Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)

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22 marzo 2017

CHE COSA SONO ?

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono caratterizzate da una infiammazione cronica dell'intestino.

A seconda delle loro caratteristiche e del tratto intestinale colpito possono essere divise in: 

- Rettocolite ulcerosa (RCU): caratterizzata da un processo infiammatorio superficiale (che interessa solo la mucosa intestinale) localizzato esclusivamente a livello del colon, che parte dal retto e si può estendere in maniera continuativa fino al ceco.

- Morbo di Crohn (MC): caratterizzato da un processo infiammatorio che può colpire tutto il tratto intestinale dalla bocca all'ano e che coinvolge tutti gli strati della parete dell'intestino.

- Malattia infiammatoria cronica intestinale non classificata: questo termine è riservato a quei casi i cui sono presenti aspetti anatomopatologici comuni sia alla RCU che al MC.

QUALI SONO LE CAUSE ?

Le cause delle MICI sono in realtà sconosciute. L'ipotesi patogenetica prevalente è che, in soggetti predisposti geneticamente si possa instaurare una reazione abnorme di tipo immunologico a livello intestinale nei confronti di antigeni a cui lo stesso viene esposto (che possono essere anche batteri normalmente presenti nell'intestino).

QUALI SONO I SINTOMI ?

Si possono manifestare sia con sintomi gastrointestinali che con sintomi extraintestinali.

I sintomi intestinali più frequenti sono: diarrea cronica o recidivante, con o senza sangue visibile, dolori addominali, stimolo doloroso all'evacuazione spesso non seguito dalla stessa (tenesmo), vomito, nausea.

I sintomi extraintestinali più frequenti sono: perdita di peso o arresto della crescita staturo/ponderale, anemia, febbri ricorrenti, debolezza.

COME SI FA LA DIAGNISI ? 

In caso di sospetto clinico dopo accurata anamnesi e visita, in prima battuta si eseguono esami ematochimici che comprendono un emocromo, PCR, VES, albumina, transaminasi, gamma GT e la calprotectina fecale.

Se tali esami confermano il sospetto (indici di infiammazione - VES e PCR - elevati, calprotectina fecale >250, eventuale anemia) si procede all'esecuzione di esofagogastroduedenoscopia e colonscopia con ileoscopia retrograda e con il prelievo di biopsie.

La positività di tale esame e la conferma dell'esame istologico al microscopio solitamente permettono di effettuare la diagnosi e di poter distinguere tra RCU e MC. A volte, se nonostante il sospetto clinico l'esame è negativo si rende necessario esplorare anche il resto dell'intestino tramite videocapsula e/o entero-risonanza.

La videocapsula endoscopica permette di visualizzare l'intestino tenue, tratto di intestino compreso tra il duodeno ed il colon, che non è raggiungibile con gli endoscopi di cui disponiamo (esofagogastroduodenoscopia e colonscopia). Consiste nella ingestione di una capsula provvista di telecamera che, progredendo lungo l'intestino, trasmette le immagini della mucosa intestinale ad un registratore esterno: il video verrà visionato dallo specialista.

L'enterorisonanza viene anche utilizzata per verificare il coinvolgimento del piccolo intestino nei pazienti in cui la diagnosi sia già stata già confermata. Utile può essere anche l'esecuzione, da parte di ecografisti esperti, di un'ecografia addominale con la visualizzazione dello spessore delle anse intestinali soprattutto in fase di sospetto diagnostico e nelle fasi di follow up di malattia.

COME SI CURANO ?

Attualmente sono disponibili diverse strategie terapeutiche che variano a secondo del tipo di malattia (RCU vs MC) e della gravità della stessa. In generale la terapia iniziale in caso di RCU prevede l'utilizzo di mesalazina nei casi lievi-moderati in aggiunta a steroidi e immunosoppressori in caso di malattia di grado moderato-grave. In caso di ricadute frequenti o di non efficacia di questa strategia terapeutica si possono usare farmaci biologici (ad esempio l'infliximab). In caso di fallimento terapeutico o in caso di attacco grave che non risponde alla terapia medica si può considerare la terapia chirurgica che consiste nella rimozione del colon (colectomia).

In caso di MC la terapia iniziale consiste nella terapia nutrizionale, cioè nell'alimentazione esclusiva, per 6/8 settimane con un latte specificatamente formulato, associata a farmaci immunosoppressori che servono per garantire il mantenimento della remissione ottenuta con la terapia nutrizionale. Nei casi refrattari a tale approccio terapeutico o nei casi di localizzazione perianale di malattia si possono usare farmaci biologici (come l'infliximab o l'adalimumab). Nel MC la terapia chirurgica non è risolutiva come nella RCU ma è riservata a quei casi in cui è necessaria la bonifica di ascessi e/o fistole perianali, in caso di stenosi o in caso di malattia localizzata a livello dell'ileo terminale che non risponde alla terapia.

COME SI PREVIENE ?

L'insorgenza delle MICI non si può prevenire. La corretta gestione terapeutica e l'accurata aderenza alla terapia prescritte possono però prevenire le ricadute.

QUAL E' LA PROGNOSI ?

Le MICI sono malattie croniche a carattere recidivante. Lo scopo della terapia è di mantenere lo stato di remissione il più a lungo possibile.


a cura di: Dott.ssa Daniela Knafelz
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute