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Varicella: il vaccino

Protegge dal virus varicella zoster: infezione altamente contagiosa causata da un virus che appartiene alla famiglia degli herpesvirus 

  • Il vaccino è costituito da virus vivi resi innocui ed è obbligatorio per i nuovi nati dal 2017
  • Protegge dall'infezione altamente contagiosa da virus varicella zoster
  • Viene somministrato il vaccino MPRV contro Morbillo, Parotite e Rosolia e Varicella
  • Si somministra con un'iniezione sottocutanea
  • La prima dose si somministra tra i 12 e 15 mesi
  • La seconda dose si somministra tra i 5 ei 6 anni
  • Gli adolescenti non vaccinati, a partire dagli 11 anni, devono ricevere due dosi a distanza di 28 giorni l'una dall'altra

La varicella è un'infezione causata dal virus varicella zoster, che è altamente contagioso trasmettendosi per via aerea anche a grande distanza.

Si diffonde con le goccioline emesse con la tosse o con gli starnuti), oppure per contatto diretto con il liquido contenuto  nelle vescicole cutanee. L'eruzione cutanea della varicella inizia con piccoli rilievi della pelle (papule rosse) che si trasformano in vescicole e coprono – anche a centinaia - tutto il corpo.

La varicella è di solito un'infezione relativamente benigna. Tuttavia, circa 1 bambino ogni 1.000 svilupperà una grave polmonite o un'encefalite.

Se contratta durante la gravidanza, la varicella provoca un aumento della probabilità di dare alla luce un bambino con difetti congeniti: ne è colpito un bambino su 50 nati da una madre che ha sofferto di varicella durante la gravidanza.

Infine, un batterio chiamato streptococco di gruppo A può entrare attraverso le vescicole o le croste della pelle e causare una malattia grave, a volte fatale.

Il vaccino contro la varicella è costituito da un virus vivo "attenuato" cioè modificato tramite colture cellulari, per fare in modo che, una volta iniettato nel corpo, susciti una valida risposta immunitaria, ma non la malattia.

Infatti, il virus "attenuato" ha perso la capacità di moltiplicarsi facilmente nelle cellule umane. Ecco perché l'infezione naturale con il virus della varicella causa la malattia, ma il virus del vaccino della varicella non lo fa. Tuttavia, dato che è molto simile e in parte si riproduce, induce una forte immunità contro la varicella che di solito dura per tutta la vita.

Si trova in commercio come vaccino monovalente o in combinazione con quello contro morbillo, parotite e rosolia.
Il vaccino viene somministrato con una iniezione sottocutanea o intramuscolare.

Sono previste due dosi: la prima dal compimento dei 12 mesi di vita e la seconda dal compimento dei 5 anni. Questo schema corrisponde al calendario della vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia e il vaccino combinato permette di eseguire entrambe le vaccinazioni con un solo prodotto.

Bambini, adolescenti e giovani adulti che hanno ricevuto una sola dose dovrebbero ricevere una seconda dose. Gli adolescenti che abbiano compiuto 11 anni e gli adulti suscettibili (che non hanno mai avuto la varicella e non sono mai stati vaccinati) debbono ricevere due dosi ad almeno 28 giorni di distanza l'una dall'altra.

Due dosi di vaccino hanno una efficacia di oltre il 90% nel prevenire la varicella.

L'attuale calendario vaccinale prevede la vaccinazione del bambino a partire dal primo anno di vita, di solito combinato con quelli contro morbillo, parotite e rosolia.

In rari casi (es. epilessia, convulsioni) si preferisce separarli per ridurre il rischio di reazioni febbrili e quindi ridurre lo stimolo alle convulsioni.

La vaccinazione è inoltre raccomandata ai conviventi degli individui con problemi immunitari, pazienti senza precedenti di varicella con leucemia linfatica acuta in remissione, insufficienza renale cronica, candidati a trapianto d'organo, e persone con infezione da HIV senza immunodeficienza.

Il vaccino contro la varicella non dovrebbe essere somministrato in caso di immunodeficienza grave, o di reazione allergica grave ad una precedente dose o agli eccipienti contenuti nel vaccino.

Poiché il vaccino contro la varicella contiene gelatina, le persone con gravi reazioni allergiche a tale sostanza devono vaccinarsi con precauzione. 

Inoltre non va somministrato in gravidanza, in caso di somministrazione di farmaci immunosoppressivi e di iniezione o infusione recente di Immunoglobuline.

Gli effetti collaterali da vaccino sono poco frequenti e modesti e sono più probabili dopo la prima dose piuttosto che dopo la seconda. Questi possono comprendere dolore o gonfiore nel sito dell'iniezione, febbre, e comparsa di rare vescicole. 

Qualora compaiano vescicole il bambino è teoricamente in grado di contagiare persone immunodepresse - anche se con un virus attenuato - sebbene tale evento sia assai raro. La febbre, quando presente, può anche essere elevata.

Per questo motivo possono verificarsi convulsioni febbrili in soggetti predisposti. Dato che il vaccino combinato contro morbillo, parotite, rosolia e varicella è associato a una maggiore frequenza di eventi febbrili, è possibile osservare un maggior numero di convulsioni febbrili.

Nei bambini predisposti, i due vaccini vengono separati. La probabilità comunque è remota e tutti gli effetti collaterali osservati si risolvono spontaneamente.

Al contrario la varicella era una malattia estremamente diffusa, dava complicanze infettive cutanee frequenti e 1 caso di polmonite e/o encefalite ogni 1000 casi.

Negli USA, prima della vaccinazione morivano oltre 100 persone l'anno che si sono ridotte a circa una decina dopo l'inizio della vaccinazione di massa.

Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni

 

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  • A cura di: Francesca Ippolita Calò Carducci
    Unità Operativa di Malattie Infettive
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