Vaccinazione antiemofilo

dott.ssa Luciana Nicolosi

L'Haemophilus influenzae (in passato erroneamente considerato responsabile dell'influenza) è un germe che determina malattie anche molto gravi nei bambini, soprattutto in quelli sotto i 5 anni di vita. 

 

Fino agli anni'90, prima dell'introduzione del vaccino, si è assistito nel mondo, e quindi anche in Italia, ad un netto aumento dell'incidenza delle malattie da emofilo, soprattutto per quanto riguarda le forme gravi come meningiti, laringiti epiglottiche (gonfiore della gola con difficoltà a respirare), setticemie. Negli ultimi anni, grazie all'introduzione su larga scala di questo vaccino, l'incidenza della malattia da Haemophilus Influenzae è drasticamente diminuita.

 

L'emofilo si trasmette da soggetto a soggetto attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse o lo starnuto, e, anche se la contagiosità è scarsa, in alcune situazioni come lo stretto contatto con il malato, luoghi chiusi e affollati con scarso ricircolo d'aria (ospedali, scuole, cinema ecc.), si possono sviluppare vere e proprie epidemie.

Le più importanti e gravi malattie che questo germe determina sono le meningiti, le laringiti epiglottiche, le setticemie; meno frequenti le osteoartriti e le pericarditi; inoltre, può determinare otiti, polmoniti, congiuntiviti, celluliti.

Tra queste, le forme più frequenti sono rappresentate dalle meningiti (il 60 - 65 % di tutte le forme gravi) che si manifestano nei bambini entro i primi 5 anni di vita, con un picco di incidenza nell'età compresa tra 1 e 24 mesi.

La meningite si presenta con sintomi quali febbre, vomito, irritabilità o sopore, convulsioni, rigidità del collo, fontanella anteriore colma e pulsante nei lattanti. 

Vedi: Meningiti batteriche

Nonostante l'attuale disponibilità di indagini diagnostiche rapide e della terapia antibiotica, ancora oggi sono elevate sia la mortalità (2 - 4%) sia le sequele neurologiche a distanza (18 - 35%).

Le sequele (cioè i danni irreversibili che la malattia può determinare) sono, nella maggior parte dei casi, la perdita parziale o totale dell'udito o della vista oppure danni neurologici (epilessia, ritardo delle acquisizioni neuropsicomotorie e/o del linguaggio).

 

Il motivo per cui le forme da emofilo sono particolarmente gravi nei primi anni di vita risiede nella struttura del germe e nelle caratteristiche del bambino. L'emofilo, infatti, possiede una capsula protettiva che lo rende resistente alla distruzione da parte dei globuli bianchi.

Contro questi germi l'organismo adulto produce determinati anticorpi che invece il bambino piccolo, per una fisiologica immaturità del sistema immunitario, produce in quantità molto bassa. Per questo motivo il bambino piccolo non è in grado di difendersi dalle malattie dovute all'emofilo.

 

L'età inferiore ai 5 anni, maggiormente <2 anni;

- i difetti immunitari congeniti e acquisiti;

- l'assenza della milza;

- alcune anemie familiari;

- bambini affetti da malattie croniche;

- condizioni socio-economiche precarie.

 

I vaccini oggi disponibili in Italia sono costituiti dal polisaccaride PRP dell'emofilo (uno zucchero costituente della parete del germe), legato a vari tipi di "proteine di trasporto" (cosiddetto vaccino coniugato).

In un bambino di età inferiore ai 2 anni, gli zuccheri della parete del germe non sono in grado di stimolare la produzione di anticorpi specifici che manterranno la memoria nel tempo. Le "proteine di trasporto" invece permettono anche al bambino piccolissimo di produrre un particolare tipo di anticorpi (attivazione di linfociti T e quindi di linfociti B memoria) che manterrà nel tempo la cosiddetta memoria immunologia, indispensabile per difendersi dall'emofilo in occasione di ogni ulteriore contatto.

Il vaccino induce la produzione di questi anticorpi che attaccheranno il germe proprio nei suoi punti di forza neutralizzandolo e permettendo ai globuli bianchi specifici di distruggerlo; verrà così impedito l'ingresso del germe nell'organismo attraverso la barriera offerta dalla mucosa soprattutto delle vie respiratorie, nonchè l'eventuale successiva invasione del sangue.

 

Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare. Nei bambini di età inferiore all'anno si consiglia di somministrarlo nella coscia; in quelli più grandi nella parte alta del braccio. Si può somministrare contemporaneamente ad altri vaccini nella stessa seduta.

Attualmente è disponibile in commercio un vaccino esavalente (con una sola puntura è possibile vaccinare il bambino contro: poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo).

È proprio questa associazione di più vaccini  in una stessa siringa (cosiddetto vaccino combinato), che ha permesso di estendere alla maggior parte di bambini una vaccinazione così valida e importante con il minimo trauma.

 

La vaccinazione anti-emofilo è consigliata a tutti i bambini nel corso del normale calendario vaccinale, vale a dire a 3, 5 e 11 mesi di vita.

Risultano non essere necessari ulteriori richiami, salvo nei bambini a rischio per i quali il calendario più adatto verrà indicato dal Pediatra valutando, caso per caso.

 

 

 

Quasi tutti i bambini che ricevono il vaccino (più del 70%) non lamentano alcun effetto collaterale.

Fra gli effetti collaterali sono stati descritti:

- febbre dopo 6 – 48 ore;

- gonfiore, dolore, arrossamento nel punto di inoculo;

- irritabilità;

- diarrea;

- sonnolenza.

Tutti i punti sopra citati non costituiscono una controindicazione a proseguire regolarmente le dosi successive secondo il calendario vaccinale raccomandato.

Se si verificasse una reazione importante o insolita, bisogna rivolgersi al proprio medico o al presidio ospedaliero più vicino; va segnalato l'evento avverso e va avvertito il servizio di vaccinazione. In questo caso sarà opportuno effettuare le dosi successive in ambiente protetto, presso un "Centro per le vaccinazioni a rischio".

 

 

La vaccinazione non solo è utile ma deve essere fortemente consigliataDopo l'infezione grave da emofilo, il bambino più piccolo non è in grado di produrre anticorpi specifici quindi non è sufficientemente protetto da una eventuale seconda infezione. La prima dose di vaccino, dopo la malattia grave come la meningite o la setticemia, va somministrata subito dopo la fase acuta.

Un bambino che è stato a diretto contatto con un paziente infetto ha un rischio maggiore di contrarre una malattia da emofilo. Pertanto le misure di prevenzione sono:

- somministrazione di antibiotici (Rifampicina per 4 giorni):

- a tutta la famiglia se ne fa parte un bambino di età inferiore ai 5 anni non vaccinato o che non ha completato il ciclo di vaccinazione;

- agli altri contatti (compagni di classe, amici di gioco, maestre, baby sitter) che abbiano passato con il bambino infetto 4 o più ore per almeno 5 dei 7 gg precedenti il ricovero;

- vaccinazione di tutti i bambini di età inferiore ai 5 anni anche se è stata attuata profilassi antibiotica.