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La retinopatia diabetica: la prevenzione la miglior terapia per questa patologia

La retinopatia diabetica: la prevenzione la miglior terapia

Una patologia della retina che colpisce i pazienti affetti da diabete da più di 8 anni. I controlli oculistici e gli esami diagnostici specifici per tenerla sotto controllo. L'intervista a Gino Catena
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12 ottobre 2016

Dottor Catena, ci può dire che cos'è la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica è una patologia della retina che colpisce i pazienti affetti da diabete da più di 8 anni, soprattutto soggetti che non hanno curato bene la malattia generale diabetica. La malattia diabetica risulta sempre in aumento, soprattutto in ragione delle modifiche sullo stile di vita e sull'alimentazione. Ciò sta comportando nei paesi sviluppati un'epidemia di diabete e un conseguente aumento della retinopatia diabetica. 
La retinopatia è una microangiopatia, cioè un'alterazione della circolazione a livello dei capillari deputati all'irrorazione di tessuti "nobili" dell'organismo, come la retina. La sofferenza delle cellule retiniche legata al mancato apporto di ossigeno e all'alterato metabolismo, determina le condizioni per un progressivo decadimento della funzionalità visiva, fino all'ipovisione e, in alcuni casi, alla cecità.


Quali forme di retinopatia diabetica esistono? Che incidenza hanno in età pediatrica?

La lesione elementare della retinopatia diabetica è il microaneurisma, vale a dire una piccola dilatazione localizzata puntiforme, quasi delle varici, sulla parete delle vene capillari retiniche. E' il primo segno della sofferenza della circolazione periferica. Con il progredire della patologia nel contesto delle cellule retiniche si accumula del liquido (edema) e compaiono altri segni di sofferenza: "essudati" gialli che rappresentano dei depositi di materiale provenienti dalle cellule deteriorate, fenomeni emorragici e dilatazioni irregolari delle vene retiniche. Tali alterazioni determinano la retinopatia diabetica non proliferante.
Con l'estendersi delle zone retiniche a circolazione insufficiente, compaiono dei vasi neoformati: sono delle vene capillari patologiche sulla retina, che rappresentano il tentativo di creare una vascolarizzazione accessoria di supplenza. Sono vasi disorganizzati e molto fragili, la cui rottura determina delle emorragie gravi, con grave danno funzionale. Inoltre questi vasi aderenti alla retina vanno spesso incontro a contrazione fibrosa causa di distacco della stessa. Si parla in questo caso di retinopatia diabetica proliferante. Nei casi più gravi le emorragie ripetute dentro l'occhio fanno elevare la pressione dell'occhio portando alla comparsa del gravissimo glaucoma emorragico.
In età pediatrica l'incidenza è molto bassa. Si riscontra un numero maggiore di casi negli adolescenti, soprattutto in coloro che sono poco tolleranti ad accettare la terapia. Hanno pertanto il rischio di sviluppare un danno retinico importante – che può portare alla cecità – già a partire dai 15 anni.


Quali sono i sintomi a cui i genitori di pazienti diabetici devono prestare attenzione? Come si evidenzia la retinopatia?

Le lesioni iniziali della retinopatia diabetica non danno generalmente sintomi. Con il progredire delle lesioni il soggetto nota delle "mosche volanti" e degli annebbiamenti visivi più o meno permanenti.
In genere, in assenza di cure, la vista diminuisce progressivamente. Tuttavia fenomeni improvvisi come un'importante emorragia possono far diminuire bruscamente l'acutezza visiva e fare vedere degli "stracci" scuri o rossastri.


Prevenzione e terapia. Come è possibile intervenire prima e cosa devono fare i genitori una volta diagnosticata ai ragazzi la malattia?

La prevenzione, attraverso il controllo glicemico, è assolutamente la miglior terapia per la retinopatia diabetica. Il trattamento da parte dell'oculista diventa necessario nel caso in cui insorga un edema della retina centrale (maculare), periferico o nel caso in cui la retinopatia sia divenuta proliferante.
Nel caso dell'edema maculare e retinico la terapia si avvale di 2 procedure combinate:  trattamenti laser ambulatoriali volti alla salvaguaria della retina sana mediante la distruzione  della retina ischemica edematosa;  iniezioni intraoculari di farmaci anti-VEGF o cortisonici a lento rilascio, che per motivi di sicurezza vengono eseguite nel nostro ospedale in sala operatoria.
In presenza di emorragie importanti o di distacco di retina la terapià è chirurgica (vitrectomia), ed è mirata  a rimuovere dall'interno  i coaguli intraoculari e le trazioni retiniche.


Quali sono i tempi consigliati per effettuare controlli oculistici e quali gli esami diagnostici specifici?

La visita oculistica ambulatoriale del bambino diabetico va eseguita ogni anno, se non vi sono lesioni retiniche, anche elementari; ogni 6 mesi se vi sono lesioni anche minime del fondo oculare.
In presenza di segni di retinopatia diabetica, gli esami strumentali d'elezione sono la fluorangiografia e l'OCT. La fluorangiografia consiste nella fotografia della retina, dopo l'iniezione endovenosa di una sostanza fluorescente. La colorazione dell'albero vascolare mette in evidenza le aree di anomala perfusione e la corrispondente retina malata. L'OCT è una tecnica di diagnosi per immagini che permette l'analisi delle strutture retiniche senza mezzi di contrasto mediante sezioni tomografiche verticali ad alta risoluzione della retina. Mentre la fluorangiografia e l'angiografia al verde di indocianina permettono di visualizzare gli strati della retina, l'OCT permette di visualizzare delle sezioni di questa e di seguire l'evoluzione.