Intolleranza al lattosio

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CHE COS'E'? 

E' una condizione clinica che si manifesta quando si riduce, totalmente o parzialmente, l'attività dell'enzima lattasi necessario alla digestione del lattosio, il principale zucchero del latte di qualunque specie animale e di altri prodotti caseari o derivati del latte. 

QUALI SONO LE CAUSE?

La lattasi è un enzima localizzato nelle cellule della mucosa intestinale, compare già dalla 23ma settimana di gestazione, raggiunge la sua massima attività alla nascita e rimane tale per i primi mesi di vita quando il latte rappresenta l'unico o il principale alimento del bambino. Dopo lo svezzamento la sua attività inizia a diminuire e tale processo è geneticamente programmato, quindi l'intolleranza al lattosio non è una malattia ma una condizione fisiologica.

La causa principale dell'intolleranza è legata alla fisiologica perdita della funzione enzimatica della lattasi, che avviene con l'età ed è presente in almeno il 30% della popolazione del bacino del Mediterraneo, ma è anche più frequente nei popoli asiatici. Estremamente raro il difetto congenito, mentre difetti acquisiti, di solito transitori, si manifestano dopo diarrea acuta (sindrome post-enteritica) o in caso di malassorbimento intestinale non trattato, come nella celiachia nelle fasi iniziali. 

QUALI I SINTOMI?

I sintomi principali sono la diarrea, (ma talvolta anche la stipsi), la distensione addominale e i dolori addominali che, in genere, si presentano a breve distanza dall' assunzione di latte o dei derivati e dipende dalla quantità di lattosio assunta. Di solito i sintomi si risolvono spontaneamente in breve tempo. In caso della sindrome post-enteritica, in seguito ad una gastroenterite acuta, è possibile che l'attività della lattasi rimanga ridotta per tempi più lunghi. 

COME SI FA LA DIAGNOSI?

La diagnosi di solito non richiede l'esecuzione di indagini ma si basa sulla storia clinica, in particolare sulla relazione tra assunzione di alimenti contenenti lattosio e comparsa dei sintomi. Le indagini di laboratorio eventualmente utili sono rappresentate dal Breath test al lattosio e da test genetico, ma va soprattutto escluso un malassorbimento che potrebbe essere la causa dell'intolleranza. I test in caso di chiara relazione tra assunzione del lattosio e comparsa dei sintomi non sono necessariamente indicati. In genere comunque il Breath test al lattosio consiste nella valutazione della quantità di idrogeno espirato dopo l'assunzione di una quantità nota di lattosio; il bambino assume lo zucchero e in tempi successivi respira in appositi sacchetti. Il Test Genetico identifica principalmente il polimorfismo C/T-13910 e permette quindi di definire la predisposizione genetica all'intolleranza al lattosio. Nessuno dei due è essenziale ai fini della diagnosi. 

COME SI CURA?

Anzitutto, vanno trattati solo i soggetti francamente sintomatici. La terapia consiste nell'esclusione dalla dieta degli alimenti che contengono lattosio sostituendo il latte vaccino con latte delattosato (sottoposto a idrolisi enzimatica del lattosio) o con "latte" vegetale (soia). La rimozione dalla dieta del latte e dei derivati contenenti lattosio determina la rapida scomparsa dei sintomi. Gli altri prodotti caseari come i formaggi contengono tanto meno lattosio quanto più sono stagionati oppure sono già digeriti da batteri aggiunti (come nel caso dello yogurth). E' necessario individuare la dose massima di lattosio tollerata dal bambino. 

COME SI PREVIENE?

Non c'è modo per prevenire il graduale e fisiologico declino di attività della lattasi. Entro certi limiti, l'intolleranza al lattosio è quindi un fatto fisiologico che soltanto nei soggetti in cui il declino è stato particolarmente accentuato, in genere per una predisposizione genetica, può causare sintomi.  

QUAL E' LA PROGNOSI?

La prognosi è ottima e non sono necessari controlli particolari. L'attenzione va posta alla crescita e all'apporto di calcio quando si renda necessaria la completa esclusione del latte vaccino (anche di quello delattosato) dalla dieta. In tal caso può essere necessaria una supplementazione della dieta con calcio.

 


a cura di: Dott.ssa Bronislava Papadatou
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute