Congiuntivo-dacriocistorinostomia (CDCR)

È un intervento chirurgico che ha lo scopo di ridurre l'eccessiva lacrimazione. Consiste nel creare un collegamento tra la congiuntiva e il naso
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12 marzo 2018

CHE COS'È L'OCCLUSIONE PRESACCALE
Consiste nel restringimento completo (occlusione) o nella sezione post traumatica di uno o di entrambi i puntini lacrimali, oppure di uno o di entrambi i canalicoli lacrimali, o della porzione comune del canalicolo lacrimale, prima che sbocchi nel sacco lacrimale. La conseguenza di questa ostruzione è una eccessiva e fastidiosa lacrimazione che viene denominata epifora.
A causa della lacrimazione è necessario asciugarsi frequentemente gli occhi con possibili infezioni a carico della congiuntiva o di altre strutture della superficie oculare.
Oltre ad essere lacrimoso l'occhio si presenta arrossato e irritato. Possono essere anche presenti disturbi della vista dovuti alla presenza di troppa lacrima davanti all'occhio.
Le cause di tale occlusione sono molteplici:

- Malformazioni presenti dalla nascita isolate o associate ad altre manifestazioni malformative dell'occhio e di altre sedi;
- Traumi delle palpebre che abbiano interessato la porzione vicina al naso;
- Ustioni, causticazioni, irradiazioni nelle regioni vicine all'angolo interno dell'occhio;
- Infezioni virali (herpes), batteriche o da altri agenti infettivi (tracoma) che si siano estese dall'occhio ai canalini lacrimali;
- Reazioni avverse all'utilizzo di farmaci utilizzati per la cura di alcune neoplasie, malattie reumatiche, malattie della tiroide, malattie del tessuto connettivo;
- Uso prolungato di vasocostrittori oculari o nasali

In alcuni casi particolari può essere indicato un intervento di congiuntivodacriocistorinostomia (CDCR) anche in casi in cui la pervietà dei canalini sia conservata ma la loro funzione sia andata perduta (es. paralisi del nervo facciale).

PROCEDURA CHIRURGICA
L'intervento chirurgico ha lo scopo di migliorare l'eccesso di lacrimazione ed ha lo scopo di creare un collegamento mediante un tubicino artificiale di materiale inerte tra la congiuntiva e il naso. Viene eseguito in un ambiente sterile (sala operatoria), in anestesia generale o locale a seconda del caso, delle problematiche del singolo paziente, a giudizio del chirurgo. Si esegue una piccola incisione sulla cute a livello della parete laterale del naso; attraverso una breccia a livello dell'osso lacrimale è possibile collegare il sacco lacrimale direttamente con la mucosa nasale. Successivamente viene inserita a livello del canto interno (punto di unione tra le due palpebre in prossimità del naso), in posizione poco visibile dall'esterno, una protesi artificiale in materiale inerte. Tale tubicino avrà una posizione stabile e permanente e funzionerà per capillarità e per aspirazione grazie ai fenomeni respiratori nasali. In alcuni casi è possibile inserire la protesi a cielo chiuso, senza eseguire cioè un by-pass tra il sacco lacrimale e l'interno del naso, o come procedura successiva ad una dacriocistorinostomia con intubazione, in cui si sia mantenuta la stenosi pre-saccale.

DECORSO POST OPERATORIO
Al termine dell'intervento viene generalmente posizionato un tampone nasale dal lato operato e mantenuto in sede per 12-24 ore.
È necessario riposare, preferibilmente con la testa sollevata per le 24 ore successive all'intervento.
Le suture cutanee vengono rimosse generalmente circa 1 settimana dopo l'intervento.
È necessaria una terapia con colliri e nebulizzatori nasali per 2 settimane circa.

ISTRUZIONI POST-OPERATORIE
Il tubicino inserito dalla palpebra al naso viene tenuto fisso in sede con un punto di fissazione per i primi 7-14 giorni al fine di consentire una corretta cicatrizzazione dei tessuti nella posizione scelta.
Dopo l'intervento si possono manifestare effetti collaterali quali: arrossamento oculare, ecchimosi palpebrali (lividi), discromie (cambiamenti della colorazione dei tessuti cutanei palpebrali, epistassi (perdita di sangue dal naso). Tali effetti collaterali persistono generalmente per pochi giorni, raramente per qualche settimana. 

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE
L'intervento di Congiuntivo-dacriocistorinostomia è di solito considerato sicuro, ma non è possibile garantire del tutto l'eliminazione della lacrimazione. Talvolta possono verificarsi alcune complicanze come infezione, fistolizzazione o deiscenza (apertura) della ferita chirurgica, dislocamento dello "stent" che può essere facilmente riposizionato dal chirurgo e altre ancora. Particolarmente temibile il sanguinamento: si possono formare degli ematomi che possono necessitare di un drenaggio. Quando le emorragie avvengono in sede intraorbitaria possono rappresentare un pericolo per la funzione visiva.


a cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
Unità Operativa di Oculistica
In collaborazione con: