Herpes Zoster nel bambino

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09 luglio 2018

CHE COS'E'

L'infezione da Herpes Zoster è provocata dalla riattivazione del virus della varicella-zoster, ovvero dell'herpesvirus di tipo 3, virus della famiglia Herpesviridae. La prima volta che questo virus infetta l'organismo, provoca la varicella. Una volta guarita la varicella, il virus rimane silente nei gangli nervosi in uno stato quiescente. Spesso non si conosce la causa della riattivazione del virus, ma a volte questa avviene in condizioni di stress, in presenza di immunodepressione o di malattie croniche gravi

COME SI MANIFESTA

Nella fase di riattivazione, il virus causa un dolore molto intenso che provoca una sensazione di bruciore e di formicolio (non è un caso se la malattia è nota anche come "Fuoco di Sant'Antonio") che nel 90% dei casi precede di 2-3 giorni la comparsa di macchie arrossate che si trasformano in rilievi cutanei solidi (papule). Le papule si trasformano poi in vescicole a grappolo, contornate da una piccola area arrossata che a loro volta si trasformano in ulcere e quindi in croste. Le lesioni possono comparire su tutto il corpo, ma in genere si ritrovano sul tronco, talvolta sul viso, e quasi sempre su un solo lato, lungo il tragitto del nervo in cui il virus aveva trovato rifugio ed era rimasto quiescente. Normalmente, le vescicole continuano a formarsi per circa 3-5 giorni. L'area del corpo interessata è in genere sensibile a qualsiasi tipo di stimolo. Perfino lo sfioramento può essere estremamente doloroso. Il soggetto è contagioso sino alla formazione delle croste (in genere le ulcere si risolvono con la formazione di croste dopo circa 5 giorni dalla comparsa) per cui il virus, se trasmesso a soggetti che non hanno mai contratto la varicella e che non sono stati vaccinati, può causare la varicella. 

Un singolo episodio garantisce, nella maggior parte dei casi, l'immunità da attacchi successivi salvo nei soggetti immunodepressi. Meno del 4% dei soggetti colpiti con normale funzione immunitaria ha avuto recidive. Possono residuare cicatrici o accentuata pigmentazione della pelle, anche di notevoli dimensioni, ma la maggior parte dei soggetti guarisce senza conseguenze permanenti. In soggetti immunodepressi o nei bambini sotto l'anno di vita lo sfregamento delle vescicole aumenta il rischio di complicanze infettive batteriche. Pochi soggetti, in genere anziani, continuano ad avvertire dolore cronico nell'area interessata (nevralgia post-erpetica). Il coinvolgimento del nervo facciale può determinare paralisi parziale del viso o complicanze a livello oftalmico e uditivo sino alla compromissione della funzione stessa dell'organo di senso.

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi si basa sull'ascolto della storia del paziente e sulla visita pediatrica. In rari casi dubbi, può essere necessario dimostrare la presenza del virus nel liquido delle vescicole o nella biopsia di un campione prelevato dalle vescicole.

COME SI CURA

I farmaci antivirali, se assunti appena compaiono le vescicole, possono aiutare ad alleviare i sintomi e ridurne la durata. Spesso è necessario ricorrere ad antidolorifici come gli antinfiammatori non steroidei (FANS), ma sovente possono rendersi necessari analgesici oppioidi per via orale. L'assunzione di farmaci antivirali riduce il rischio di nevralgia post-erpetica. In caso di coinvolgimento di organi di senso (occhio / orecchio), è bene rivolgersi allo specialista. Per ridurre il rischio di complicanze batteriche (e cicatrici alla risoluzione), è necessario mantenere la pelle colpita pulita e asciutta, utilizzare delle soluzioni disinfettanti locali ed evitare lesioni cutanee da grattamento.

COME SI PREVIENE

E' consigliabile prevenire la varicella, vaccinando i bambini e gli adulti che non sono immuni contro la varicella. Se lo Zoster si sviluppa nei soggetti vaccinati, è meno grave di quello che colpisce gli individui non vaccinati. Il vaccino specifico contro l'Herpes Zoster è raccomandato in tutti i soggetti che hanno superato l'età di 65 anni e nei soggetti "a rischio" di qualunque età, affetti da:

Diabete mellito;

Patologie cardiovascolari;

Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);

Destinati a una terapia immunosoppressiva.

Il vaccino dimezza la probabilità di andare incontro ad Herpes Zoster e riduce di tre quarti la probabilità che si verifichi una nevralgia post-erpetica.


a cura di: Dott.ssa Lelia Rotondi Aufiero
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute