Epatite C: lo screening nel bambino

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25 luglio 2018

PERCHE' SI EFFETTUA LO SCREENING?

All'interno della popolazione di persone infette da (Virus dell'Epatite C), i bambini rappresentano solo una piccola porzione. Ciononostante, un numero non trascurabile di pazienti pediatrici sviluppa un'infezione cronica da HCV ed è a rischio di manifestare complicazioni ad essa correlate. 

Alla luce di questi dati e della necessità di intraprendere nei pazienti risultati positivi un iter diagnostico ed eventualmente terapeutico, si comprende l'importanza dello screening per l'infezione da HCV.

CHI DOVREBBE ESSERE ESEGUIRE LO SCREENING?

Uno screening generalizzato in età pediatrica per l'infezione da virus dell'epatite C non è avvalorato dai dati scientifici di cui disponiamo.

E' invece consigliato un approccio di screening selettivo per alcune categorie di bambini che hanno un aumentato rischio di infezione da HCV.

Queste categorie comprendono:

- Bambini con segni clinici di epatite, compreso l'incremento non altrimenti giustificato delle transaminasi (enzimi presenti nelle cellule del fegato), anche in assenza di sintomatologia clinica;

Bambini nati da madri con infezione da HCV: nei paesi industrializzati in cui sono attivi i programmi vaccinali contro l'epatite B, l'HCV è divenuto la principale causa di epatiti croniche virali in età pediatrica. In questa popolazione la più frequente fonte di infezione risulta essere la trasmissione verticale madre-figlio (trasmissione che può verificarsi durante la gravidanza, durante il parto o con l'allattamento soltanto se sono presenti ragadi sanguinanti ai capezzoli: in tutte le altre situazioni, la mamma che ha l'epatite cronica C può allattare senza alcun rischio); 

Bambini le cui madri hanno una storia di uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa;

Bambini adottati o rifugiati internazionali, specialmente se provenienti da aree nelle quali l'infezione da HCV è molto diffusa (ad esempio Africa, Est Europa, Sud-Est Asiatico) anche perché in questa popolazione di bambini i sopra citati fattori di rischio legati all'infezione raramente sono noti;

Bambini o adolescenti con infezione da HIV;

Bambini o adolescenti che sono vittime di violenze sessuali o adolescenti con una storia di partner sessuali multipli;

Adolescenti con una storia o con il sospetto di uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa.

 

COME DOVREBBE ESSERE ESEGUITO LO SCREENING?

Lo screening dell'HCV in età pediatrica consiste in un prelievo di sangue.

In base all'età del paziente lo screening verrà eseguito mediante test differenti. Durante la gravidanza infatti, gli anticorpi prodotti da una donna infetta contro il virus dell'epatite C (IgG anti-HCV) possono passare dal sangue materno, attraverso la placenta, nel sangue del bambino. Questi anticorpi specifici acquisiti passivamente dal bambino vengono eliminati nella maggior parte dei casi entro il 12° mese di vita ma possono anche persistere più a lungo. Quindi, il riscontro di IgG anti-HCV nel sangue di bambini di età inferiore ai 18 mesi potrebbe essere dovuto al trasferimento passivo di anticorpi materni al bambino, come appena descritto, oppure alla produzione di anticorpi propri da parte del piccolo paziente, in risposta all'infezione virale. Ne segue che trovare anticorpi IgG diretti contro il virus epatite C nei bambini che non hanno ancora compiuto i 18 mesi è un dato ambiguo che non aiuta a diagnosticare l'infezione da virus epatite C nel bambino.

Conseguentemente, lo screening viene eseguito con le seguenti modalità in base all'età del paziente:

Bambini di età < 18 mesi: è necessario effettuare la ricerca del materiale genetico del virus (RNA virale) che può essere eseguita a partire dal 2° mese di vita. Tuttavia, la viremia (quantità di RNA virale nel sangue) a questa età non sempre predice l'infezione a lungo termine perché alcune di queste infezioni si risolvono spontaneamente entro i 3 anni di vita. Inoltre, se la ricerca dell'RNA dovesse risultare negativa, l'indagine sierologica (la ricerca degli anticorpi specifici) dovrebbe essere comunque effettuata dopo i 18 mesi di vita. 

-  Bambini di età > 18 mesi: si può effettuare la ricerca degli anticorpi contro il virus HCV (IgM e IgG anti-HCV). Nei bambini che presentino anticorpi anti-HCV, la diagnosi deve essere confermata mediante la ricerca dell'RNA virale.


 
a cura di: Dott.ssa Sara Chiurchiù
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute