Estate, tempo di togliere il pannolino!

La scelta della stagione è un suggerimento pratico, ma occorre sempre rispettare i tempi del bambino. Le enuresi notturne e le irritazioni da pannolino: ecco i consigli degli esperti
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Togliere il pannolino. 

È importante specificare una cosa: il pannolino ai bimbi va tolto quando è il momento giusto! Generalmente questo momento coincide con i 2 anni per le femminucce e con i 3 anni per i maschietti.
I bambini devono arrivare a capire cosa devono fare quando avvertono il senso di vescica piena. Solo quando acquisiranno questa consapevolezza, riusciranno a trattenere la pipì fino a che non si trovano nel posto giusto per farla.

Accade purtroppo spesso, invece, che i tempi dello svezzamento siano dettati dalle necessità incombenti della vita familiare, con la pretesa di far acquisire rapidamente al bambino una consapevolezza, che ha al contrario bisogno di un più lungo processo di maturazione sia fisica che mentale. I neonati e i lattanti con il pannolino non hanno la capacità di decidere autonomamente quando effettuare una minzione: semplicemente, quando la vescica è piena, il muscolo vescicale involontariamente si contrae con conseguente fuoriuscita delle urine, in quanto contemporaneamente si rilascia il muscolo sfintere.

La natura, sostanzialmente, non dà al bambino piccolo la responsabilità di decidere di fare la pipì, o trattenerla, così come fino a un anno di età non gli dà la responsabilità di camminare. Gradualmente il bambino impara a capire quando la vescica è piena e impara a far partire la contrazione del muscolo vescicale, e questo è il momento giusto per lo 'svezzamento' dal pannolino. In un secondo momento, dopo i 4 anni, imparerà anche a far contrarre e rilasciare a piacimento il muscolo sfintere volontario, acquisendo la capacità di trattenere la pipì se non è il momento opportuno per svuotarsi. È importante sottolineare che i bambini non vanno sgridati se si bagnano, in quanto vuol dire che non hanno ancora raggiunto una sufficiente maturità, che è un percorso lungo, con alti a bassi, non un evento immediato. Rimproverarli, quindi, è una cosa sbagliata; vanno invece certamente seguiti nel processo e incoraggiati. 

La scelta dell'estate come momento consigliato dai pediatri per insegnare ai bambini a togliere il pannolino è un'indicazione empirica, ma aiuta, sia per la facilità di spogliarsi rapidamente sia per il fatto di non bagnare i vestiti, con conseguente dispiacere. Comunque, stagione a parte, i genitori capiranno quando il bambino è pronto ed è in grado di dominare le sue funzioni. Forzarli, o anticipare i tempi per comodità sarebbe controproducente.                                                                                                                          

Enuresi.

Se il bambino dovesse continuare a bagnare il letto dopo i 5 anni, si inizia a parlare di "enuresi notturna": il bambino effettua una minzione completa durante il sonno, in quanto lo stimolo di vescica piena non riesce a svegliarlo. La condizione non è rara (10% circa a 7 anni di vita) ed ha carattere familiare, genetico: queste due informazioni sono utili a rasserenare la famiglia ed il bambino, il quale soffre molto di questa sua difficoltà. La familiarità, cioè avere un genitore, fratello o parente che hanno avuto lo stesso problema, comporta la difficoltà di risveglio al momento preciso dello stimolo da vescica piena.

Il primo consiglio, in questi casi, è quello di confrontarsi con il proprio pediatra. Il trattamento previsto procede in tre direzioni: migliorare la distensibilità della vescica; stimolare il risveglio del bambino al momento giusto; diminuire la produzione di urine durante la notte. Bere abbondantemente la mattina, svuotare regolarmente la vescica durante il giorno e tenere regolare l'intestino sono le abitudini che favoriscono una buona distensione della vescica. Il risveglio al momento giusto si può ottenere, ma solo nei bambini più grandi di 8-9 anni, con un apparecchietto che suona al momento opportuno. La riduzione di urine notturne si può favorire, invece, ricorrendo ad una medicina in forma di caramella o pasticca, che contiene quell'ormone antidiuretico che in questi bambini spesso non è prodotto a sufficienza o nel momento giusto.

In molti casi, oltre al problema del letto bagnato, possono essere presenti sintomi vescicali durante il giorno, non necessariamente con perdita di urine, che sono però spesso non conosciuti o minimizzati dai genitori, come un eccessivo o troppo scarso numero di minzioni al giorno, la necessità urgente di fare pipì, l'abitudine a posporre lo stimolo, la eccessiva prolungata ritenzione, una stitichezza nascosta. Conoscere questi sintomi è molto importante, in quanto se non si trattano viene fortemente inficiata la cura della enuresi notturna, con conseguente frustrazione del bambino e dei genitori. Questi sintomi vanno quindi scoperti e messi in rilievo, per mezzo ad esempio di un "diario della pipì", che viene compilato a casa insieme ai genitori e poi valutato dal pediatra curante oppure se necessario dal medico specialista.    

Pannolini e irritazione.

Il pannolino è fatto in parte di plastica. Con il caldo, si crea nella zona coperta dal pannolino una "bomba di calore" che può causare delle dermatiti da pannolino. Soprattutto al mare, con la sabbia, il sudore, la pipì, si possono creare delle lesioni cutanee o impetigine. L'impetigine, un'infezione staffilococcica, può essere evitata con lavaggi frequenti e cambi di pannolino ricorrenti, oltre che con l'areazione delle parti intime del bambino che, non appena possibile, devono essere lasciate scoperte. Queste irritazioni e infezioni vanno curate con creme antibiotiche locali o, nei casi di diffusione oltre le zone coperte dal pannolino, con un antibiotico per bocca.



a cura di: Mario De Gennaro
Bambino Gesù Istituto per la Salute