Nuovo Coronavirus: come funzionano i vaccini?

Il vaccino rappresenta, insieme agli altri sistemi di prevenzione, la strategia di uscita dalla pandemia 

Negli ultimi mesi si è osservata una grande attività di ricerca sui vaccini contro la COVID-19. Ad oggi ci sono 21 vaccini nella Fase 1 (test su un piccolo numero di volontari sani per valutare tollerabilità e sicurezza sull'uomo), 12 in Fase 2 (test su un numero maggiore di volontari per valutare la risposta immunitaria indotta dal vaccino e gli aspetti legati alla tollerabilità e sicurezza) e ben 11 nella Fase 3, quella finale (studi su molte migliaia di persone, con la dose e la forma farmaceutica definite dagli studi precedenti).


Gli 11 studi di Fase 3, sono i più ampi, complessi e costosi in quanto coinvolgono decine di migliaia di persone distribuite nei vari Paesi del mondo. In questi studi di fase 3 una parte di persone viene vaccinata mentre un'altra parte riceve un placebo, cioè una soluzione salina inerte.


Si valuta quindi quante persone si ammalano nel gruppo vaccinato e nel gruppo di controllo, e quali sono gli effetti collaterali indesiderati nei due gruppi.
Seguendo attentamente un numero così ampio di volontari si può ottenere un'indicazione realistica sull'efficacia del vaccino e sui possibili eventi avversi che potrebbero essere connessi con la sua somministrazione.

Esistono diversi vaccini in fase avanzata di studio basati su tecnologie diverse:

  • I primi due vaccini studiati in Cina si basano su metodi tradizionali: utilizzano il virus originale inattivato che provoca la risposta immunitaria ma che non può causare un'infezione;
  • Altri vaccini (come quello dell'Università di Oxford e quello Russo) utilizzano un adenovirus innocuo, che infetta gli scimpanzé; gli scienziati lo hanno modificano geneticamente per assomigliare al coronavirus in modo che provochi una risposta immunitaria specifica contro le principali proteine del nuovo coronavirus, il SARS-CoV-2;
  • Esiste poi una tecnica completamente innovativa (vaccino Pfizer e Moderna) che è basata sull'iniezione di pezzi del codice genetico (RNA) del coronavirus nelle cellule umane. Queste riescono così a produrre le stesse proteine virali del Coronavirus in modo che l'organismo possa sviluppare una risposta immune specifica.

Questa nuova tecnologia utilizza quella parte del codice genetico del coronavirus SARS-CoV-2 che contiene le istruzioni per costruire la principale glicoproteina del virus, che rappresenta il principale antigene, la proteina ‘spike', un vero e proprio "uncino" utilizzata dal virus per agganciarsi alle cellule del tratto respiratorio, entrare dentro di queste e replicarsi.


Il vaccino contiene nanoparticelle lipidiche (formate da grasso) che circondano una striscia di materiale genetico, l'RNA messaggero (mRNA). Quando il vaccino viene iniettato, la capsula di grasso trasporta il suo carico nelle cellule umane e l'RNA messaggero le istruisce a costruire la proteina spike, insegnando così al sistema immunitario a riconoscere e bloccare il coronavirus, dato che questo utilizza proprio la proteina spike per legarsi alle cellule umane.


Questa proteina spike è quella che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscere e verso la quale produce anticorpi detti neutralizzanti (cioè in grado di neutralizzare il virus). Infatti, appena viene riconosciuta, attiva le difese dell'organismo a produrre le cellule B e i linfociti T, specializzati nel distruggere le cellule infette.
Il vaccino, trasferendo nella cellula sana il materiale genetico che rappresenta il messaggio di codifica (RNA messaggero), induce la produzione di questa proteina ‘nemica' anche in assenza del virus, permettendo all'organismo di prepararsi a neutralizzarla.

Le ricerche sperimentali in corso relative a questo vaccino – cioè gli studi di fase 3 sull'uomo – sembrano promettenti, dimostrando che questa nuova tecnologia, basata sull' impiego dell'RNA messaggero funziona nell'indurre una risposta immunitaria efficace e protettiva.


Dei circa 44.000 volontari che sono stati vaccinati, metà con il nuovo vaccino e metà con un placebo, 94 si sono ammalati di COVID-19, quasi tutti nel gruppo con placebo tanto da poter affermare che il vaccino avrebbe una efficacia oltre il 90%. Sembra inoltre che dalla sperimentazione non siano emerse reazioni indesiderate significative al vaccino.

La scelta di utilizzare l'RNA messaggero deriva dall'esigenza di riuscire a produrre vaccini efficaci in breve tempo. La casa farmaceutica Pfizer ritiene di poter produrre le prime dosi entro il 2020 e di distribuirne in quantità sufficienti entro il 2021.
Alcuni problemi relativi alla distribuzione e alla conservazione (necessita di frigoriferi speciali che raggiungano la temperatura di -80°C) dovranno essere affrontati nei prossimi mesi, ma finalmente c'è una speranza concreta di disporre di un vaccino efficace e sicuro.

Per permettere che la nostra vita torni alla normalità, abbiamo bisogno di un vaccino efficace. Infatti anche ora la stragrande maggioranza delle persone resta vulnerabile all'infezione da SARS-CoV-2, e solo le restrizioni della vita sociale rallentano la propagazione del virus e impediscono a molte più persone di morire.


Sono i vaccini che insegnano al nostro corpo come combattere l'infezione in modo sicuro, impedendo di prenderci il coronavirus in primo luogo o almeno rendere il COVID-19 meno letale.
Il vaccino rappresenta, insieme agli altri sistemi di prevenzione, "la strategia di uscita dalla pandemia".


Una cosa tuttavia resta chiara: il vaccino non arriverà in tempo per frenare questa seconda ondata e bloccare la diffusione dei prossimi mesi. È pertanto indispensabile, per evitare ammalarci e di far ammalare i nostri cari, che ognuno di noi adotti molto seriamente le misure di salute pubblica e di prevenzione.

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:

 

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

Iscriviti alla newsletter per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù.


  • A cura di: Guido Castelli Gattinara*, Caterina Rizzo**
    *Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e Adolescente
    **Area Funzionale di Percorsi clinici ed Epidemiologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 26 marzo 2021


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net