Malattia Granulomatosa Cronica (CGD)

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22 marzo 2018

CHE COS'E'?

La malattia granulomatosa cronica è una rara immunodeficienza primitiva caratterizzata dall'incapacità delle cellule fagocitiche (granulociti neutrofili, monociti e macrofagi) di uccidere i microorganismi che hanno "catturato" (fagocitati). Questa incapacità ad uccidere i microrganismi comporta un aumentata suscettibilità alle infezioni da parte di uno spettro ristretto di germi, principalmente batteri come Staphilococcus aureus, Salmonella, Pseudomonas, e miceti (Aspergilli e Candida). Si manifesta fin dai primi anni di vita con un'estrema suscettibilità a questo tipo di infezioni, che possono colpire numerosi organi e tessuti (cute, polmoni, linfonodi, ossa e fegato). Caratteristiche dell'infezione sono la gravità, il tipo di germi che la causano e l'evoluzione granulomatosa delle lesioni infiammatorie. I granulomi sono reazioni immunitarie che si possono osservare al microscopio, tipiche delle infiammazioni – e in particolare delle infezioni – croniche, caratterizzate da una estesa moltiplicazione di cellule che derivano dai monocito-macrofagi e che assumono la forma e l'aspetto di un nodulo.

COME SI TRASMETTE LA MALATTIA GRANULOMATOSA CRONICA?

Normalmente, i batteri vengono uccisi dei fagociti, che li catturano, da metaboliti tossici dell'ossigeno prodotti da un enzima della cellula, la NADPH-ossidasi. La malattia è causata da difetti dei geni che codificano per le diverse subunità di questo enzima. Ad oggi sono stati finora identificati cinque geni coinvolti. Nel 70% dei casi, la malattia è dovuta ad una mutazione del gene CYBB che codifica per la subunità GP91 phox localizzato sul cromosoma X: donne portatrici sane hanno quindi una probabilità su due di avere figli maschi malati. Gli altri geni coinvolti sono localizzati invece su cromosomi non sessuali e la trasmissione è di tipo autosomico recessivo: la malattia può colpire entrambi i sessi e si manifesta solo quando vengono ereditate due copie alterate del gene, una da da ciascuno dei genitori. 

COME SI MANIFESTA?

I pazienti possono presentare fin dai primi anni di vita infezioni batteriche e da funghi, principalmente a carico dei linfonodi (linfadeniti), polmoni (polmoniti), cute (ascessi cutanei, piodermite) ma anche di altri organi e tessuti: le ossa con osteomieliti, ascessi epatici e in misura minore, sepsi e ascessi cerebrali. Nella maggior parte dei casi sono responsabili i batteri tra i quali i più frequenti sono Staphilococcus aureus, Salmonella, Pseudomonas, e più raramente Nocardia, Burkholderia. Cepacia e i miceti, soprattutto Aspergilli e Candida. Come detto in precedenza la tipica evoluzione granulomatosa delle lesioni può determinare distruzione dei tessuti coinvolti e potare frequentemente a ostruzione meccanica, prevalentemente a carico del tratto gastrointestinale ed urinario.

Accanto alle infezioni i pazienti presentano un aumentata frequenza di complicanze infiammatorie, soprattutto ma non esclusivamente, a carico dell' apparato gastrointestinale sotto forma di malattia infiammatoria cronica intestinale. Altra temibile complicanza infiammatoria è la sindrome da attivazione macrofagica, un disordine potenzialmente letale dovuto ad una risposta abnorme del sistema immunitario ad un agente scatenante, solitamente un infezione  virale

In generale i pazienti affetti dalla forma X-linked hanno un decorso clinico più grave rispetto  ai pazienti con  forme autosomiche recessive 

COME AVVIENE LA DIAGNOSI DELLA MALATTIA GRANULOMATOSA CRONICA?

La diagnosi si ottiene con specifici esami di laboratorio che valutano la funzionalità della NADPH ossidasi dei fagociti: citofluorimetria a flusso con diidrorodamina 123 (DHR, NBT-Test, citocromo C). E' possibile poi avere la conferma definitiva mediante l'analisi genetica dei diversi geni coinvolti, permettendo in tal modo di distinguere la forma X-linked dalle forme autosomoiche recessive 

QUALI SONO LE POSSIBILITA' DI CURA ATTUALMENTE DISPONIBILI PER LA MALATTIA GRANULOMATOSA CRONICA?

La terapia consiste essenzialmente nella prevenzione delle infezioni con la somministrazione quotidiana e continuativa di antibiotici come il Cotrimoxazolo e di antifungini come l'Itraconazolo

L'unico trattamento risolutivo è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT), da donatore HLA-compatibile sia familiare che extafamiliare con risultati attualmente eccellenti. 


a cura di: Dott. Andrea Finocchi
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute