Intolleranza al lattosio

Dott.ssa Daniela Knafelz

È una delle intolleranze più comuni in pediatria che non consente la corretta digestione del  lattosio provocando nel bambino, comunemente, disturbi gastrointestinali.

 


L'intolleranza al lattosio è l'incapacità dell'intestino a scindere lo zucchero complesso lattosio (si trova nel latte di mucca, di capra, di asina oltre che nel latte di donna) in due zuccheri semplici: glucosio e galattosio che sono assorbibili dall'intestino.
Tale incapacità è data dalla mancanza totale o parziale di un enzima (lattasi) che si trova a livello della superficie delle cellule che rivestono l'intestino.
Se non viene digerito, il lattosio che rimane nel lume intestinale viene fatto fermentare dalla flora batterica presente nell'intestino stesso con produzione di gas e di diarrea.
 

Raramente si può avere un deficit congenito di lattasi, mentre più frequentemente si può assistere al progressivo declino dell'attività di questo enzima che si manifesta con incidenza crescente dall'età prescolare a quella adulta.   
L'incidenza dipende anche dal gruppo etnico di appartenenza: si ha nel 80-95% dei neri e degli orientali, nel 50% dei popoli mediterranei e nel 15% nei popoli del nord Europa.
Esistono anche delle forme secondarie di solito dovute ad un deterioramento della mucosa intestinale secondario ad un processo infiammatorio o infettivo. Il problema in questo caso è temporaneo e dura fino a che non si sia risolta la causa primaria.
 

I sintomi più comuni dell'intolleranza al lattosio sono:
- dolori addominali di tipo crampiforme;
- meteorismo intestinale;
- diarrea;
- in rari casi è anche presente perdita di peso e malnutrizione.
La gravità della sintomatologia dipende dalla quantità di lattosio che ogni individuo riesce tollerare. Molto spesso i sintomi, soprattutto i dolori addominali e la diarrea, compaiono poco dopo l'assunzione di alimenti contenenti lattosio.
 

Molto spesso una storia clinica accurata che mette in evidenza un rapporto di causa-effetto tra assunzione di lattosio e comparsa dei sintomi è già sufficiente per porre diagnosi di intolleranza al lattosio.
Nei casi dubbi il test che ci permette di fare diagnosi di certezza è il breath test al lattosio. È un test di semplice esecuzione che si può effettuare in regime di day hospital.
Consiste nel far soffiare il paziente (deve essere a digiuno) dentro un speciale palloncino.
Si fa bere poi al bambino una quantità definita di lattosio (calcolata in rapporto al peso del bambino). Quindi il bambino dovrà soffiare, sempre dentro lo speciale palloncino, ogni 30 minuti per le tre ore successive.
Il respiro così raccolto viene esaminato da una macchina che valuta nel respiro il contenuto di idrogeno proveniente dalla fermentazione del lattosio non digerito che rimane nel lume intestinale.
Se nel respiro raccolto dopo l'assunzione di lattosio, il contenuto di idrogeno è molto superiore a quello presente nel respiro raccolto prima di aver bevuto il lattosio, vuol dire che il paziente è intollerante al lattosio. In questo caso nelle ore successive al test si potranno osservare dolori addominali transitori e alcune scariche di diarrea che confermano la diagnosi.
Attualmente abbiamo a disposizione un apparecchio per lattanti che permette di effettuare il test anche ai bambini più piccoli non collaboranti.

Il trattamento consiste in una dieta che escluda cibi contenenti lattosio e quindi principalmente latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte.  Bisogna stare molto attenti alle fonti "nascoste" di lattosio in quanto tale sostanza è usata frequentemente come additivo soprattutto nel prosciutto cotto, nelle salsicce e negli insaccati in genere.
Anche molti cibi precotti e alcuni tipi di pane in cassetta possono contener lattosio. Si consiglia di legger sempre bene le etichette.
Di solito è consigliabile evitare di assumere all'inizio della dieta anche piccoli quantitativi di lattosio per verificare la scomparsa dei sintomi. Una volta stabilito che effettivamente tutti i disturbi presenti sono scomparsi con l'eliminazione del lattosio dalla dieta, ogni individuo può provare ad assumere dosi sempre crescenti di lattosio per verificare il limite della propria tolleranza.
Si ricorda che molto spesso il deficit di lattasi è solo parziale e che la quantità di lattosio tollerata varia da individuo ad individuo e può modificarsi nel tempo.