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Apnee ostruttive del sonno (OSAS)

È una patologia che si presenta con più frequenza nei bambini di età tra i 2 e i 6 anni ed è affrontata in modo multidisciplinare 

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è una patologia determinata da una ostruzione, completa o parziale, delle vie aeree superiori che si manifesta durante il sonno.
Ad ogni apnea (interruzione della respirazione della durata di almeno 10 secondi) si possono associare una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue, variazioni della frequenza cardiaca e risvegli. Tale condizione è presente nel 2-5% dei bambini di ogni età, ed è più frequente nei bambini tra i 2 e i 6 anni.

La diminuzione del tono muscolare che si manifesta durante il sonno è un fattore che favorisce, particolarmente nei soggetti predisposti, la riduzione del calibro delle vie aeree superiori (soprattutto l'ipofaringe, vale a dire la parte inferiore della faringe che si continua con l'esofago).
L'ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille e l'obesità sono i due principali fattori di rischio per sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Altre condizioni che determinano una riduzione del calibro delle alte vie aeree o che inducono il rilassamento e il collasso delle alte vie e si associano frequentemente a sindrome delle apnee ostruttive del sonno sono le malformazioni cranio–facciali e le patologie neuromuscolari

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno si può manifestare con sintomatologia notturna e diurna. Il russamento è presente nella maggior parte dei bambini con questa patologia; tuttavia, una storia di russamento non è sufficiente per la diagnosi: molti bambini che russano non hanno sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Allo stesso modo l'assenza di russamento non è sufficiente a escludere una diagnosi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Altri sintomi notturni sono la respirazione rumorosa durante la notte, pause durante la respirazione, sonno agitato, sudorazione notturna, cattiva coordinazione dei movimenti del torace e dell'addome durante il sonno.
I sintomi durante il giorno consistono nella difficoltà di concentrazione e di attenzione a scuola, facile irritabilità, secchezza della bocca, mal di testa. Alcuni bambini manifestano eccessiva sonnolenza diurna.

La ricerca dei sintomi è importante per poter eseguire gli esami diagnostici essenziali per identificare la patologia. Quando il sospetto è forte, è necessario procedere con indagini strumentali quali la pulsossimetria notturna (esame di screening) e la polisonnografia (esame essenziale per arrivare alla diagnosi). 
La pulsossimetria si effettua attraverso l'applicazione di un sensore a un dito che permette di registrare la saturazione di ossigeno nel sangue. Nei soggetti che presentano numerose desaturazioni (perdite intermittenti di ossigenazione del sangue come conseguenza delle apnee), l'esito della saturimetria notturna può essere fortemente suggestivo della presenza di apnee ostruttive durante il sonno. 
Nei casi dubbi nei quali la pulssossimetria non è conclusiva,  è importante effettuare la polisonnografia notturna, accertamento che permette di registrare l'andamento del sonno, con elettrodi applicati al capo, del respiro con un sensore di flusso oro-nasale, dei movimenti del torace e dell'addome con due fasce applicate al torace e all'addome; viene inoltre registrata l'ossigenazione del sangue con il pulsossimetro e registrato il monitoraggio elettrocardiografico.
Tale indagine viene eseguita, in forma semplificata (monitoraggio cardio-respiratorio) senza gli elettrodi applicati al capo, anche a domicilio del paziente, previo corretto addestramento della famiglia sul posizionamento delle diverse componenti dello strumento e sul suo impiego. 
La presenza delle caratteristiche cliniche sopra riportate e di un numero di apnee o ipopnee (riduzione di almeno il 50% del flusso respiratorio per almeno 10 secondi) maggiori di uno per ora di sonno sono i due criteri essenziali per la diagnosi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Maggiore è il numero di apnee per ora di sonno più grave è la patologia. 
Lo studio delle apnee ostruttive del sonno è necessariamente multidisciplinare e comprende oltre al pediatra o al medico di famiglia anche lo specialista otorinolaringoiatra, il broncopneuomologo, l'odontoiatra, il neurologo, ed in alcuni casi anche il chirurgo maxillo-facciale.

Nelle forme di lieve entità di sindrome delle apnee ostruttive è possibile effettuare una terapia medica che si basa sull'uso di cortisonici per uso nasale per periodi di tempo non prolungati (associabile eventualmente a un antileucotrienico, vale a dire a un farmaco che è in grado di inibire l'azione dei leucotrieni, sostanze prodotte dai globuli bianchi del sangue e coinvolte nelle reazioni infiammatorie).
Nei casi di bambini con significativa ipertrofia adenotonsillare (aumento di volume delle adenoidi e delle tonsille), l'adenotonsillectomia (asportazione di adenoidi e tonsille), previa indicazione chirurgica da parte dello specialista otorinolaringoiatra, è il trattamento di prima linea. 
In presenza di malocclusione è importante la terapia ortognatodontica (correzione della posizione anomala di uno o più elementi dentali ed eventuale rimodellamento chirurgico della mandibola).
L'utilizzo della ventilazione meccanica continua a pressione positiva (CPAP) è indicata nei casi di persistenza della sindrome delle apnee ostruttive del sonno nonostante l'intervento chirurgico o in assenza di ipertrofia adenotonsillare. Tale apparecchiatura eroga una costante pressione positiva, regolata dal medico, attraverso una maschera nasale o oro-nasale, che permette di mantenere aperte le alte vie aeree. 

Presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è possibile effettuare la pulsossimetria notturna, la polisonografia cardio-respiratoria anche a domicilio del paziente, o la polisonnografia completa, per i casi più complessi, per i quali è necessario il ricovero.


  • A cura di: Alessandro Onofri, Martino Pavone
    Unità Operativa di Broncopneumologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 04 novembre 2019


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