Dimissione del bambino contro parere

Vivere la malattia è sempre una condizione che turba la sfera emotiva del bambino e della sua famiglia. L'ospedale mette a disposizione del malato e della sua famiglia servizi che possono essere di aiuto 

Vivere la malattia è sempre una condizione che turba la sfera emotiva del bambino e della sua famiglia, perché la malattia porta con sé dolore e questo inevitabilmente stravolge il proprio percorso di vita.
Certo è che la malattia e tutto ciò che vi gira attorno richiede l'accettazione di una condizione di vita che non è sicuramente quella che un genitore avrebbe mai desiderato per il proprio bambino. Eppure dobbiamo pensare che proprio per il bene del nostro bambino dobbiamo impegnarci, prima di tutto noi genitori, ad "accettare" la malattia e il dolore che ne deriva.
Ricordiamoci però che non siamo soli in questa impresa!
Oltre agli amici e ai familiari si potrà contare sul personale sanitario.
Ebbene si! Questi perfetti sconosciuti entreranno piano piano nelle nostre vite, fornendo assistenza e cure, ma soprattutto conquistando sempre più la nostra fiducia, quasi a diventare figure familiari.

Ma perché questo accada è importante che vi sia apertura da parte di chi il dolore lo vive e accoglienza ed empatia da parte di chi il dolore lo cura.
Questa condizione di apertura è alla base di una comunicazione chiara, diretta e sincera, che è fondamentale per costruire insieme una buona assistenza al bambino malato.
A volte però la famiglia è fortemente provata da altre condizioni disagevoli, parallele alla malattia, che generano ulteriore stress, e contribuiscono a renderla più fragile di fronte alle difficili scelte e all'impegno che ogni giorno è chiamata a vivere.
Sono questi i momenti in cui può sorgere l'impulso a chiedere di venir dimessi contro il parere medico.

È vero. In questi casi vien da pensare che mollare tutto sia la soluzione dei problemi. Ma si sbaglierebbe. Il rifiuto delle cure e la decisione di abbandonare l'ospedale, di non essere più seguiti dal personale sanitario specialistico, sarebbe solo causa di complicazioni e di altri problemi.
Questa scelta – la dimissione contro parere - potrebbe da un lato peggiorare le condizioni di salute del bambino, in alcuni casi mettendone a rischio la vita, dall'altro causare la perdita della responsabilità genitoriale.
Qualsiasi sia la motivazione che possa spingerci a interrompere il percorso di assistenza e cura intrapreso con l'ospedale, la prima cosa da fare è sempre quella di comunicarlo alla figura sanitaria di riferimento per trovare insieme una soluzione.

Possono ostacolare il proseguimento delle cure e spingerci a chiedere le dimissioni contro parere:

  • Problemi familiari, lavorativi, personali;
  • Oggettiva difficoltà di comprendere cosa fare e come, ancor più se si è stranieri nel paese che ci garantisce assistenza sanitaria;
  • Esigenza di un ulteriore parere medico a conferma di una diagnosi, di un trattamento, di una prognosi;
  • Difficoltà a trovare da soli la forza per andare avanti.

L'ospedale mette a disposizione del malato e della sua famiglia servizi che possono essere di aiuto e che ci possono far riflettere sull'intenzione di chiedere le dimissioni contro parere:

  • La garanzia di un supporto assistenziale continuativo per il bambino quando dobbiamo allontanarci temporaneamente durante il ricovero, senza la possibilità di ricevere un cambio, per tornare a casa da altri figli o per risolvere dei problemi di persona;
  • Il servizio della mediazione culturale per le famiglie straniere;
  • La garanzia che i medici dell'ospedale ci aiuteranno a ottenere una "seconda opinione": il consulto di altri specialisti scelti dalla famiglia per esser sicuri che l'assistenza rivolta al proprio bambino è davvero la migliore possibile;
  • Il supporto psicologico che è garantito anche per le famiglie oltre che per il malato. 

 

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  • A cura di: Nicoletta Russo*, Caterina Offidani** 
    *Audit Sicurezza e Igiene Alimentare
    ** Area funzionale di Medicina Legale e Appropriatezza
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Ultimo Aggiornamento: 22 aprile 2021


 
 

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