Calazio

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11 dicembre 2017

CHE COSA È?

Si tratta di una infiammazione cronica di una delle ghiandole congiuntivali che producono sebo – lo strato oleoso delle lacrime - e che sono presenti nello spessore della palpebra (ghiandole di Meibomio). L'infiammazione di queste ghiandole porta al rigonfiamento delle stesse e della palpebra circostante. Spesso è possibile curare il calazio con applicazione locale o somministrazione per via generale di antibiotici e di steroidi. Ma in alcuni casi la terapia medica non ha successo o non riesce ad evitare la comparsa di complicanze. In questi casi è necessario ricorrere all'asportazione del calazio per via chirurgica. 
 

L'INTERVENTO CHIRURGICO

L'intervento viene effettuato in anestesia generale nei bambini per l'assenza di collaborazione dei piccoli pazienti e consiste nell'incisione del tessuto palpebrale e nell'asportazione e pulizia della ghiandola infiammata; quasi sempre è necessario apporre punti di sutura riassorbibili.  Dopo l'intervento l'occhio viene bendato fino al giorno successivo quando sarà effettuata dall'oculista la medicazione. L'intervento di rimozione del calazio non è sempre definitivo perché la patologia può recidivare
 

MANCATO INTERVENTO

La mancata asportazione del calazio, oltre all'inestetismo, comporta la presenza di un focolaio infettivo con le possibili complicazioni ad esso legate.
 

LE COMPLICANZE

Trattandosi di un intervento chirurgico sono possibili complicanze intra e post-operatorie.

1) Complicanze intraoperatorie gravi sono: 

lesioni palpebrali (rarissima)

meno gravi: 

emorragia palpebrale 

asportazione incompleta del calazio con necessità di reintervento.

2) Complicanze postoperatorie gravi:

• cicatrice palpebrale

meno gravi:

• emorragia palpebrale


a cura di: Prof. Luca Buzzonetti, Dott.ssa Paola Valente
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute