Nuovo Coronavirus: continuano le buone notizie sui vaccini

Cosa sappiamo fino ad ora sui nuovi vaccini contro SARS-CoV-2 

A novembre sono stati diffusi i primi risultati sugli studi clinici finali – quelli di fase 3: esperimenti sull' efficacia e sicurezza nell'uomo – dei nuovi vaccini contro il SARS-CoV-2. Due promettenti vaccini sono basati sulla tecnica dell'RNA messaggero (mRNA), una molecola che normalmente, in tutte le nostre cellule, trasmette le informazioni contenute in un gene a minuscole "fabbriche di proteine", i ribosomi.
Facendo penetrare nelle cellule umane molecole di mRNA sintetizzate in laboratorio che contengono le informazioni necessarie per produrre la proteina di punta (spike) del Coronavirus, le cellule cominceranno a produrre la proteina spike del virus.


Trattandosi di una proteina diversa dalle proprie, il nostro organismo comincerà a produrre cellule e anticorpi diretti contro la proteina spike, il principale antigene del virus. Si tratta di un nuovo tipo di vaccino che sembra essere molto efficace, come affermano le farmaceutiche Pfizer e Moderna, che avrebbero riscontrato nei primi risultati una efficacia in oltre il 90% dei casi. Seppure l'efficacia di tali risultati preliminari dovesse ridursi, una copertura superiore all'85% sarebbe in ogni caso più che sufficiente.


Per il vaccino mRNA-1273 (Moderna) i dati dell'analisi intermedia dello studio (interim analysis) mostrerebbero anche una efficacia nel ridurre la gravità della sintomatologia nei vaccinati. Anche se i dati sono preliminari, i pochi casi gravi (11) si sono osservati solo nel gruppo di coloro che avevano fatto il placebo (il non vaccino) e nessuno nel gruppo dei vaccinati.


Contemporaneamente a questi studi, un altro vaccino basato sulle metodiche già studiate per i vaccini contro l'ebola, la MERS e il VRS è stato sperimentato in Russia. Si basa sull'utilizzo di un vettore adenovirale ricombinante, cioè un virus del raffreddore, artificialmente reso innocuo, che trasporta l'informazione genetica della proteina spike del coronavirus, per far produrre anche in questo caso una immunità specifica. Si tratta del vaccino denominato Sputnik V, che dai primi risultati avrebbe una efficacia del 92%.

Gli studi non si sono ancora conclusi e mancano numerose informazioni: la sicurezza sugli effetti collaterali dovrà essere verificata su casistiche più ampie (molte decine di migliaia di casi), mentre per ora sono stati vaccinati solo poche decine di migliaia di volontari. Tuttavia gli effetti avversi al vaccino sono stati prevalentemente delle reazioni locali, di modesta entità e di breve durata. 

Restano aperte ancora alcune domande, relative al motivo per cui, su 95 infezioni, 5 volontari si sono infettati nonostante il vaccino.
Importante sarà verificarne l'età (sono anziani oltre 65 anni?) e valutare la risposta immunitaria in funzione di questa, così come sarà poi importante studiare il vaccino nei minori di 18 anni, per ora esclusi dallo studio.
Altra importante informazione sarà quella relativa alla conservazione e stabilità dei vaccini.

 

Quello della Pfizer dovrebbe essere conservato a -70 °C, mentre quello di Moderna sarebbe stabile per un mese nel normale frigorifero e per 6 mesi a -20 °C, quindi con sistemi di conservazione molto meno complessi e maggiore possibilità di distribuzione nei vari Paesi.
Le varie case farmaceutiche si dichiarano pronte a presentare i loro studi sperimentali, appena saranno completati, alle agenzie regolatorie internazionali (FDA e EMA); ciò dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno, per poter poi distribuire centinaia di milioni di dosi nel corso del 2021.


Altre questioni restano però ancora aperte, tra cui la capacità del vaccino di prevenire la trasmissione del virus dai vaccinati agli altri, e soprattutto la durata dell'efficacia del vaccino nel tempo. Tuttavia sembra che un vaccino efficace e non pericoloso sia ormai una realtà e che questo ci potrà aiutare a combattere la pandemia fin dai prossimi mesi.

Sfoglia online il numero di 'A scuola di salute' dedicato ai vaccini contro il Nuovo Coronavirus:

 

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  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
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Ultimo Aggiornamento: 09 luglio 2021


 
 

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