Disabilità Intellettiva

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11 aprile 2018

CHE COSA È?

Con il termine Disabilità intellettiva si fa riferimento ad una condizione clinica caratterizzata da limitazioni sia nel funzionamento intellettivo che nel comportamento adattivo, che insorgono in età pediatrica e che si manifestano nelle abilità concettualisociali e pratiche (American Association on intellectual and developmental disabilities, 2010). Il comportamento adattivo è l'insieme delle abilità concettuali, sociali e pratiche che si imparano per funzionare nella vita di tutti i giorni.

QUANTO È FREQUENTE?

La frequenza della Disabilità Intellettiva è stimata intorno all'1%. Comunque, studi diversi hanno riportato tassi diversi a seconda delle definizioni utilizzate, dei metodi di valutazione, e della popolazione studiata. La frequenza nei paesi industrializzati si calcola tra l'1 e il 3 % della popolazione, con maggior frequenza nel sesso maschile: rapporto maschi femmine da 1,3:1 a 1,9:1  

QUALI SONO LE CAUSE 

Secondo la Consensus Conference dell'American College of Medical Genetics (1995) la causa della disabilità intellettiva è determinabile solo nel 40-60% dei casi:

Cause genetiche (5-10%): cromosomopatie, altri disordini genetici ereditari ed errori congeniti del metabolismo.

Cause acquisite (45%): pre-natali (infezioni da rosolia, citomegalovirus, toxoplasma, HIV, malformazioni congenite del sistema nervoso centrale, malnutrizione materna, tossicità in gravidanza da uso di tabacco, alcool, farmaci e droghe. Peri-natali (traumi o asfissia, ad esempio per grave prematurità. Post-natali (traumi, incidenti vascolari, infezioni o tumori).

Fattori psicosociali (15-20%): deprivazione sociale, ridotta stimolazione socio-affettiva ed altre cause.

Si stima che gran parte di casi con disabilità intellettiva in cui la causa non è determinabile possa essere riconducibile ad anomalie genetiche non identificabili sulla base delle conoscenze attuali.

COME SI MANIFESTA 

1. Deficit delle funzioni intellettive (ragionamento, risoluzione di problemi, pensiero astratto, apprendimento scolastico e apprendimento dall'esperienza) confermato sia dalla valutazione clinica che mediante l'impiego di test di intelligenza individuale.

2. Deficit nel funzionamento adattivo che consiste in un mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socioculturali per l'indipendenza personale e la responsabilità sociale. Senza supporto continuativo i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, quali la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita indipendente, in ambiti diversi, come la casa, la scuola, il lavoro e la comunità.

3. I deficit intellettivi e adattivi insorgono in età pediatrica (prima dei 18 anni).

COME SI CURA  

I ragazzi con disabilità intellettiva, generalmente, hanno un'età mentale inferiore a 13 anni, e perlopiù non acquisiscono il pensiero logico/astratto come normalmente avviene in adolescenza. Pertanto il trattamento deve essere rivolto al raggiungimento di un livello di autosufficienza in età adulta e non deve essere focalizzato a tutti i costi sull'evoluzione delle competenze scolastiche, come spesso accade.

I trattamenti che vengono più frequentemente utilizzati in caso di disabilità intellettiva sono:

Il trattamento logopedico e psicomotorio: soprattutto nei primi anni di vita.

Il trattamento occupazionale: soprattutto dopo gli 8-10 anni di vita.

La comunicazione aumentativa (modalità di comunicazione utilizzata quando una persona non può parlare abbastanza chiaramente da essere capita da quelli che la circondano), comunicazione alternativa o linguaggio dei segni se è presente un deficit linguistico con maggior compromissione  nella produzionedel linguaggio stesso.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale e terapia farmacologica (neurolettici atipici, SSRI vale a dire Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina  ed altri ancora) se la disabilità intellettiva è presente in associazione con un disturbo psichiatrico.


a cura di: Paolo Alfieri
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza
In collaborazione con: