Alimentazione durante l'adolescenza

Dott.ssa Amalia Maria Ambruzzi

Deve essere ricca di calcio, fosforo, ferro, vitamine e sali minerali. Vediamo insieme quali sono le basi di un corretto approccio dietetico.


Alimentazione corretta

L'adolescenza è il periodo di maggior incremento dello sviluppo fisico ed è una fase emozionale delicata e complessa in cui la nutrizione riveste un ruolo fondamentale: si fondano le basi di una corretta alimentazione che completerà lo sviluppo psicofisico e costituirà una sorta di intervento preventivo per molte patologie.

Intervento preventivo?

Un'alimentazione corretta previene malattie che potrebbero insorgere a breve o lungo termine, mentre l'alimentazione non corretta favorisce alcune patologie. La nutrizione inadeguata in questa età potrebbe infatti determinare:

- l'osteoporosi per una scarsa mineralizzazione ossea;

- la persistenza della condizione morbosa di obesità (con le relative complicanze);

- l'accelerazione potenziale di lesioni aterosclerotiche;

- l'anoressia e la bulimia che durante l'adolescenza manifestano il loro picco di incidenza.

Necessità nutrizionali

Alcune necessità nutrizionali sono legate all'accelerazione di crescita, caratterizzata nell'adolescenza da un incremento medio di 16 gr/die nelle femmine e 19gr/die nei maschi.

È raccomandato soprattutto un maggiore apporto di calcio e fosforo (1200 mg/die) per il rapido accumulo di massa scheletrica (quasi il 50% nell' adolescenza) e di ferro per l'incremento di patrimonio marziale e per le perdite nelle femmine mestruate (12-18 mg). 

Le indicazioni per gli apporti percentuali dei macronutrienti, con la giusta ripartizione giornaliera degli alimenti e della distribuzione dei pasti, sono le stesse delle altre età per cui si rimanda alle indicazioni date per l'età scolare. Si ribadisce, in particolare per questa età, l'importanza di un'adeguata assunzione di cibi ricchi di vitamine e minerali necessari per un'ottimale crescita e sviluppo attraverso una dieta quanto più variata.

Problematiche nutrizionali

In questo periodo compaiono grandi disagi e paure che si riflettono in un possibile rapporto conflittuale con il cibo e con il proprio corpo.

L'adolescente afferma in questa fase la sua autonomia e spesso rifugge, anche nell'alimentazione, da ogni genere di regolamentazione e controllo: sono frequenti le irregolarità dei pasti (consumati spesso fuori casa sotto forma di spuntini numerosi) con uso di snacks, bevande gasate o alcoliche, cibi di moda e diete improvvisate.

Le "diete fai da te"

Un fenomeno diffuso è la preoccupazione degli adolescenti di essere obesi e spesso, senza controllo medico, vengono intraprese diete ipocaloriche allo scopo di raggiungere modelli estetici di estrema magrezza (suggeriti dai mass media ed offerti dai continui messaggi pubblicitari). Tutto ciò può portare al rischio di insorgenza di disturbi del comportamento alimentare, quali anoressia e bulimia.

Altro rischio delle "diete fai da te" è rappresentato dalle diete strettamente vegetariane che possono determinare secondari stati carenziali dovuti a deficit di assunzione di proteine, vitamine, minerali ed oligoelementi.

Le diete iperproteiche e/o supplementi dietetici a base di aminoacidi, spesso forniti dalle palestre per la pratica del culturismo o per la competizione atletica, possono anch'esse presentare dei rischi.

Educazione alimentare

Molto confortante è il dato che la maggior parte dei ragazzi considera il requisito "salutare", nella scelta dei cibi, di quasi pari importanza del "gustoso", mostrando una sensibilità alle problematiche della salute pur con le contraddizioni legate soprattutto alla paura di ingrassare.

La strategia per i consigli nutrizionali è quella di non usare un approccio critico e giudicante, ma raccomandare piccoli incrementi di cambiamento attraverso l'informazione: parole semplici sulla nutrizione, sugli alimenti, sulle esigenze dell'organismo e sui normali cambiamenti durante la pubertà, sui rapporti tra alimentazione e salute, sul peso normale e sugli approcci idonei per perderlo, usando prudenza con le raccomandazioni o commenti relativi ad esso.  

È necessario scoraggiare diete restrittive, salto dei pasti o digiuni e sviluppare le capacità di compiere scelte alimentari autonome corrette e responsabili, in contesti diversi da quelli familiari. Bisogna quindi assumere un atteggiamento critico verso i messaggi dei mass media ed essere informati sui fattori culturali e socio-economici che influenzano la dieta, sui modelli sportivi dei giovani provvedendo ad un supporto positivo ed incoraggiamento.