Nuovo Coronavirus: basta una sola dose di vaccino per chi ha avuto l'infezione da COVID-19

È ormai dimostrato che i soggetti già infettati dal virus del Covid-19 necessitano di vaccinazione, ma che occorre una sola dose di vaccino 

Gli studi scientifici dimostrano che le persone con una precedente esposizione al SARS-CoV-2 sono capaci di dare una forte risposta immunitaria alla prima dose di vaccino, e hanno pochi benefici aggiuntivi da una seconda dose. Infatti, in coloro che hanno un'immunità già acquisita tramite l'infezione, la prima dose in genere aumenta il numero di anticorpi a livelli uguali e spesso superiori a quelli degli individui che, non essendo stati infettati, hanno ricevuto le due dosi di vaccino. Ormai diverse nazioni europee, tra cui l’Italia, consigliano una sola dose di vaccino ai soggetti con un sistema immunitario che funziona normalmente e con una precedente diagnosi confermata di COVID-19.

Normalmente, dopo un'infezione l’organismo sviluppa una difesa immunitaria specifica fatta di anticorpi e linfociti che conservano la memoria immunologica. Questa però non sembra essere sufficiente a dare una protezione completa verso le diverse varianti del SARS CoV-2. Varie recenti pubblicazioni scientifiche e dichiarazioni dell’OMS hanno infatti documentato la necessità che vengano vaccinati anche coloro che hanno già avuto l’infezione da COVID-19 e sono guariti.

Tuttavia uno studio approfondito ha dimostrato recentemente che in questi soggetti la sola prima dose di vaccino aumenta il numero di linfociti B di memoria di oltre 10 volte, mentre al contempo il valore degli anticorpi neutralizzanti – quelli in grado di bloccare l’ingresso del virus nelle cellule – aumenta di circa 50 volte. Questi livelli di protezione dopo una sola dose sono anche superiori a quelli che si raggiungono dopo due dosi nelle persone che non sono mai state infettate.

Queste informazioni derivano prevalentemente da dati statunitensi, relativi a vaccini basati sul mRNA (Pfizer e Moderna) ma recentemente è stato dimostrato nel Regno Unito che lo stesso avviene anche con i vaccini a DNA come il Vaxzevria (Astra-Zeneca). 

In tutti i casi di pregressa infezione, la possibilità di ridurre il numero di dosi a una sola è certamente vantaggioso sia per i potenziali effetti collaterali, per l'ansia e per il tempo necessario per effettuarli, sia perché può diventare una proposta più attraente per coloro che sono indecisi sul farsi vaccinare.

Infine ridurre il numero di somministrazioni necessarie per i guariti dal COVID-19 amplia il numero di dosi di vaccino disponibili per le persone che non sono mai state infettate dal virus. In funzione di questo aspetto potrebbe anche venir presa in considerazione l’ipotesi di effettuare un test anticorpale nei soggetti che potrebbero essersi infettati ma che non ne hanno la certezza, documentata da uno specifico test.

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ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 09 luglio 2021


 
 

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