Sonno e sogni

Il sonno è un bisogno essenziale per la salute e i sogni ci aiutano a rappresentare e semplificare esperienze e conflitti
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22 gennaio 2020

CHE COS'È IL SONNO
Il sonno è un bisogno vitale, molto importante per la salute. Dormire bene e un corretto ritmo sonno-veglia sono essenziali per il benessere fisico e psicologico, in particolare nel bambino, fin dai primi giorni di vita. Il sonno ha un'importante funzione anche per lo sviluppo del pensiero.
Di notte, mentre la parte cosciente del bambino dorme, il suo cervello resta attivo e rivive ed elabora le attività vissute durante la giornata. Questo permette di riordinare, collegare e utilizzare al meglio le informazioni raccolte e le esperienze del giorno prima.

L'IMPORTANZA DEL SONNO IN ETÀ PEDIATRICA
Nei bambini piccoli, la regolarità del sonno significa che si sono adattati alla routine di addormentamento proposta dai genitori.
Sia nell'infanzia sia nei bambini più grandi, la capacità di abbandonarsi serenamente al sonno e di mantenerlo per un tempo sufficiente è senz'altro un buon segno: esprime assenza di conflitti e capacità di adattamento alle abitudini della famiglia.
Il bambino che dorme rassicura i genitori sul suo star bene dal punto di vista fisico e psicologico.
Al contrario, le alterazioni del sonno, come far fatica ad addormentarsi oppure un sonno notturno di breve durata, i risvegli frequenti e gli incubi notturni, generano ansia, frustrazione e disagio sia nel bambino sia nei genitori.

COSA FARE QUANDO IL SONNO È DIFFICILE

- Accertarsi che il bambino sia in salute e non abbia problemi fisici. È quindi necessario consultare prima di tutti il Pediatra. Basti l'esempio del piccolo bambino che di notte piange perché soffre di una malattia da reflusso gastro-esofageo;
- Accertarsi di aver stabilito valide routine di addormentamento come ad esempio andar sempre a dormire alla stessa ora.

QUALI REGOLE, QUALE ATTEGGIAMENTO DA PARTE DEI GENITORI

- Definire orari e metodi stabili, mantenendoli costanti nel tempo;
- Essere disponibili a concedere degli aiuti per il sonno, ad esempio un punto luce nella stanza, il famoso orsacchiotto di peluche o la copertina preferita. Tutto questo favorisce il passaggio dal mondo reale, conosciuto e rassicurante, al mondo del sonno, meno conosciuto, un po' misterioso e apparentemente lontano da tutto quello che ci è familiare;
- Assecondare il bambino se non vuole avere troppe coperte o al contrario se gradisce ad esempio il pigiamone.

 

COSA FARE SE NON VUOLE DORMIRE DA SOLO
Avvicinarsi al suo letto e leggergli una favola che lo distrarrà dalle sue paure. Se l'adulto saprà raccontare la storia separando chiaramente la realtà dalla fantasia, il bambino si sentirà sollevato dall'angoscia e potrà abbandonarsi al sonno.

E se dopo il sonno la favola non arriva?
È bene non continuare a leggere favole, ma allontanarsi dal letto e sedersi alla scrivania a fare altro. Far capire al bambino che sarete comunque con lui fin quando si addormenterà. Così facendo, si sentirà comunque rassicurato dalla vostra presenza nel momento del passaggio dalla veglia al sonno.

E quando di notte chiama dalla sua stanza?

- Rassicurare il bambino a distanza, con la voce;
- Se non ci sono ragioni particolari e il bambino sta bene, non precipitarsi nella sua cameretta come se ci fosse un reale motivo di allarme, gli confermereste le sue paure;
- Assicurarsi di non trasmettere al bambino le proprie ansie;
- Non mostrarsi irritati se il bambino manifesta difficoltà nel sonno;
- Mostrarsi calmi e fiduciosi che il sonno ristoratore prima o poi arriverà.

Negli ultimi tempi è aumentato lo stress legato alle difficoltà economiche e ai cambiamenti sociali. Quasi tutte le mamme, ad esempio, lavorano e spesso hanno turni. Soprattutto nelle grandi città i genitori sono sottoposti a lunghi trasferimenti nel traffico o sono pendolari. Di conseguenza diminuisce il tempo per stare in famiglia e giocare con i figli.
Ecco allora che iI desiderio di recuperare lo stare insieme e il giocare insieme induce a volte i bambini a rifiutare di addormentarsi, a non voler andare a dormire. Oppure vogliono rimanere nel lettone per mantenere il contatto prezioso, rassicurante e piacevole con i genitori. In questi casi, ogni famiglia deve trovare il giusto equilibrio, concedendo a volte deroghe alle norme da noi stessi fissate. Purché, ovviamente, sia ben chiaro che le norme non vacillano ma rimarranno salde.

COSA SONO I SOGNI
I sogni sono "i guardiani del sonno". Ci aiutano a rappresentare come in un film esperienze e conflitti, rendendoli in questo modo semplici e "accettabili", liberi dall'ansia.
Il sonno non verrà disturbato da angosce e potrà continuare sereno. I sogni sono frutto della nostra vita psichica, della nostra creatività. Sono come film scritti, diretti e interpretati da noi stessi, in cui esprimiamo i nostri aspetti meno conosciuti, inconsci.

I bambini sognano?
I bambini sognano molto fin da piccolissimi, anche se in genere possono ricordare i sogni solo dopo i 3 anni.
È da quel momento che possono iniziare a raccontarli in modo semplice. I primi sogni che raccontano sono "sogni di desiderio" legati a esperienze reali e a desideri che è difficile soddisfare. Ad esempio, se il bambino è un grande goloso di cioccolato potrebbe sognare di aver ricevuto in dono un cioccolatino gigante, forse a forma di elefante!

E i brutti sogni?
A volte i bambini fanno brutti sogni, gli incubi. È del tutto normale, soprattutto se nell'ultimo periodo il bambino ha vissuto episodi stressanti o di particolare intensità emotiva. Occorre non preoccuparsi troppo e non parlarne eccessivamente al bambino.
Può essere opportuno approfondire il problema soltanto se gli incubi si ripetono con molta frequenza.
In questi casi, meglio parlarne con il Pediatra che, se occorre, potrà consigliare una visita con lo Psicologo.


a cura di: Simonetta Gentile
Unità Operativa di Psicologia Clinica
In collaborazione con: