sano. Il donatore, venuto a mancare per cause non legate alla salute del cuore, dovrà essere compatibile sia per gruppo sanguigno che per taglia/dimensioni fisiche.
 

PERCHÉ SI FA UN TRAPIANTO DI CUORE?

Il trapianto di cuore è un intervento chirurgico che si esegue solo se il paziente è affetto da cardiopatie che non reagiscono ad altre terapie mediche o chirurgiche.
 

DA CHE ETÀ SI PUÒ FARE IL TRAPIANTO DI CUORE?

Il trapianto cardiaco può essere eseguito sin dall'età neonatale.
 

QUALI SONO LE PATOLOGIE PER LE QUALI È INDICATO UN TRAPIANTO DI CUORE?

Le patologie per le quali si sceglie la strada del trapianto di cuore per pazienti pediatrici sono cardiopatie o cardiomiopatie che non rispondono ad altri tipi di interventi correttivi o palliativi. Ecco un breve elenco:
- cardiomiopatia terminale in III-IV classe funzionale refrattaria a terapia medica e con prognosi inferiore a 24 mesi.
- cardiopatie congenite complesse per le quali non esista possibilità di trattamento chirurgico convenzionale e con prognosi inferiore a 24 mesi.

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QUALI SONO I TEMPI DI ATTESA PER UN TRAPIANTO?

Il trapianto è soggetto alla disponibilità di un donatore compatibile, per questa ragione non è un intervento programmabile. I pazienti che necessitano di un trapianto sono inseriti nelle liste del Centro Nazionale Trapianti. Il tempo di attesa non dipende dal momento dell'ingresso in lista ma dalla compatibilità dell'organo, questo significa che quando si rende disponibile un cuore lo si assegna al paziente più compatibile. In ogni caso i tempi di attesa si attestano intorno a un anno e mezzo. Esistono delle liste di urgenza per pazienti arrivati in stato terminale o che richiedono supporti artificiali.

"Il periodo di attesa del trapianto è probabilmente il più difficile – spiega Francesco Parisi, responsabile dell'Unità operativa di Trapiantologia Toracica ed Ipertensione Polmonare -. È contrassegnato da emozioni contrastanti, con l'animo sospeso tra il desiderio di ricevere la chiamata per il trapianto e il comprensibile timore per l'intervento chirurgico".
 

QUALI SONO LE POSSIBILI COMPLICANZE DEL TRAPIANTO DI CUORE?

L'intervento presenta rischi simili a quelli legati ad altri interventi di cardiochirurgia palliativa spesso già sperimentata da pazienti con cardiopatie. Le possibili complicanze riguardano il "rigetto" dell'organo trapiantato e la tossicità dei farmaci antirigetto.
Quando si introduce un corpo estraneo all'organismo questo reagisce attaccandolo con una imponente risposta del sistema immunitario. Questo è quello che succede ai tessuti del nuovo cuore. Il rigetto può essere acuto o cronico. Il primo si verifica nei primi mesi e porta ad una forte infiammazione del nuovo organo. Il secondo si sviluppa negli anni seguenti e causa un ispessimento dei vasi sanguigni presenti nel cuore.
Per evitare il rigetto, il paziente deve assumere farmaci immunosoppressivi che deprimono il funzionamento del sistema immunitario e in questo modo gli fanno "tollerare" il nuovo ospite. Nel tempo il paziente può sviluppare sensibilità alla tossicità farmacologica immunosoppressiva.

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QUAL È LA PROSPETTIVA DI VITA DEL PAZIENTE TRAPIANTATO?

"Non ci sono in senso assoluto particolari limitazioni per bambini sottoposti a trapianto cardiaco – spiega Parisi -. In linea generale più del 50% dei pazienti svolge attività sportiva non agonistica. La grande maggioranza dei pazienti ha normale scolarità. I pazienti diventati più grandi hanno costruito normali famiglie (3 ragazze hanno avuto figli) e lavorano normalmente.
Le attenzioni genericamente consigliate riguardano l'igiene e tutte le attenzioni per ridurre i rischi infettivi. L'aspetto fondamentale è costituito dal rispetto assoluto delle indicazioni ricevute per le terapie (dosi e orari) e sui controlli previsti (sempre almeno trimestrali)".


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