Vitiligine

Chiazze bianche sulla pelle che possono provocare turbe psicologiche soprattutto nell'adolescente. Le terapie di cui disponiamo sono molto efficaci
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26 maggio 2020


CHE COS'È

È una malattia autoimmune della pelle caratterizzata dalla comparsa di macchie più chiare rispetto al colorito della pelle. La frequenza è dell'1-2% ed è familiare in 1/3 dei casi. Si manifesta spesso prima dell'età puberale e comunque entro i 20 anni.

QUAL È LA CAUSA
La causa è ancora sconosciuta. Si parla di predisposizione genetica e di fattori scatenanti ancora sconosciuti. Sappiamo tuttavia che alla base della malattia c'è una reazione immunitaria diretta contro i melanociti, le cellule della pelle che producono il pigmento chiamato melanina e che dà alla pelle il suo colore. Infatti, si può associare ad altre malattie autoimmuni: tiroidite di Hashimoto (2,5 volte più frequente nei bambini rispetto all'adulto), diabete, celiachia, poliendocrinopatie, connettiviti.

COME SI MANIFESTA
Macchie bianche sulla pelle a margini convessi e netti, di forma e dimensioni variabili. È possibile inoltre che nella vitiligine si manifestino anche uno schiarimento dei peli, dei capelli e delle ciglia. In base all'estensione della malattia si parla di:

- Vitiligine focale, quando coinvolge una zona localizzata;
Segmentale, quando si estende su un segmento del corpo, ad esempio un intero arto (un braccio o una gamba) oppure metà dorso;
- Generalizzata quando è piuttosto diffusa sul viso e sul corpo.

Le zone più colpite sono le mani (92,1%), il viso in particolare palpebre e zona periorale (87,4%), i genitali (86%) e le zone sottoposte a microtraumatismi come gomiti, ginocchia e caviglie (prominenze ossee).

CI SONO ACCERTAMENTI DA EFFETTUARE
Generalmente la diagnosi si basa sulla raccolta della storia clinica del bambino e su una visita attenta. Nei casi dubbi, si può ricorrere all'uso di uno strumento, di cui è dotato il dermatologo, chiamato luce di Wood: un particolare tipo di lampada che emette raggi ultravioletti, da utilizzare al buio, e che evidenzia il colorito bianco delle lesioni della vitiligine, anche di quelle che non si riescono a vedere ad occhio nudo. Se sono presenti anche i sintomi delle malattie autoimmuni che spesso possono essere associate alla vitiligine, occorre eseguire indagini specifiche.

UNA MACCHIA BIANCA È SEMPRE VITILIGINE?
Assolutamente no. Le macchie bianche possono essere di vario tipo. Le più comuni in età pediatrica sono quelle della pityriasis alba e della sclerosi tuberosa. È importante distinguere le macchie della vitiligine dagli esiti cicatriziali post-infiammatori (punture di insetto, impetigine o altro) e con il nevo acromico (macchia bianca non evolutiva). Pertanto è necessario in alcuni casi ricorrere alla luce di Wood per definire la diagnosi.

COME SI CURA
Non esiste ad oggi una terapia specifica e radicale. Tuttavia, le possibilità terapeutiche sono numerose e la scelta dipende dall'estensione della malattia, dall'età del bambino e dalle eventuali malattie associate.
Trattamento di prima scelta è il cortisone per uso locale. Valida alternativa al cortisone, soprattutto sul viso, sono gli immunomodulatori come il Tacrolimus e il Pimecrolimus. Utili i derivati della vitamina D sempre per uso locale (calcipotriolo), soprattutto se associati alla terapia con luce ad eccimeri. Quest'ultima è indicata nelle forme limitate, dagli 8 anni in su, 2 volte alla settimana per 3-6 mesi. Si tratta di una luce a raggi ultravioletti con lunghezza d'onda di 308 nm. Il diametro della sonda che emette i raggi è di pochi millimetri e questo ne limita l'uso alle forme localizzate.
Per le forme generalizzate - all'incirca il 20% del totale - e a partire dall'adolescenza è indicata la fototerapia con raggi ultravioletti B a banda stretta.
Nelle forme resistenti ai trattamenti medici può essere indicata la terapia chirurgica con autotrapianto di melanociti. Si tratta di un trattamento complesso che richiede un laboratorio debitamente attrezzato e certificato e un'autorizzazione specifica dall'AIFA oltre che una notevole esperienza specifica.
Un aspetto non trascurabile è il danno estetico della vitiligine e l'impatto psicologico sul paziente che spesso si ripercuote sul nucleo familiare. È quindi utile proporre il camouflage ai pazienti che lo desiderano, in associazione alle terapie sopracitate. Inoltre, è sempre indicato un supporto psicologico per ridurre il rischio d'ansia e depressione frequente nei pazienti con vitiligine, specialmente in età adolescenziale.  


a cura di: Ermenegilda Latella, Maya El Hachem
Unità Operativa di Dermatologia

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