Infezione da HIV

Il virus dell'immunodeficienza umana causa un'infezione che, se non trattata, provoca la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) 

L'HIV, o Virus dell'Immunodeficienza Umana, è il nome di un virus che aggredisce vari tipi di cellule che difendono l'organismo contro le infezioni. Quando il virus penetra nell'organismo si sviluppano gli anticorpi contro l'HIV e la persona diventa sieropositiva. Essere sieropositivi significa pertanto essere entrati in contatto con il virus.
Quando il paziente sieropositivo, dopo un periodo variabile di anni, comincia a manifestare infezioni opportunistiche, cioè infezioni non comuni e/o tumori: si verifica la condizione di Malattia Conclamata o AIDS.
La trasmissione del virus avviene principalmente attraverso le seguenti modalità:

  • Rapporti sessuali;
  • Scambio di siringhe o trasfusioni;
  • Da mamma a figlio (durante la gravidanza, al momento del parto o attraverso l'allattamento al seno).

Tutti i neonati da donna sieropositiva hanno nel sangue gli anticorpi anti HIV della madre che hanno attraversato la placenta (processo fisiologico). Se le donne sieropositive in gravidanza effettuano trattamenti specifici, nella maggior parte dei casi, i bambini non contraggono il virus e gli anticorpi materni scompaiono a 12 - 18 mesi di vita (bambini sieronegativizzati).

Il virus HIV ha una sopravvivenza limitata al di fuori dell'organismo umano. Le misure igieniche da adottare sono quelle universali necessarie ad evitare la trasmissione di tutte le altre infezioni (Epatite B, Epatite C, Cytomegalovirus, etc.).
Si consiglia pertanto di:

  • Usare guanti monouso ogni volta che ci si trova a contatto con sangue od altro materiale biologico in cui vi siano tracce di sangue;
  • Trattare tutte le ferite asetticamente con disinfettante;
  • Non usare lo stesso spazzolino da denti, lo stesso rasoio, lametta, aghi utilizzati in precedenza da soggetti infetti;
  • Utilizzare candeggina per pulire utensili, pavimenti o altre superfici su cui sia caduto sangue o altro materiale biologico.

Numerosi studi hanno dimostrato che la trasmissione del virus non si verifica né partecipando a normali attività scolastiche o ricreative, né attraverso scambi affettivi quali baci, abbracci e carezze.
Il virus non si trasmette attraverso:

  • Uso comune di bagni;
  • Uso comune di posate, piatti o bicchieri;
  • Uso comune di palestre o piscine;
  • Convivenza scolastica;
  • Altre situazioni di vita comune (giocare insieme etc);
  • Punture di insetti;
  • Morsi;
  • Saliva, lacrime e sudore;
  • Dormendo nello stesso letto;
  • Il cambio del pannolino al bambino;
  • Manifestazioni affettive.

"L'accertata infezione da HIV non può costituire motivo di discriminazione, in particolare per l'iscrizione alla scuola, per lo svolgimento di attività sportive, per l'accesso o il mantenimento di posti di lavoro" (Art. 5 L.135/90).

Se si ritiene di essere venuti a contatto con il virus è opportuno effettuare esami specifici: ricerca anticorpi anti HIV, Test ELISA; questa indagine non permette però una diagnosi di certezza, in quanto l'organismo può impiegare anche mesi per formare questi anticorpi (periodo finestra).
In aggiunta, solo in centri specializzati è possibile effettuare esami che permettono di isolare il virus anche all'inizio dell'infezione: Test HIV-RNA metodica PCR (questo esame è positivo solo nei soggetti che hanno contratto il virus).

Attualmente sono disponibili in America, Europa e Italia sia per adulti che per bambini infetti 13 diversi farmaci da usare in combinazione tutti i giorni. L'uso di queste terapie consente di tenere a bada il virus, riducendo al minimo la sua replicazione nelle cellule e ristabilendo un sistema immunitario simile a quello di un soggetto normale. Tuttavia dopo un po' di tempo il virus si adatta al farmaco e riconoscendone l'effetto, muta la sua conformazione, diventando resistente. 
Risulta necessario pertanto un controllo presso centri specializzati ove possano essere effettuati esami specifici e controlli adeguando le combinazioni farmaceutiche alla storia clinica del soggetto.

 

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Ultimo Aggiornamento: 12 gennaio 2021


 
 

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