Dislessia o disturbo della lettura

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04 ottobre 2016

COS'È

La dislessia è un disturbo dell'apprendimento su base neurobiologica che compromette specificamente la capacità di lettura. Il bambino dislessico commette molti errori di lettura, impiega molto tempo per leggere e spesso non comprende il significato di ciò che sta leggendo sebbene abbia un'intelligenza assolutamente normale.

Il disturbo ha una natura genetica, con più di dieci geni considerati come possibili candidati per la dislessia, e spesso i familiari di un bambino dislessico hanno sofferto di un disturbo simile. Le ricerche scientifiche hanno più volte documentato come il disturbo sia associato al funzionamento alterato di alcune regioni cerebrali che partecipano al processo di lettura. Le ipotesi eziologiche sulla dislessia ritengono che sia un disturbo multifattoriale caratterizzato principalmente da una difficoltà di origine linguistica, nell'associare le lettere scritte (i grafemi) con i suoni corrispettivi (i fonemi), oppure da una difficoltà di natura visuo-percettiva o visuo-attentiva di esplorazione delle lettere che compongono la parola o anche da un difficoltà nell'automatizzazione del processo di lettura.
 

LA LETTURA

La lettura è la più importante fra le abilità scolastiche che condiziona numerosi aspetti dell'apprendimento di uno studente. Nella società moderna e istruita le conseguenze scolastiche, sociali, emotive ed economiche dei problemi di lettura possono essere profonde e di ampia portata.

Nei bambini che non hanno difficoltà di apprendimento l'acquisizione della lettura avviene entro il secondo anno della scuola primaria mentre in circa il 3% della popolazione le abilità di lettura non vengono acquisite in maniera adeguata e si riscontra, quindi, la dislessia.
 

QUANDO E COME SI MANIFESTA

La difficoltà di lettura emerge generalmente fin dalle prime fasi dell'apprendimento all'ingresso nella scuola primaria. Il bambino impara a leggere con estrema difficoltà, commettendo molti più errori dei bambini della classe e mostrando una lettura stentata e poco fluida. Spesso non riesce a svolgere autonomamente i compiti, richiede la presenza dei genitori o tende ad evitare i compiti di lettura. Anche dal punto di vista emotivo può manifestare ansia, rifiuto per la scuola o malesseri fisici connessi alle fasi valutative scolastiche.
 

LA DIAGNOSI

La diagnosi può essere posta dal mese di gennaio del secondo anno della scuola primaria e secondo il DSM-5 devono essere presenti i seguenti sintomi:
- lettura delle parole imprecisa o lenta e faticosa;
- d
ifficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto.

Le abilità scolastiche risultano quindi notevolmente inferiori a quanto atteso per l'età cronologica del bambino con importanti ripercussioni sulla vita quotidiana e dal punto di vista funzionale. Il bambino non è infatti generalmente autonomo nello svolgimento dei compiti o non raggiunge i risultati degli altri bambini della classe con ripercussioni dal punto di vista emotivo e comportamentale. Spesso il bambino cerca di evitare o rifiuta del tutto le attività scolastiche ed è ansioso.
 

COME VENGONO EFFETTUATI I TEST

La valutazione prevede una visita neurologica per escludere la presenza di disturbi neuro-sensoriali. Inoltre viene effettuata una valutazione delle abilità intellettive del bambino con una test di intelligenza per escludere che ci possano essere delle difficoltà più generali dal punto di vista logico. Vengono poi proposte prove di lettura (generalmente un brano, una lista di parole e di non parole) che il bambino deve leggere ad alta voce mentre l'esaminatore annota il numero di errori e il tempo impiegato per leggere. La comprensione del testo viene valutata chiedendo al bambino di leggere un brano a mente e di rispondere a una serie di domande.
 

POSITIVITÀ DEI TEST

Una volta posta la diagnosi è necessario svolgere un intervento abilitativo personalizzato mirato alla velocizzazione della lettura, alla correttezza o alla comprensione del testo. Oltre a un intervento riabilitativo è utile a volte inserire un tutor specializzato ovvero una figura che possa fornire al bambino strategie efficaci sul metodo di studio. Sulla base della diagnosi e del progetto riabilitativo è utile applicare nel contesto scolastico anche specifici strumenti compensativi e/o misure dispensative come previsto dalla legge 170/2010 sui disturbi di apprendimento.
 

QUAL È IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO

Le difficoltà di lettura non si risolvono con l'esercizio. Per compensare tali difficoltà è, innanzitutto, necessario un intervento abilitativo personalizzato; è altrettanto necessario utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi previsti dalla legge 170, come evitare di leggere ad alta voce in classe, programmare le interrogazioni specificando i contenuti che saranno richiesti, registrare le spiegazioni in classe per favorire lo studio a casa. Il bambino con disturbo della lettura inoltre può servirsi di software o app che convertono il testo in parlato per aiutarlo nello studio e nell'acquisizione di contenuti.

 


a cura di: Dott.ssa Cristina Varuzza e Dott.sa Deny Menghini
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute