Bambini e sport invernali

Lo sci e lo snowboard hanno numerosi aspetti positivi per la crescita dei bambini. E permettono di entrare in contatto con la natura e imparare a rispettarla
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05 febbraio 2020


CHE COSA SONO

Gli sport invernali rappresentano un momento di divertimento, di svago, ma anche di liberazione. Grazie alle attività sportive legate alla montagna si entra in contatto con la natura, vista da un'altra prospettiva rispetto a quella a cui ci siamo abituati durante le vacanze estive.
Se è vero che il mare fa bene ai bambini, ciò è altrettanto vero per la montagna, e non solo per il fisico e per la mente. Il bambino impara a conoscere e a rispettare un ambiente diverso e il rispetto parte proprio dalla conoscenza di alcune regole fondamentali per prevenire gli incidenti e i traumi.

QUANDO E COME AVVICINARSI ALLO SCI
Quanto all'età, si consiglia di iniziare la pratica degli sport invernali non prima dei 4 anni, età ottimale per la discesa sugli sci. Tra i 6 e gli 8 anni, via libera allo snowboard mentre è preferibile posticipare l'inizio dello sci di fondo dopo i 10-12 anni poiché richiede più forza e resistenza fisica.
È sempre preferibile che il bambino frequenti una scuola di sci per favorire le relazioni di gruppo e per impostare una tecnica corretta fin dall'inizio.
Meglio che i genitori evitino di improvvisarsi maestri di sci, a meno che non abbiano un livello di preparazione adeguato. I maestri sono preparati a insegnare e sanno adeguarsi alla fascia d'età del bambino.
Sanno come occuparsi dell'apprendimento, della tecnica e del benessere psicologico del bambino. Soprattutto, conoscono perfettamente le piste.
Iniziare vuol dire apprendere tecniche che riducono il rischio di cadute traumatiche con conseguenze talvolta anche a livello psicologico: il bambino che si spaventa per una caduta, anche se banale, avrà più difficoltà a proseguire nel corso degli anni.

QUALI VISITE MEDICHE EFFETTUARE
A differenza della pratica agonistica, che richiede gli accertamenti previsti dalla legge da parte di uno specialista in Medicina dello Sport, andare in settimana bianca non richiede nessuna visita medica preventiva. È tuttavia opportuno che il pediatra curante si accerti della buona salute generale del bambino. 

QUALI SONO I VANTAGGI
Lo sci presenta numerosi aspetti positivi per la crescita del bambino. Prima di tutto, bambino e famiglia possono respirare per alcuni giorni un'aria che non è inquinata. Il bambino ha anche l'opportunità di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, di sensazioni e di schemi motori. 

COME PREPARARSI ALLO SCI
La pratica dello sci richiede una preparazione atletica e muscolare, tecnica e personalizzata. Richiede inoltre un'intensa concentrazione.
Lo sci alpino è uno sport faticoso, che necessita di una preparazione adeguata, anche in considerazione della possibilità di affrontare situazioni climatiche disagevoli. Senza alcuna distinzione tra adulti e bambini è quindi opportuno arrivare in vacanza con una discreta preparazione fisica, soprattutto a livello di coordinazione motoria, flessibilità articolare e resistenza. Queste qualità andrebbero allenate con costanza nel corso dell'anno ma sarebbe auspicabile impegnarsi almeno per 15-20 giorni prima di iniziare la vacanza. Tuttavia, per i più piccoli non vi è indicazione ad allenamenti di forza.
Prima di indossare gli sci è importante:

- Fare una colazione ricca di zuccheri evitando cibi troppo grassi che potrebbero rallentare la digestione;
- Bere adeguatamente e regolarmente: sebbene la sete possa diminuire quando fa freddo, le basse temperature e il vento tendono a far disperdere i liquidi che vanno assolutamente reintegrati;
- Preparare i muscoli attraverso un'attività di riscaldamento e di stretching di qualche minuto, ripetendo gli esercizi dopo le pause lunghe di riposo con conseguente raffreddamento della muscolatura.

QUALI SONO I TRAUMI PIÙ FREQUENTI
I traumi più frequenti sono le fratture e le distorsioni delle articolazioni, soprattutto degli arti inferiori per gli sciatori e degli arti superiori per gli snowboarders.
Alla base di tutto, per lo sci come per gli altri sport, ricordare sempre:

- Le regole di precedenza;
- La prudenza;
- Di indossare il casco, obbligatorio per i minori di 18 anni e altamente consigliato per gli adulti.

QUANTE ORE SI POSSONO DEDICARE ALLO SCI
Dipende dalla fascia di età e dalla preparazione fisica del bambino. Alla lezione di sci, quando il bambino avrà acquisito la sicurezza e la competenza necessarie, si potranno aggiungere le discese con mamma e papà per condividere il divertimento di uno sport che in genere appassiona tutta la famiglia.
Anche se le capacità di resistenza di un bambino sono notevoli, fare attenzione che non sia stanco. Un bambino stanco, può avere più facilmente difficoltà nel controllo degli sci, cadere, farsi del male e, se non adeguatamente coperto, andare incontro a un abbassamento della temperatura corporea (ipotermia).
In ogni caso la regola fondamentale è non forzare il bambino e adeguarsi al suo livello.

COME PROTEGGERE IL BAMBINO
Sulle piste da sci è assolutamente necessario proteggere gli occhi dei bambini dai raggi ultravioletti A e B. È raccomandabile quindi l'uso degli occhiali da sole con filtri protettivi per raggi UVA e UVB.
Si raccomanda l'acquisto di occhiali da sole sicuri, progettati nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza stabiliti dalla direttiva comunitaria 89/686/CEE, che salvaguardino gli occhi dall'azione lesiva dei raggi solari. Pertanto è preferibile acquistare gli occhiali e le mascherine da sci da un ottico, o da un rivenditore autorizzato. Obbligatorio l'uso degli occhiali soprattutto per i bambini con congiuntivite allergica, che sono più sensibili ai raggi solari.
Anche l'esposizione al sole della pelle è più rischiosa nei mesi invernali che in quelli estivi. L'alta quota riesce a filtrare meno i raggi ultravioletti del sole e la fotoprotezione diventa essenziale. Va applicata più volte al giorno una crema solare con adeguato fattore di protezione solare (SPF) e possibilmente protezione totale anche tramite applicazione di apposite creme in stick sulle zone più esposte (intorno agli occhi, sul naso, sulle labbra e sulle guance).
La presenza di nuvole non basta a fare da filtro: in caso di cielo coperto è comunque opportuno mantenere tutte le misure di protezione previste per le giornate serene.
Altri accorgimenti utili per proteggere il bambino:

- Non eccedere nella velocità;
- Rispettare il proprio livello di preparazione;
- Rispettare i tempi di recupero per non arrivare troppo stanchi, soprattutto nelle ore pomeridiane;
- Se la stanchezza si fa sentire rinunciare all'ultima discesa: dopo una notte di riposo sarà tutto più semplice e divertente;
- Evitare i fuori pista.

È bene comunque, insieme ai ragazzi, leggere le Norme in materia di sicurezza nella pratica dello sci, proposto dalla Federazione Internazionale sci e discuterne insieme, spiegando perché lo sci, come qualsiasi sport, richiede disciplina, prudenza, rispetto per la montagna e per tutti coloro che la frequentano.

DOPO LO SCI
Al momento del ritorno in città, non vanificare la settimana trascorsa in un clima tonificante e stimolante, ma cogliere ogni occasione per praticare attività fisica all'aperto, come la corsa nei parchi, le passeggiate in bicicletta, le partite di tennis, di calcetto e tutti gli sport che si praticano all'aperto.

IN CASO DI ASMA
Se il bambino è affetto da asma, è preferibile lo sci di fondo per le sue caratteristiche di impegno di grandi masse muscolari e di cura della coordinazione tra respiro e sforzo. Lo sci alpino prevede sforzi di durata non prolungata e ha quindi un basso rischio di provocare asma da sforzo. Quest'ultima può incrementare invece con l'inalazione di aria fredda a quote superiori ai 1500 metri di altezza.
Una volta che l'asma da sforzo sia stata correttamente diagnosticata, è necessario prevenirla. Dopo un adeguato addestramento a bambini e genitori sulle tecniche di inalazione, i piccoli potranno ricorrere all'utilizzo di spray adatti - spray a base di salbutamolo - mezz'ora prima dell'inizio dell'attività.
È essenziale saper usare correttamente il distanziatore per ottimizzare l'inalazione del farmaco e di conseguenza per rendere possibile  la pratica dello sci senza correre il rischio dell'asma da sforzo.


a cura di: Giulia Cafiero, Attilio Turchetta
Unità Operativa di Medicina dello Sport
in collaborazione con: