Un Ospedale senza dolore

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"I ragazzi del Bambino Gesù", il documentario che sta andando in onda su RAI 3, mette in risalto la forza dei ragazzi e dei loro genitori nell'affrontare quotidianamente le cure e l'assistenza. Dietro alle immagini, ai volti e alle emozioni, abbiamo assistito a quelli che per i protagonisti sono stati momenti "dolorosi". Ma, allo stesso tempo, abbiamo potuto percepire e cogliere le iniziative e le attività che l'ospedale mette in atto per contenere il dolore.

I ragazzi hanno vissuto, tra le altre cose, momenti come quello dell'intervento, l'esecuzione di procedure a volte cruente, prelievi, il decorso post operatorio. Tutti momenti in cui hanno espresso dolore. Un dolore che tutta l'equipe dell'Ospedale ha cercato costantemente di valutare e contenere.
In ambito assistenziale, il dolore rappresenta una dimensione cui non viene solitamente riservata adeguata attenzione, nonostante sia scientificamente dimostrato quanto la sua presenza sia invalidante dal punto di vista fisico, sociale ed emozionale.

Per rispondere in maniera adeguata alle esigenze dei pazienti che vivono l'esperienza del dolore, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dal 2005 ha istituito al suo interno il Comitato Ospedale Senza Dolore (COSD), costituito da un gruppo multidisciplinare formato da personale medico, infermieristico dell'Ospedale e un rappresentante di un'Associazione di familiari di pazienti assistiti dall'OPBG. Tutto il personale è formato e attua le procedure per la corretta valutazione e gestione del dolore. Nel corso degli anni in OPBG è stata considerevolmente estesa l'applicazione di protocolli e progetti che consentono di ridurre il dolore post-operatorio e la durata del ricovero. È stato attivato, inoltre, il servizio di anestesia per le punture lombari per i pazienti oncoematologici e la modalità per l'effettuazione in sicurezza di procedure invasive (prelievi e biopsie) in sedazione lieve in area NORA (Non Operating Room Anesthesia), nelle medicherie attrezzate e nelle aree critiche.

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L'Ospedale, come visto, ha voluto, nel corso degli anni, occuparsi in maniera sistematica e continuativa della cura e della riduzione del dolore che anche i nostri ragazzi hanno vissuto ed espresso nel documentario. Nell'ottica di un miglioramento continuo, il percorso da portare avanti nel prossimo futuro prevede lo sviluppo e il rafforzamento di altre attività che vedano sempre più il coinvolgimento attivo e la partecipazione dei ragazzi e dei genitori/famiglia. Un esempio è il progetto realizzato per l'accompagnamento da parte dei genitori del ragazzo in camera operatoria e per la valutazione del dolore a domicilio attraverso un'App e la formazione dei genitori a valutare e riconoscere il dolore dei loro figli.


Leggi online lo speciale di A scuola di salute dedicato alla quinta puntata del documentario "I ragazzi del Bambino Gesù":

 

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