Nuovo Coronavirus: quanto sono gravi le infezioni da Omicron?

Una nuova variante preoccupante di coronavirus SARS CoV-2 si sta diffondendo molto rapidamente 

Da poche settimane l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato la comparsa di una nuova variante preoccupante, come vengono definiti i ceppi di virus SARS CoV-2 mutati e altamente diffusivi. Questa variante, scoperta dai ricercatori in Sud Africa, è stata chiamata Omicron ed è stata osservata in decine di Paesi in tutto il mondo, mentre un numero notevole di infezioni è stato riportato in persone che erano state vaccinate o che avevano avuto precedenti infezioni da SARS-CoV-2.
La variante Omicron sembra dunque molto più diffusiva delle altre, cioè capace di infettare molte più persone in un breve periodo di tempo. In Inghilterra, dove per prima si è diffusa, si osserva un impressionante incremento di nuove infezioni, fino a 150.000 casi al giorno (oltre 1000 infezioni su 100.000, circa 5 volte quelli italiani), con un coinvolgimento molto alto di persone sotto i 18 anni. Alla rapidità di diffusione del virus si unisce il fatto che la vaccinazione pediatrica è ancora insufficiente, e che circa 1/3 delle infezioni interessa anche soggetti già vaccinati con due dosi.
Sulla sua pericolosità i dati sono ancora scarsi e incompleti. 

I primi rapporti dal Sud Africa, tuttavia, offrono un barlume di speranza in quanto riportano un tasso di ospedalizzazione per infezioni da Omicron inferiore – di circa un terzo – rispetto alla variante Delta, che è attualmente responsabile della maggior parte delle infezioni da SARS-CoV-2 a livello globale. 
Questo sembra suggerire che Omicron causi una malattia più lieve rispetto alle varianti precedenti, ma è troppo presto per esserne sicuri. Ci vorrà del tempo prima di avere chiaro l’impatto che questa nuova variante avrà sulla popolazione. 
Per ora si osserva come stia causando un incremento di ricoveri in molte Nazioni. Una variante che si diffonde rapidamente potrebbe appesantire pericolosamente i sistemi sanitari, anche se il rischio di malattia grave o di morte è relativamente basso per ogni individuo. Una frazione più piccola di un numero molto grande può sempre essere troppo numerosa. 

Studi di laboratorio hanno suggerito che Omicron sia in grado di sfuggire all’immunità indotta dal vaccino COVID, e i primi dati del Regno Unito sembrano indicare una minore protezione contro le infezioni da Omicron rispetto alle altre varianti. Tuttavia sembra anche che i vaccini continuino a proteggere molto dalle forme di malattia più gravi e dalla morte da COVID-19. 
Nelle persone precedentemente infettate o vaccinate, infatti, oltre agli anticorpi, il sistema immunitario schiera cellule chiamate linfociti T, che sono in grado di riconoscere frammenti di proteine virali e di distruggere le cellule infettate dal virus, limitando la gravità dell'infezione.
Gli scienziati stanno già conducendo studi per determinare quanto i linfociti T, generati in risposta ai vaccini e all'infezione con altre varianti, siano in grado di reagire a Omicron, e quanto le dosi aggiuntive di vaccino (booster), a distanza di alcuni mesi dal primo ciclo vaccinale, siano in grado di dare una protezione efficace. Studi precedenti hanno infatti accertato che, a una reazione più forte delle cellule T alla SARS-CoV-2, corrispondono carichi virali più bassi e malattie meno gravi, anche se non stabiliscono una soglia in base alla quale la protezione potrebbe iniziare a diminuire.

I primi dati a disposizione sembrano indicare che i tassi di ospedalizzazione per i bambini infettati dall'Omicron siano più alti di quelli osservati nelle ondate precedenti. Ma questo non significa necessariamente che i bambini siano più vulnerabili a Omicron di quanto lo fossero a Delta o ad altre varianti. L'ambiente in cui i bambini sono esposti può giocare un ruolo: l’esposizione prolungata in casa a un genitore infetto potrebbe significare l’acquisizione di una maggiore quantità di virus rispetto a un'esposizione transitoria a scuola. Ma solo con il tempo e con il completamento della vaccinazione dei più piccoli si potranno chiarire eventuali differenze.

 

Iscriviti alla newsletter per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù


  • A cura di: Guido Castelli Gattinara
    Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 24  Dicembre 2021 


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net