Varicella: il vaccino

Protegge dal virus varicella zoster: infezione altamente contagiosa causata da un virus che appartiene alla famiglia degli herpesvirus
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29 ottobre 2020

LA MALATTIA
La varicella è un'infezione causata dal virus varicella zoster, che è altamente contagioso trasmettendosi per via aerea anche a grande distanza. Si diffonde con le goccioline emesse con la tosse o con gli starnuti (le cosiddette goccioline di Flugge), oppure per contatto fisico con le vesciche rotte. L'eruzione cutanea della varicella inizia con piccoli rilievi della pelle (papule rosse) che si trasformano in vescicole e coprono – anche a centinaia - tutto il corpo.
La varicella è di solito un'infezione relativamente benigna. Tuttavia, circa 1 bambino ogni 1.000 svilupperà una grave polmonite o un'encefalite. Se contratta durante la gravidanza, la varicella provoca un aumento della probabilità di dare alla luce un bambino con difetti congeniti: ne è colpito un bambino su 50 nati da una madre che ha sofferto di varicella durante la gravidanza.
Infine, un batterio chiamato streptococco di gruppo A può entrare attraverso le vescicole o le croste della pelle e causare una malattia grave, a volte fatale.

IL VACCINO
Il vaccino contro la varicella è costituito da un virus vivo "attenuato" cioè modificato tramite colture cellulari di fibroblasti per fare in modo che, una volta iniettato nel corpo, susciti una valida risposta immunitaria, ma non la malattia. Infatti, il virus "attenuato" ha perso la capacità di moltiplicarsi facilmente nelle cellule umane. Ecco perché l'infezione naturale con il virus della varicella causa la malattia, ma il virus del vaccino della varicella non lo fa. Tuttavia, dato che è molto simile e in parte si riproduce, induce una forte immunità contro la varicella che di solito dura per tutta la vita.
Si trova in commercio come vaccino monovalente o in combinazione con quello contro morbillo, parotite e rosolia.
Il vaccino viene somministrato con una iniezione sottocutanea o intramuscolare. Sono previste due dosi: la prima tra i 12 e 15 mesi di vita e la seconda tra il 5° e il 6° anno. Questo schema corrisponde al calendario della vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia e il vaccino combinato permette di eseguire entrambe le vaccinazioni con un solo prodotto. Bambini, adolescenti e giovani adulti che hanno ricevuto una sola dose dovrebbero ricevere una seconda dose. Gli adolescenti che abbiano compiuto 11 anni e gli adulti suscettibili (che non hanno mai avuto la varicella e non sono mai stati vaccinati) debbono ricevere due dosi ad almeno 28 giorni di distanza l'una dall'altra.
Due dosi di vaccino hanno una efficacia di oltre il 90% nel prevenire la varicella.

CHI SI DEVE VACCINARE
L'attuale calendario vaccinale prevede la vaccinazione del bambino a partire dal primo anno di vita, di solito combinato con quelli contro morbillo, parotite e rosolia. In rari casi (es. epilessia, convulsioni) si preferisce separarlo perché induce meno reazioni febbrili e quindi minor stimolo alle convulsioni. La vaccinazione è inoltre raccomandata ai conviventi degli individui con problemi immunitari, pazienti senza precedenti di varicella con leucemia linfatica acuta in remissione, insufficienza renale cronica, candidati a trapianto d'organo, e persone con infezione da HIV senza immunodeficienza.

CONTROINDICAZIONI E PRECAUZIONI
Il vaccino contro la varicella non dovrebbe essere somministrato in caso di immunodeficienza grave, o di reazione allergica  grave ad una precedente dose o agli eccipienti contenuti nel vaccino. Poiché il vaccino contro la varicella contiene gelatina, le persone con gravi reazioni allergiche a tale sostanza devono vaccinarsi con precauzione. 
Inoltre non va somministrato in gravidanza, in caso di somministrazione di farmaci immunosoppressivi e di iniezione o infusione recente di Immunoglobuline.

SONO POSSIBILI EFFETTI COLLATERALI IN SEGUITO AL VACCINO
Gli effetti collaterali da vaccino sono poco frequenti e modesti e sono più probabili dopo la prima dose piuttosto che dopo la seconda. Questi possono comprendere dolore o gonfiore nel sito dell'iniezione, febbre, e comparsa di rare vescicole. Qualora compaiano vescicole il bambino è teoricamente in grado di contagiare persone immunodepresse - anche se con un virus attenuato - sebbene tale evento sia assai raro. La febbre, quando presente, può anche essere elevata. Per questo motivo possono verificarsi convulsioni febbrili in soggetti predisposti. Dato che il vaccino combinato contro morbillo, parotite, rosolia e varicella è associato a una maggiore frequenza di eventi febbrili, è possibile osservare un maggior numero di convulsioni febbrili. Nei bambini predisposti, i due vaccini vengono separati. La probabilità comunque è remota e tutti gli effetti collaterali osservati si risolvono spontaneamente.
Al contrario la varicella era una malattia estremamente diffusa, dava complicanze infettive cutanee frequenti e 1 caso di polmonite e/o encefalite ogni 1000 casi. Negli USA, prima della vaccinazione morivano oltre 100 persone l'anno che si sono ridotte a circa una decina dopo l'inizio della vaccinazione di massa.

Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni


a cura di: Francesca Ippolita Calò Carducci
Unità Operativa di Immunoinfettivologia Pediatrica
In collaborazione con: