Cheratoplastica lamellare

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08 gennaio 2018

CHE COS'E' LA CORNEA E L' INTERVENTO CHIRURGICO DI CHERATOPLASTICA LAMELLARE

La cornea è la piccola membrana trasparente, posta davanti all'iride, che costituisce la porzione anteriore del bulbo oculare; ha lo scopo di far passare le immagini all'interno dell'occhio e di focalizzarle sulla retina. Quando la cornea perde la sua trasparenza o diventa fortemente irregolare, le immagini che vediamo non possono essere più messe a fuoco correttamente sulla retina; se le terapie mediche non risolvono il problema, è necessario sostituire la cornea mediante l'intervento chirurgico di trapianto di uno strato più o meno profondo di cornea, detto anche cheratoplastica (cherato= cornea). 

Consiste in un'asportazione parziale di tessuto corneale superficiale con laser o con strumenti chirurgici, e inserimento di una lamella corneale di donatore che viene suturata alla restante cornea ospite. Il tessuto corneale da impiantare proviene dalla Banca degli Occhi ed è accompagnato da un certificato che ne attesta la provenienza e l'assenza di patologie corneali trasmissibili. 

L'intervento viene effettuato anche in età pediatrica in quelle patologie in cui c'è una compromissione dello strato corneale più superficiale senza interessamento dello strato più interno chiamato endotelio (cheratocono negli stadi non avanzati, opacità corneali superficiali). L'intervento viene effettuato in anestesia generale nei bambini per l'assenza di collaborazione legata all'età.

TECNICHE ALTERNATIVE

Trapianto perforante o cheratoplastica perforante; è indicato quando i danni corneali sono più profondi o se le patologie che deformano la cornea sono nella loro fase più avanzata; lenti a contatto possono correggere il difetto creato dalla modificata architettura della cornea nelle fasi iniziali ma non risolvono le opacità della cornea.

MANCATO INTERVENTO

Non esistono alternative mediche efficaci e l'intervento ha lo scopo di restaurare la funzione visiva alterata dalla ridotta trasparenza corneale, migliorare l'acuità visiva ridotta dalla abnorme curvatura della superficie corneale quando essa non sia più correggibile con lenti a contatto od altri mezzi, ricostruire un tessuto di spessore normale quando la cornea sia assottigliata. 

LE COMPLICANZE

Per quanto standardizzata e seguita da soddisfacenti risultati, l'operazione di trapianto lamellare di cornea non sfugge alla regola generale, secondo la quale non esiste una chirurgia senza rischi. Non è dunque possibile all'oculista garantire in modo formale il successo dell'intervento né l'assenza di complicanze. La possibilità di complicazioni è in funzione della patologia oculare pre-operatoria e delle condizioni chirurgiche cliniche generali. Se la patologia è limitata alla cornea e non è di grave entità, i rischi sono bassi, mentre se vi sono anche altre patologie oculari, o l'occhio è stato precedentemente operato, i rischi aumentano.

Trattandosi di un intervento chirurgico, sono possibili complicanze preoperatorie, intra e postoperatorie cioè che si verificano prima, durante o dopo l'operazione. 

Dopo il trapianto di cornea esiste sempre il rischio di rigetto (cioè la cornea del donatore non viene accettata dal ricevente), maggiormente nei pazienti di età inferiore ai 5 anni, ciò può essere controllabile con terapie mediche a base di cortisonici. Questo rischio è sempre presente in una cornea trapiantata anche se si riduce con il passare del tempo.

Quando si verifica il rigetto, una terapia tempestiva ed eseguita correttamente riesce, nella maggioranza dei casi, a risolvere l'episodio. Se la terapia medica non risolve l'episodio di rigetto, la cornea diventa opaca ed è necessario effettuare un altro intervento di trapianto di cornea.

Il rigetto si manifesta con un arrossamento dell'occhio e spesso, ma non sempre, con un appannamento della vista. La guarigione è condizionata dalla tempestività con cui si instaura la terapia. Poiché talvolta la sintomatologia non è evidente, è di fondamentale importanza effettuare le visite di controllo periodiche prescritte dall'oculista o, comunque, ricorrere ad una visita in caso di disturbi visivi.


a cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
Unità Operativa di Oculistica
In collaborazione con: