Artrite idiopatica giovanile (AIG) oligoarticolare

È una malattia caratterizzata da infiammazione articolare. L'esordio è quasi sempre prima dei 6 anni e tra i sintomi più specifici c'è l'artrite delle ginocchia
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27 luglio 2018

CHE COS'È
Il termine Artrite idiopatica giovanile oligoarticolare, anche detta pauciarticolare (dal latino paucus= poco, poco numeroso), indica la forma di Artrite idiopatica giovanile caratterizzata dall'interessamento di 4 o meno articolazioni nei primi sei mesi dalla comparsa dei sintomi della malattia. Se dopo 6 mesi dalla comparsa dei primi sintomi l'infiammazione articolare continua ad interessare 4 o meno articolazioni complessivamente, si tratterà di un'Artrite idiopatica giovanile oligoarticolare persistente; altrimenti, se dopo i primi 6 mesi vengono interessate nel tempo 5 o più articolazioni, si parlerà di Artrite idiopatica giovanile oligoarticolare estesa.

QUALI SONO LE SUE PECULIARITÀ

- L'esordio è quasi sempre prima dei 6 anni;
- È molto più frequente nelle femmine;
- È tipica l'artrite delle ginocchia e caviglie;
- In più della metà dei casi gli anticorpi antinucleo (ANA) sono positivi;
- È la forma di Artrite idiopatica giovanile in cui si osserva più spesso un coinvolgimento  oculare, anch'esso infiammatorio cronico, che non dà sintomi nelle  fasi iniziali: l'uveite anteriore o iridociclite cronica.

QUALI SONO I SINTOMI
L'inizio è spesso lento con comparsa progressiva di gonfiore (tumefazione) articolare, con poco o nessun dolore. Spesso è presente zoppia soprattutto al mattino, al risveglio, che tende a migliorare progressivamente con il movimento e può scomparire durante la giornata.
È sempre opportuno far visitare il/la bimbo/a dal proprio pediatra per un'accurata raccolta di informazioni precedenti la comparsa della sintomatologia e un esame generale completo: infatti, alcune forme di artrite in età pediatrica si associano o compaiono dopo un evento infettivo anche non grave e regrediscono in pochi giorni o settimane. Queste forme, che sono transitorie (guariscono in pochi giorni o settimane), non rientrano nell'Artrite idiopatica giovanile e vengono indicate con il termine di artriti para- o post-infettive.
In presenza di sintomatologia persistente è utile fare riferimento a un reumatologo pediatra anche se gli inziali accertamenti elencati qui sotto possono essere prescritti dal pediatra curante.

COME SI FA LA DIAGNOSI
Nel dubbio di un trauma accidentale viene spesso eseguita una radiografia dell'articolazione interessata, che consente di escludere fratture o alterazioni ossee.
Alcuni esami del sangue sono utili all'inizio: emocromo, VES e PCR (indici di infiammazione del sangue), la funzione epatica e renale, l'esame delle urine. Lo screening per la tubercolosi (intradermoreazione alla tubercolina secondo Mantoux, oppure il test di linfostimolazione o IGRA) deve sempre essere eseguito nei casi di monoartrite persistente. In seguito, alcuni esami ematochimici andranno eseguiti periodicamente per il controllo dei possibili effetti collaterali delle eventuali terapie in atto. Tra gli esami che consentono di caratterizzare meglio l'Artrite idiopatica giovanile, in presenza di un sospetto diagnostico molto forte, sono gli anticorpi antinucleo (ANA).
È utile una ecografia articolare eseguita da medici esperti dell'apparato muscolo-scheletrico del bambino che permette di evidenziare un ispessimento infiammatorio del tessuto che riveste le articolazioni (sinovia) e la presenza di versamento articolare. Al contrario, una risonanza magnetica nucleare articolare non è di solito utile quando l'Artrite idiopatica giovanile è nelle prime fasi, ma può essere indicata in alcune fasi del decorso e solo in mani esperte.
Infine, l'esame della camera anteriore dell'occhio con lampada a fessura potrà rivelare la presenza di un concomitante interessamento infiammatorio in quella porzione dell'occhio chiamata uvea; dovrà essere ripetuto ogni 3-4 mesi nei/nelle bimbi/e con Artrite idiopatica giovanile e ANA positivi, e ogni 6-12 mesi in quelli con ANA negativi.

COME SI CURA
Possono essere utilizzati all'inizio farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) per via orale per ridurre la rigidità articolare e la zoppia. Si procede rapidamente con l'iniezione intraarticolare di glucocorticoidi a lento rilascio, in anestesia locale o in sedazione in base all'età e alla collaborazione del/della bambino/a.
In caso di coinvolgimento di due o più articolazioni si utilizza il methotrexate o, come seconda scelta, altri farmaci cosiddetti DMARDs (Disease Modifying Anti-Rheumatic Drugs). Qualora non vi sia una risposta adeguata o l'interessamento articolare si estendesse a dispetto delle precedenti terapie, si considera di ricorrere a farmaci biologici che neutralizzano in maniera specifica un mediatore della infiammazione (per esempio: Etanercept, Tocilizumab, Adalimumab).
In tutti i casi è molto importante mantenere la funzionalità articolare, praticando regolarmente attività fisica e/o fisioterapia mirata. Inoltre, un'adeguata alimentazione e il rispetto del ritmo sonno/veglia forniscono al corpo le energie necessarie per contrastare l'artrite e le sue implicazioni.
Per il coinvolgimento oculare o la compresenza di altre malattie deve essere seguita una terapia specifica concordata con lo specialista (in prima istanza nell'uveite cronica: cortisonici locali e midriatici, vale a dire farmaci capaci di provocare dilatazione della pupilla).

QUALITÀ DI VITA E PROGNOSI
In genere, l'interessamento di poche articolazioni che si osserva nell'Artrite idiopatica giovanile oligoarticolare consente una qualità di vita molto buona, in particolare dei pazienti in cui la terapia con FANS e le iniezioni intraarticolari di glucocorticoidi a lento rilascio sono sufficienti a mantenere la remissione dell'artrite. La presenza di episodi ricorrenti di uveite anteriore o l'estensione/persistenza dell'artrite possono rendere necessari controlli più frequenti e un'intensificazione della terapia. Per ottenere anche in questi casi un buon controllo e una buona qualità di vita sono fondamentali la regolarità nei controlli, l'adesione alla terapia proposta, la condivisione con l'equipe di Reumatologia Pediatrica dei propri dubbi e delle proprie difficoltà. Comunque, la maggioranza dei bambini con Artrite idiopatica giovanile oligoarticolare raggiunge una remissione persistente di malattia.


a cura di: Fabrizio de Benedetti, Silvia Magni Manzoni
Unità Operativa di Reumatologia
In collaborazione con: