Disturbo oppositivo-provocatorio

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16 aprile 2018

CHE COS'E'

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è un disturbo neuropsichiatrico caratterizzato da difficoltà nel controllo delle emozioni e del comportamento che emerge solitamente intorno ai 6 anni di vita del bambino. Può protrarsi ed aggravarsi fino all'adolescenza acquisendo la forma clinica di un Disturbo della Condotta.

QUALI SONO LE CAUSE

Non esiste una causa unica che spieghi l'insorgenza del Disturbo Oppositivo Provocatorio, ma la letteratura scientifica attuale ci consente di parlare di fattori di rischio e di protezione che influiscono sull'insorgenza della sintomatologia e sul suo decorso. In particolare, fattori di rischio genetici (es. la familiarità per il disturbo) e ambientali (es. il bambino è inserito in un contesto socio-culturale e familiare trascurante o abusante, sia a livello fisico che psicologico) possono giocare un ruolo determinante nell'esordio del DOP. Altri fattori di rischio sono: situazioni di instabilità familiare, disciplina particolarmente severa oppure troppo permissiva, storia familiare di disturbi del comportamento o altre patologie psichiatriche nei genitori. Sono considerati, invece, fattori di protezione una buona qualità dei legami affettivi con le figure di accudimento e uno stile educativo familiare coerente e autorevole

COME SI MANIFESTA

I bambini e i ragazzi che presentano il Disturbo oppositivo provocatorio manifestano spesso umore irritabile o collera; comportamenti polemici e provocatori con atteggiamenti di sfida, in particolare verso persone che rappresentano l'autorità (genitori, insegnanti); tendenza a non rispettare le regole; atteggiamento rancoroso e vendicativo; comportamenti di accusa degli altri per i propri comportamenti scorretti e volontà di irritare gli altri

COME SI FA LA DIAGNOSI

La presenza di comportamenti oppositivo-provocatorio è comune nel corso dello sviluppo del bambino, in particolare in adolescenza o nella relazione con i fratelli. È necessario tuttavia procedere ad un approfondimento neuropsicologico e psicopatologico nel momento in cui tale sintomatologia sia presente per almeno 6 mesi in modo persistente e sia legata ad una compromissione del funzionamento globale del bambino (sociale, scolastico e familiare). Criteri importanti per la diagnosi di DOP sono la frequenza e l'intensità con cui la sintomatologia oppositiva si manifesta e la sua presenza in più contesti di vita (es. casa, scuola, sport) o con più persone (diverse dai fratelli o dai familiari). 

Se vengono soddisfatti questi criteri è possibile porre la diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio. 

COME SI CURA

L'intervento maggiormente consigliato per il Disturbo Oppositivo Provocatorio è di tipo multimodale, ovvero un trattamento rivolto sia al minore che alla famiglia e alla scuola

La psicoterapia cognitivo-comportamentale individuale rivolta al bambino è basata sulla consapevolezza dei processi cognitivi antecedenti alle risposte aggressive e sul potenziamento dei comportamenti funzionali alla gestione della rabbia. 

In questo processo, è di fondamentale importanza il coinvolgimento del nucleo familiare attraverso interventi di parent training, cioè un vero e proprio training che permette ai genitori di acquisire strategie utili alla gestione dei comportamenti disfunzionali. Tale intervento può essere proposto anche per gli insegnanti in termini di teacher training.

Nei casi più gravi, o in seguito al fallimento della terapia psicologica individuale, è possibile ricorrere all'uso di psicofarmaci per contenere l'aggressività e l'impulsività. Tale trattamento deve essere intrapreso sotto supervisione del medico neuropsichiatra e in associazione all'intervento psicoterapeutico sopra descritto. 

COME SI PREVIENE

La prevenzione del DOP e delle sue sequele psicopatologiche (es. Disturbo della Condotta) passa per l'attivazione precoce di interventi basati su prove di efficacia. In particolare, il parent training attivato già in epoca pre-scolare e finalizzato alla gestione degli "iniziali" comportamenti-problemi che il bambino presenta può consentire una riduzione della sintomatologia oppositiva e contrastare l'emergere di quadri clinici più gravi.

QUAL E' LA PROGNOSI

La prognosi del Disturbo Oppositivo Provocatorio è mediamente negativa soprattutto se esso non viene trattato precocemente. Frequentemente tale disturbo può evolvere infatti in Disturbo della Condotta in tarda adolescenza o in Disturbo di Personalità Antisociale in età adulta.


a cura di: Dott.ssa Maria Pontillo
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute