Calcolosi urinaria in età pediatrica

Consiste nella formazione di calcoli nelle vie urinarie. A causa delle diverse abitudini alimentari e per l'incremento dell'obesità, l'incidenza della calcolosi in età pediatrica è aumentata del 20%
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19 febbraio 2018


CHE COS'È

La calcolosi urinaria o urolitiasi consiste nella formazione di calcoli nelle vie urinarie.
A differenza dell'adulto, la localizzazione dei calcoli è prevalentemente renale e la percentuale di recidiva è 5 volte maggiore in quanto associata il più delle volte ad alterazioni metaboliche quali ad esempio la cistinuria o l'ossaluria e altre malattie genetiche. Negli ultimi dieci anni l'incidenza della calcolosi reno-ureterale in età pediatrica è aumentata di circa il 20% probabilmente per le diverse abitudini alimentari e per l'incremento dell'obesità. 

QUALI SONO LE CAUSE
La maggioranza dei calcoli sono formati da ossalato di calcio e fosfato di calcio. Più raramente sono formati da cistina (cistinuria) o da acido urico. Il calcolo è una massa dura che si sviluppa da cristalli che prendono origine dalle urine e si accrescono già all'interno dei tubuli renali (strutture intrarenali). In molti casi la patologia si presenta come un problema isolato ma in casi meno frequenti - circa l'1-2% - può essere causato da patologie malformative delle vie urinarie. 

QUALI SONO I SINTOMI
Rispetto al paziente adulto, i sintomi con i quali la patologia può manifestarsi sono differenti e sono spesso legate all'età del bambino. In alcuni casi la diagnosi è occasionale, ad esempio a seguito di una ecografia dell'addome eseguita per altre indicazioni quali dolori addominali ricorrenti, sospette infezioni delle vie urinarie o semplicemente a seguito di una ecografia di controllo. In altre situazioni l'unico sintomo è rappresentato dalla presenza di sangue più o meno abbondante nelle urine: la cosiddetta ematuria. Nei bambini più grandi il sintomo è spesso più chiaro e si manifesta con quella che viene denominata colica reno-ureterale: dolore acuto al fianco che si irradia verso l'inguine, molto intenso, può essere associato a nausea, vomito e malessere generale. 

COME SI FA LA DIAGNOSI

- Il riconoscimento dei sintomi rappresenta il primo passo verso la diagnosi;
L'Ecografia renale e vescicale è lo strumento diagnostico di prima scelta a volte suggerito in maniera perspicace dal curante di base;
La radiografia diretta dell'addome con adeguata preparazione intestinale può rappresentare il passo successivo: rappresenta uno step successivo su indicazione dello specialista urologo;
- La TC apparato urinario senza mezzo di contrasto rappresenta l'accertamento più completo ed è sempre eseguito a seguito di indicazione dello specialista urologo soprattutto nei casi di calcolosi complesse precedentemente valutate ecograficamente (i multiple o che coinvolgono buona parte della via escretrice del rene, sospetti calcoli ureterali non visualizzati all'esame ecografico o all'RX diretta addome). 

COME SI CURA
Nei casi di calcolosi di dimensioni esigue (microlitiasi) anche multiple (2-3 mm) è consigliabile un attento monitoraggio, prescrizione di terapia medica con integratori a base di citrato di potassio e abbondante idratazione. Nei casi in cui è necessario un trattamento più incisivo, la scelta della tecnica appropriata per il trattamento della calcolosi dipende dalla composizione e dalle dimensioni dei calcoli, dalla loro posizione e dalla anatomia delle vie urinarie. 

La litotrissia extracorporea (ESWL Extracorporeal Shock Wave Lithotripsy) 

 

È indicata in casi selezionati che presentano calcoli singoli di dimensioni intorno a 1 cm. Consiste nell'impiego di un apparecchio in grado di generare onde d'urto acustiche ad alta energia e di focalizzarle sul calcolo che viene così frantumato. I frammenti, di piccole dimensioni, vengono espulsi con le urine. 

La ureterolitotrissia endoscopica [(RIRS: Retrograde IntraRenal Surgery)] 

 

È la più indicata per calcoli presente nell' uretere lombare e pelvico con calcoli di dimensioni non superiori ai 2 cm in bambini che hanno un'età superiore ai 2-3 anni. Si introduce una sonda endoscopica denominata "ureterorenoscopio" dapprima nell'uretra, poi nella vescica e si risale quindi lungo l'uretere fino al calcolo. Con un apposito laser si frantuma il calcolo e i frammenti vengono raccolti ed estratti per mezzo di appositi "cestelli". La tecnica richiede strumenti delicati e una non indifferente manualità ed esperienza. Negli ultimi 10 anni con l'avvento degli ureteroscopi flessibili, tale tecnica ha raggiunto livelli di eccellenza. 

La nefrolitototrissia percutanea [(PCNL: PerCutaneous NephroLithotomy) 

Per alcune forme di calcolosi renale, specialmente per le forme a stampo e multiple (calcoli di cistina, calcoli a stampo del gruppo caliceale inferiore o con diametro tra i 2 e 3 cm) la procedura terapeutica migliore è rappresentata dalla nefrolitototrissia percutanea (PCNL). 

La nefrolitotrissia Micropercutanea (Micro-Perc).
All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è possibile polverizzare i calcoli renali di dimensioni massime di 2 cm con una "puntura" del rene attraverso un ago di piccolo calibro con un canale operativo di 4,8 Fr. Si chiama "Micro-perc" la nuova tecnica mini-invasiva, sperimentata con successo per la prima volta su una bambina di 4 anni con una calcolo pielico di 18 mm. Il calcolo viene frammentato mediante una microfibra laser introdotta nel canale operativo insieme a una microcamera che ne permette l'osservazione. 

COME SI PREVIENE
La prevenzione è soprattutto indicata nei bambini che hanno una familiarità di primo grado (madre, padre, fratelli, nonni). Si cerca soprattutto di dare corrette indicazioni ai genitori e al pediatra di base riguardo un adeguato apporto idrico, una dieta iposodica, normocalorica, normoproteica da prescrivere fin dallo svezzamento.   

QUAL È LA PROGNOSI
Nei casi in cui vi è una diagnosi precoce della patologia la prognosi è favorevole. Nei casi in cui la diagnosi viene posta in ritardo per assenza di sintomi e la patologia provoca un quadro ostruttivo della via escretrice con sofferenza renale, la prognosi può essere severa anche con perdita funzionale grave del rene. Si tratta, fortunatamente, di casi con una incidenza molto bassa (1-2%).


a cura di: Giuseppe Collura, Michele Innocenzi, Mauro De Dominicis
illustrazioni di: Giuseppe Collura, Michele Innocenzi, Mauro De Dominicis
Unità operativa di Chirurgia Urologica e Radiologia e Bioimaging
In collaborazione con: