Colangio-Pancreatografia Retrograda Endoscopica (CPRE)

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02 ottobre 2018

CHE COSA E' 

La colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (CPRE) è una procedura endoscopica specialistica che viene utilizzata per la diagnosi e la cura delle malattie dei dotti biliari e del pancreas

I dotti biliari sono piccoli canali all'interno del fegato che portano all'intestino la bile prodotta dal fegato durante i processi digestivi; i dotti pancreatici portano dal pancreas le secrezioni ricche di enzimi necessari per la digestione degli alimenti; i dotti biliari e pancreatici sboccano insieme nel duodeno attraverso un'apertura chiamata papilla (di Vater). 

COME SI ESEGUE

L'esame viene effettuato in camera operatoria con ausilio della radiologia (scopia) che guida la procedura endoscopica. 

Il piccolo paziente viene sottoposto ad anestesia generale attraverso la somministrazione endovenosa di un anestetico e intubazione. Il medico anestesista controlla le condizioni generali del paziente durante tutta la procedura. 

L'esame consiste nell'introdurre un tubo flessibile (endoscopio) del diametro di poco superiore a un centimetro attraverso la bocca, lungo l'esofago e lo stomaco, fino a raggiungere il duodeno dove sbocca la papilla. 

Mediante delle minute cannule introdotte nell'endoscopio, si passa attraverso lo sbocco della papilla e si inietta del mezzo di contrasto che, mediante la radiografia, ci permette di visualizzare le vie biliari e pancreatiche.  

Se necessario e in base alla patologia bilio-pancreatica già dimostrata o riscontrata durante l'esame diagnostico, può esserci indicazione ad allargare lo sbocco della papilla con un particolare bisturi elettrico, senza che questi provochi alcun fastidio o dolore, ed eseguire quindi la "sfinterotomia endoscopica" che consiste nel taglio del muscolo che circonda lo sbocco dei dotti, così da rendere più agevole il passaggio della bile dalle vie biliari all'intestino. Questo taglio viene effettuato internamente con uno strumento dotato di un filo metallico attraverso cui passa una corrente di energia ad alta frequenza (lo sfinterotomo).

Ciò permette di eseguire oltre alla colangio-pancreatografia diagnostica, anche eventuali manovre terapeutiche come l'asportazione di calcoli biliari e/o pancreatici e il posizionamento di stent (protesi) per superare eventuali stenosi dei dotti bilio-pancreatici e permettere lo scarico dei succhi biliari e/o pancreatici ristagnanti. 

PERCHE' SI ESEGUE 

E' una delle procedure più precise per lo studio delle malattie che interessano i dotti biliari e pancreatici, in quanto consente la visualizzazione diretta, attraverso l'introduzione di un mezzo di contrasto radiopaco. Le immagini radiologiche che si ottengono sono di maggior qualità e più dettagliate di quanto è possibile ottenere con qualsiasi altra procedura. 

In caso di ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), la CPRE consente di diagnosticare eventuali ostruzioni dei dotti biliari e pancreatici che possono richiedere un trattamento immediato come, per esempio, la presenza di calcoli che possono essere estratti con particolari strumenti endoscopici (cestello o palloncino). 

Nel caso la radiografia dimostri un restringimento (stenosi) dei dotti, può essere inserito all'interno dei dotti stessi un piccolo tubo di plastica o di metallo (endoprotesi) che permetterà il costante drenaggio nell'intestino. Queste endoprotesi possono essere lasciate in sede per periodi variabili da 1 a 12 mesi e possono venire sostituite con le medesime modalità.

La CPRE è utile anche in pazienti non itterici, ma i cui sintomi o gli esami di laboratorio e radiologici suggeriscano la possibilità di una patologia dei canali biliari e pancreatici. 

QUALI SONO LE COMPLICANZE 

La CPRE è una procedura generalmente ben tollerata, ma come per tutti gli esami strumentali invasivi esistono dei limiti e alcune possibili complicanze. 

In alcuni casi l'esame potrebbe non riuscire per situazioni anatomiche (dopo interventi chirurgici sullo stomaco o sull'intestino) e/o in situazioni patologiche che non consentono all'endoscopio di risalire fino al duodeno  oppure, giunti sino alla papilla, di poter incannulare e quindi visualizzare i dotti biliari e pancreatici. 

Le complicanze più frequenti sono: la pancreatite acuta, l'infezione delle vie biliari (colangite), l'emorragia della papilla, la perforazione intestinale, per le quali sono possibili delle terapie.

La pancreatite acuta post CPRE è quella più frequente ed è in relazione a particolari fattori di rischio, legati sia al paziente che al tipo di trattamento effettuato.

I rischi tuttavia, variano a seconda del tipo di procedura effettuata, da quello che viene trovato durante la procedura stessa, dal tipo di trattamento che viene effettuato e dalle problematiche generali di salute del paziente. 

Altre possibili complicanze possono essere dovute ai farmaci necessari per l'esecuzione dell'esame (sedativi, antispastici, antidolorifici, mezzo di contrasto). 

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i disturbi post CPRE si limitano a un modesto dolore addominale con un aumento più o meno elevato delle amilasi (enzima pancreatico), che si risolve solitamente in 24-48 ore. 


a cura di: Simona Faraci
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