La Storia di Elisabetta e del suo papà
La Storia di Elisabetta e del suo papà

In occasione del 19 marzo, il Bambino Gesù ha avviato una campagna di raccolta fondi per sostenere l'accoglienza delle famiglie e permettere ai bambini ricoverati in ospedale di avere sempre i genitori vicino

Una notte di convulsioni febbrili per una bambina di tre anni, la corsa al pronto soccorso di una mamma e del papà e il ricovero della piccola per curare l’infezione batterica che ha causato il problema. Sono tanti i genitori ad aver vissuto un momento come questo, insieme a tutte le preoccupazioni che porta con sé. Per Alessandro e Ilaria, i protagonisti di questo episodio appena raccontato, c’era anche una preoccupazione in più: la loro bambina, Elisabetta, è affetta anche dalla sindrome di Sotos, una malattia genetica rara, che richiede una presa in carico multidisciplinare e un’attenzione particolare.

Per tutto il tempo del ricovero, che per fortuna si rivela breve, solo pochi giorni, papà Alessandro e mamma Ilaria sono sempre al fianco di Elisabetta, alternandosi. La piccola, mentre viene curata nel reparto di Neurologia, può contare sulle carezze di mamma e sugli abbracci di papà. Per tutto il tempo che possono le stanno accanto entrambi.

Quando papà Alessandro ci racconta la storia di Elisabetta è il giorno delle dimissioni e tutta la famiglia non vede l’ora di tornare a casa, dove Elisabetta potrà riabbracciare anche suo fratello.

Se riescono, vogliono fargli una sorpresa e andarlo a prendere tutti insieme a scuola alla fine delle lezioni. Per Elisabetta il poter aver accanto la mamma e il papà in ospedale ha anche un'importante ricaduta sulla gestione della sua patologia. Chi soffre della Sindrome di Sotos, infatti, raggiunge più tardi le principali tappe dello sviluppo neuro-psicomotorio.  

Per permettere la presenza costante dei genitori al fianco dei bambini ricoverati un ruolo fondamentale è giocato dall’accoglienza del Bambino Gesù. L’accoglienza, infatti, si prende cura delle famiglie che vengono da fuori e che hanno bisogno di un alloggio per poter stare accanto ai loro figli durante un ricovero, ma fa anche molte altre cose.

Anche per chi abita a Roma, come Elisabetta e la sua famiglia, l’accoglienza svolge un ruolo fondamentale, che inizia dai pasti garantiti ai genitori dei pazienti ricoverati e che arriva a dare la migliora risposta possibile ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie in diversi ambiti: dall’orientamento fra i servizi offerti dall’ospedale fino all’assistenza ludica. È anche grazie a queste attività – che l’ospedale svolge con il fondamentale supporto di una rete di associazioni di volontariato –, che Alessandro può stare più tempo possibile accanto a Elisabetta e può abbracciarla ogni volta che lei glielo chiede.

La Storia di Elisabetta e del suo papà
  •  Alessandro ed Elisabetta mentre aspettano le dimissioni

Un aiuto importante per Alessandro e sua moglie Ilaria che, oltre a star vicino a Elisabetta devono, come detto, stare vicino anche al fratellino rimasto a casa, cercando di far pesare il meno possibile la loro assenza.

Se l’accoglienza riesce a rispondere in maniera efficace alle esigenze della famiglia in ospedale, quest’ulteriore compito può essere affrontato con una preoccupazione in meno.

Ed è per questo motivo che in occasione della festa papà è stata fatta una campagna di raccolta fondi a favore dell’accoglienza. Con il tuo aiuto puoi far avere a un bambino l’abbraccio del suo papà, anche in ospedale: Sostieni il progetto accoglienza del Bambino Gesù.

 
 

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