Vaccinazione contro la Pertosse

Il vaccino è contenuto nella vaccinazione quadrivalente e nella vaccinazione esavalente
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16 dicembre 2019

Sono disponibili due tipi di vaccini contro l'agente infettivo che causa la pertosse:

- Vaccini acellulari costituiti da alcune componenti batteriche purificate e inattivate. Il vaccino è generalmente combinato con il vaccino contro la difterite e il tetano ed è contenuto nel vaccino quadrivalente (vaccino contro tetano, difterite, pertosse e poliomielite) e nel vaccino esavalente (contro tetano, difterite, pertosse e poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B). La formulazione per bambini (DTaP) è utilizzata fino a 6 anni di età. Per i richiami da effettuare a partire dai 7 anni viene utilizzata una formulazione per adulti (dTpa) che contiene una concentrazione minore delle componenti del vaccino;
Viene utilizzato anche un vaccino a cellule intere, costituito da batteri interi inattivati dal calore. Questo vaccino non è più in uso in Italia da diversi anni.

COME SI SOMMINISTRA
Il vaccino si somministra con un'iniezione intramuscolare.

A CHI SI SOMMINISTRA
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione di tutti i bambini a partire dal compimento dell'ottava settimana di vita. Nel primo anno di vita viene somministrato un ciclo di tre dosi di vaccino compreso nel vaccino esavalente. Poiché la protezione data dalla vaccinazione diminuisce nel tempo, a 5-6 anni di vita è prevista una dose di richiamo del vaccino compreso nel vaccino quadrivalente. Una ulteriore dose viene somministrata tra gli 11 e i 18 anni insieme al vaccino contro la difterite e il tetano. Ulteriori dosi di richiamo vanno somministrate una volta ogni 10 anni durante l'età adulta. È raccomandata una dose di vaccino contro Difterite, Tetano e Pertosse a tutte le donne in gravidanza, preferibilmente intorno alla 28a settimana (come raccomandato dal Ministero della Salute) per trasferire anticorpi protettivi al bambino prima che venga iniziata la sua vaccinazione. 

A CHI NON PUÒ ESSERE SOMMINISTRATO
L'unica controindicazione alla vaccinazione è la manifestazione di una reazione allergica grave ad una precedente dose o agli eccipienti contenuti nel vaccino. In caso di malattie neurologiche progressive o non definite, il vaccino non può essere somministrato fino a stabilizzazione della malattia o raggiungimento della diagnosi. In caso di convulsioni, collasso, pianto inconsolabile per più di 3 ore e febbre superiore ai 40°C in seguito ad una precedente dose di vaccino, il pediatra valuterà l'opportunità di proseguire o meno con le dosi successive.  

QUANTO SONO SICURI
Vaccino DTaP (si somministra fino ai 6 anni)
Un bambino su 4 può presentare eventi avversi locali (comparsa di gonfiore, rossore e dolore nel punto di iniezione) e febbre. Nel 30% dei casi circa si può manifestare irritabilità e nel 10% dei casi sonnolenza e perdita dell'appetito. Sono rare, invece, reazioni come il pianto inconsolabile che duri per più di tre ore (1 bambino su 1000) e febbre superiore ai 40.5°C (1 bambino su 16.000). Sono estremamente rare le reazioni di tipo allergico e le convulsioni. Questi effetti collaterali si risolvono comunque senza conseguenze.

Vaccino dTap (si somministra dopo il compimento dei 7 anni, le componenti della difterite e della pertosse sono presenti in quantità ridotta)
Negli adolescenti e negli adulti la percezione del dolore nel punto di iniezione è frequente. Si può presentare anche rossore o gonfiore. Il 25% degli adolescenti e il 10% degli adulti può presentare dolori addominali, nausea, vomito o diarrea. Nel 4-10% dei casi si può manifestare febbre. 

QUANTO SONO EFFICACI
Dopo il completamento del ciclo vaccinale, il vaccino è altamente efficace (85%) nel prevenire l'infezione. La vaccinazione della madre durante la gravidanza (intorno alla 28a settimana) è altrettanto efficace nel prevenire la malattia nei lattanti.


A cura di: Alberto Tozzi
Unità Operativa di Innovazione e Percorsi Clinici
In collaborazione con: