Fotoprotezione

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25 novembre 2016

CHE COS'E'?

La fotoprotezione consiste nella messa in opera di provvedimenti in grado di ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette sulla cute. Si possono distinguere effetti precoci e tardivi.

Tra quelli precoci vi sono

effetti positivi:
- riscaldamento del corpo dovuto alla componente dei raggi infrarossi
- azione antirachitica per la produzione da parte dei raggi ultravioletti della vitamina D;
- effetto antidepressivo;

effetti negativi:
- eritema solare

Tra gli effetti tardivi ritroviamo invece:
- miglioramento di alcune dermatosi (dermatite atopica, psoriasi, vitiligine...);
- pigmentazione tardiva che incomincia a distanza di 2 giorni dall'esposizione;
- invecchiamento della pelle o photoaging;
- insorgenza di tumori della pelle causata dall'esposizione prolungata o reiterata agli ultravioletti A e B. Quest'ultimo è il fenomeno che la fotoprotezione si prefigge di prevenire.
 

INDICAZIONI ALLA FOTOPROTEZIONE

- Sempre durante i periodi di soggiorno al mare ed in montagna;

- in tutti i bambini a rischio di tumore per una ridotta capacità di difesa verso i raggi UV (albinismo, xeroderma pigmentoso);

- nei bambini affetti da fotodermatiti, ossia malattie della pelle causate dall'esposizione al sole;

- nei bambini sottoposti a terapia sistemica fotosensibilizzante;

- nei bambini affetti da patologia sistemica associata a fotosensibilità.
 

TIPI DI TOTOPROTEZIONE

- La fotoprotezione naturale distinta in pigmentazione costituzionale geneticamente determinata (carnagione) e pigmentazione facoltativa (abbronzatura)
- gli schermi fisici;
- gli schermi chimici;
- fotoprotettori sistemici.
 

CLASSIFICAZIONE DEGLI SCHERMI

I filtri fisici sono costituiti da polveri naturali che riflettono e diffrangono le radiazioni. I filtri chimici assorbono determinate lunghezze d'onda della luce. Spesso sono associati al fine di garantire una protezione più ampia contro lo spettro delle radiazioni ultraviolette (UV). Alcune volte vengono associate anche sostanze di tipo antiossidante.
 

ULTRAVIOLETTI A (UVA)

La capacità degli UVA di indurre tumori della pelle è 100 volte inferiore a quella degli ultravioletti B (UVB).  Durante l'esposizione su una spiaggia si assorbe una quantità di UVA 100 volte superiore agli UVB: si comprende quindi l'importanza di utilizzare degli schermi solari protettivi nei confronti di tutto lo spettro degli ultravioletti.
 

COME SCEGLIERE UN ANTISOLARE 

Scegliere antisolari con un ampio spettro di assorbimento, che copra tanto la banda dei raggi UVA che degli UVB. Preferire i prodotti con fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali e che per legge la protezione massima dichiarabile è di 50 per gli UVB.

Per gli UVA non ci sono ancora metodi standardizzati. Valutare la resistenza all'acqua, al sudore e la persistenza del prodotto; lo schermo va comunque applicato ripetutamente. Scegliere una formulazione ben tollerata ed accettabile cosmeticamente (oggi sono a disposizione non solo creme, ma anche latti, spray, gel...).
 

IL FOTOTIPO CUTANEO

Si tratta di una scala di valori che va dal I al VI e che suddivide la popolazione in base alla carnagione ed alla capacità di non scottarsi e di abbronzarsi.  I fototipi con valori più bassi (I, II, III) devono utilizzare fattori di protezione più elevati.
 

REGOLE DA SEGUIRE

La quantità di melanina prodotta è minima nelle prime fasi della vita per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo.  Studi epidemiologici hanno dimostrato che l'esposizione intensa in giovane età (<15 anni) esercita effetti assai più nocivi ai fini del rischio di tumori della pelle. Infatti, il rischio di tumore della pelle sarebbe in gran parte determinato dal modo in cui l'individuo è stato protetto dalle radiazioni UV nei primi anni di vita e cambiamenti comportamentali successivi avrebbero una minor capacità di prevenire questi tumori.

Per ottenere "la tintarella" evitando gli effetti nocivi del sole conviene attenersi alle seguenti norme:
- i soggetti con capelli rossi devono rinunciare all'abbronzatura;
- evitare l'esposizione tra le ore 11:30 e 15:30 quando la concentrazione dei raggi UV è maggiore;
- evitare le posizioni immobili e quindi non far dormire mai il bambino sotto il sole;
- evitare i prodotti empirici topici che stimolano l'abbronzatura;
- non considerare l'ombrellone o il bagno in acqua come una protezione efficace;
- non utilizzare prodotti potenzialmente fotosensibilizzanti come farmaci, cosmetici, profumi (Prometazina, tintura di Bergamotto, profumi ed essenze varie);
- aumentare progressivamente la durata dell'esposizione (di 15-30 minuti al giorno);
- partire all'inizio con fattori di protezione elevati per diminuire solo quando si è sviluppata una abbronzatura sufficiente;
- applicare ripetutamente le creme protettive (ogni 2 ore circa e dopo ogni bagno);
- scegliere un prodotto ben tollerato e cosmeticamente accettabile onde evitare il rifiuto da parte del bambino;
- la protezione in età pediatrica è indispensabile anche per la prevenzione dei tumori della pelle in età adulta;
- consultare il dermatologo per consigli specifici nel caso di bambini affetti da patologie cutanee o sistemiche associate a fotosensibilità.


a cura di: Maya El Hachem, Andrea Diociaiuti
Unità Operativa di Oculistica
in collaborazione con: