Distacco di retina: reintervento chirurgico

Il cerchiaggio e il piombaggio possono determinare danni a livello di vari distretti oculari. Il recupero dell'acutezza visiva dopo l'intervento è progressivo
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05 febbraio 2018

IL DECUBITO DEL CERCHIAGGIO E/O PIOMBAGGIO
Il decubito del cerchiaggio e/o piombaggio all'interno del bulbo oculare o all'esterno del tessuto congiuntivale è un'evenienza molto rara ma può determinare una serie di inconvenienti, anche gravi, per il paziente.
Il cerchiaggio e/o il piombaggio possono, infatti, determinare danni a livello di vari distretti oculari:

- Congiuntiva (cisti recidivanti, congiuntivite cronica, papillomatosi congiuntivale);
- Sclera (rottura sclerale, sclerite reattiva);
- Vitreo (emovitreo, emoacqueo);
- Recidiva del distacco di retina;
- Endoftalmite.

PERCHÈ OPERARE 
L'oculista propone l'operazione poiché solo un intervento chirurgico può evitare le complicanze legate alla permanenza del cerchiaggio e/o del piombaggio nella posizione di decubito.

L'OPERAZIONE DI RIMOZIONE E/O SEZIONE DEL CERCHIAGGIO E/O PIOMBAGGIO
L'intervento viene effettuato con il paziente in posizione supina, in un ambiente chirurgico sterile, utilizzando il microscopio. Può presentare diverse fasi (da eseguirsi alternativamente e/o nel corso dello stesso intervento):

- Peritomia congiuntivale (apertura della congiuntiva per accedere alla sclera sottostante) ampia;
- Isolamento di 1 o più muscoli retti;
- Sbrigliamento e rimozione e/o recisione del cerchiaggio/piombaggio;
- Applicazione di nuovi impianti sclerali;
- Sutura congiuntivale.

OSPEDALIZZAZIONE
È necessaria l'immobilizzazione del paziente durante l'intervento chirurgico. 

L'ANESTESIA
In età adulta e in paziente collaborante l'occhio può essere reso insensibile e immobile con iniezioni peribulbari o retrobulbari; in età pediatrica l'intervento sarà effettuato anestesia generale. La scelta viene fatta dall'oculista e dal medico anestesista che terranno conto il più possibile delle richieste. 

IL RECUPERO VISIVO
Il recupero dell'acutezza visiva è progressivo e può anche essere nullo, scarso o incompleto. L'entità di visione recuperabile con l'intervento dipende molto dalle preesistenti condizioni generali dell'occhio, in particolare della retina, del nervo ottico e della cornea; quindi, la presenza di una lesione in queste strutture, provocata dalla malattia, può limitare il recupero visivo derivante dall'intervento (in proporzione all'entità della lesione).
L'occhio va periodicamente controllato dall'oculista anche a guarigione avvenuta; nei mesi e negli anni successivi all'intervento deve quindi sottoporsi ad alcuni periodici controlli che verranno progressivamente diradati.
È sempre possibile una recidiva del distacco di retina e può essere necessario ripetere l'intervento.

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE
Anche questo intervento non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste chirurgia senza rischi. Non è possibile per l'oculista garantire in modo formale il successo dell'intervento o l'assenza di complicanze.


a cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
Unità Operativa di Oculistica
In collaborazione con: