Cyberbullismo

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13 aprile 2018

CHE COSA E'?

Il cyberbullismo viene descritto come un'azione aggressiva ed intenzionale, messa in atto da un individuo o da un gruppo che utilizza strumenti elettronici ed ha la caratteristica di ripetersi nel tempo a danno di una vittima incapace di difendersi.

Tale fenomeno può essere considerato la manifestazione online del bullismo tradizionale. La specificità del fenomeno risiede nella modalità di trasmissione del messaggio denigratorio o aggressivo, che a differenza del bullismo tradizionale, non avviene di persona. 

Il cyberbullismo rappresenta un fenomeno in notevole espansione che, negli ultimi anni, coinvolge sempre più bambini e adolescenti.

LE CARATTERISTICHE

L'uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche tipiche come:

l'anonimato virtuale reso possibile, ad esempio, attraverso l'uso di uno pseudonimo;

l'assenza di limiti spazio-temporali che permettono al bullo di raggiungere la vittima in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo grazie agli smartphone costantemente connessi ad internet;

la ripetitività dell'aggressione che, grazie alla divulgazione di alcuni contenuti in rete, può essere visualizzato da migliaia di persone in tempi diversi;

l'assenza di comprensione (empatia) associata alla diminuzione del livello di consapevolezza del danno arrecato: l'aggressore infatti, non vedendo le reazioni della sua vittima non è mai totalmente consapevole delle conseguenze del proprio comportamento. 

QUANTI TIPI DI CYBERBULLISMO?

E' possibile individuare diverse tipologie di comportamenti denigratori o vessatori quali:

Flaming: invio on-line di messaggi a contenuto violento e volgare al fine di provocare dispute;

Harassment: invio ripetuto di messaggi offensivi e sgradevoli;

Denigration: pubblicazione di pettegolezzi o dicerie sulla vittima per danneggiarne la reputazione e i rapporti sociali;

Impersonation: ottenere le informazioni personali e i dati di accesso di un account della vittima, con lo scopo di prenderne possesso e danneggiarne la reputazione;

Outing: rivelazione di informazioni personali e riservate;

Trickering: spingere una persona, attraverso l'inganno, a rivelare informazioni riservate per poi pubblicarle on line;

Exclusion: escludere intenzionalmente un individuo da un gruppo online;

Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi intimidatori a contenuto minaccioso e offensivo.


CONSEGUENZE SULLE VITTIME

Tra le principali conseguenze psicologiche e comportamentali rilevate tra coloro che subiscono aggressioni online sono state identificate la presenza di ansia sociale, cambiamento del tono dell'umore, scarsa autostima e basso senso di autoefficacia, un alto tasso di assenteismo a scuola associato a prestazioni scolastiche insoddisfacenti

COME SI PREVIENE?

Al fine di prevenire la diffusione del fenomeno risulta necessario che i vari contesti educativi promuovano un utilizzo consapevole e critico dei nuovi media sviluppando la cultura del rispetto dell'altro anche in ambito virtuale. E' stato rintracciato un importante fattore protettivo in grado di arginare il fenomeno del cyberbullismo che risiede nella capacità da parte dei genitori di stabilire una buona comunicazione con gli adolescenti. Utile anche un attento controllo, da parte degli adulti, sull'uso che viene fatto delle nuove tecnologie

Sono state individuate inoltre alcune efficaci strategie preventive da attuare all'interno del contesto scolastico e familiare quali: il potenziamento delle abilità sociali, la promozione della consapevolezza emotiva, l'empatia e il supporto tra pari.

COME INTERVENIRE?

Nel caso in cui si ritiene di trovarsi di fronte ad un reato, come ad esempio il furto d'identità, le minacce o la persistenza di un comportamento ripetitivo di tipo persecutorio online, si potrà far riferimento alle Forze di Polizia per inoltrare la segnalazione di denuncia o querela

A tal proposito, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha recentemente adottato linee guida per la prevenzione e contrasto del cyberbullismo (legge n. 71/2017). la cui normativa prevede alcuni strumenti di tutela utili a proteggere i minori in questione. 

Inoltre, qualora gli adulti di riferimento rintraccino forme di sofferenza psicologica sia nelle giovani vittime di sopraffazione virtuale che nei cyberbulli, è importante che si rivolgano a professionisti specializzati nell'affrontare l'emergente disagio psicologico.


a cura di: Maria Laura Pucciarini
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
In collaborazione con: