Malaria

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02 ottobre 2017

La malaria è una malattia infettiva causata da un parassita appartenente alla famiglia dei Plasmodi, che si trasmette all'uomo mediante la puntura di zanzare del genere Anopheles. Ad oggi la malaria è la principale causa di morbilità e mortalità nelle zone tropicali e subtropicali dove la malattia è endemica (Africa sub-sahariana, Sud-Est Asiatico e Sud America). Nel 1970 la World Health Organization (WHO) ha dichiarato l'eradicazione della malaria in Italia. Tuttavia, nei paesi Occidentali, vengono riportati casi isolati dovuti all'aumento esponenziale dei viaggi internazionali e all'intensificarsi del fenomeno immigratorio.
 

COME SI TRASMETTE

I parassiti responsabili della malattia per il genere umano sono quattro:
- Plasmodium falciparum, il più frequente, può causare forme da lievi a gravi;
- Plasmodium vivax, Plasmodium malariae, Plasmodium ovale causano forme solitamente lievi.

La trasmissione del Plasmodium è causata dalla puntura della zanzara femmina infetta del genere Anopheles. Altre vie di trasmissione della malaria, seppur rare, sono l'inoculazione diretta di sangue infetto e la trasmissione verticale da madre a feto se la malaria è contratta in gravidanza (malaria congenita).
 

COME SI MANIFESTA

Dal momento della puntura di zanzara, il periodo di incubazione varia da 7 a 30 giorni, a seconda del tipo di Plasmodium: l'infezione da P.falciparum. P.vivax e ovale hanno un'incubazione breve, mentre nell'infezione da P.malariae il periodo può essere più lungo. Tuttavia in caso di infezione da P.vivax, l'incubazione può durare anche 12 mesi.

I sintomi iniziali della malaria possono essere lievi, simil-influenzali, come febbre, brivido, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito, tosse, diarrea, dolori addominali. Possono già essere presenti in questa fase o comparire successivamente splenomegalia (aumento del volume della milza), anemia e piastrinopenia. Nel bambino la febbre, sintomi gastrointestinali (vomito, diarrea), splenomegalia, anemia e piastronopenia sono presenti almeno nel 75% dei casi.
In età infantile la malaria è una condizione che si aggrava rapidamente, ha una mortalità elevata ed è a rischio di sequele. Nei bambini l'evoluzione della malattia con un coinvolgimento cerebrale può avvenire in 24-48h dall'insorgenza della febbre, con mortalità nel 20% dei casi e rischio di sequele con deficit psicomotorio del 10%.
 

DIAGNOSI

L'infezione malarica deve essere sospettata in tutti i pazienti febbrili che abbiano viaggiato in aree endemiche tra 7 giorni e 3 mesi prima della comparsa dei sintomi. Per la diagnosi è necessario il riscontro del parassita nel sangue. La metodica principale è l'identificazione diretta al microscopio su uno striscio o su goccia spessa di sangue. Questo esame consente di identificare il tipo di Plasmodium responsabile e quantificare la carica del parassita, vale a dire quanti sono i parassiti che circolano nel sangue periferico.

Negli ultimi anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha approvato come indagine diagnostica l'esecuzione del test di antigenemia, che permette in pochi minuti di porre diagnosi di malaria tramite il prelievo di una goccia di sangue. Ulteriore test, più sensibile e specifico, è la ricerca del parassita mediante Polimerase Chain Reaction (PCR), disponibile però solo in laboratori specializzati.
 

COME SI CURA

Il trattamento prevede la somministrazione per via orale o per via endovenosa, nelle forme gravi, di farmaci antimalarici in associazione a terapia sintomatica, es. antipiretici.
 

COME SI PREVIENE

In caso di viaggio in regioni endemiche, è raccomandato l'utilizzo di profilassi sia di tipo comportamentale (es. zanzariere, repellenti, vestiti coprenti e di colore chiaro), sia di tipo medico con farmaci antiparassitari. Si consiglia pertanto di pianificare le misure preventive con un pediatra infettivologo prima della partenza.


a cura di: Dott.ssa Lorenza Romani, Dott.ssa Maia De Luca
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute